Slide background




Cassazione Penale Sent. Sez. 3 n. 38905 | 24 agosto 2018

ID 6845 | | Visite: 2091 | Cassazione Sicurezza lavoroPermalink: https://www.certifico.com/id/6845

Sentenze cassazione penale

Cassazione Penale Sent. Sez. 3 n. 38905 | 24 agosto 2018

Designazione RSPP non costituisce delega di funzioni e non è sufficiente a sollevare il datore di lavoro dalle responsabilità in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro

Penale Sent. Sez. 3 Num. 38905 Anno 2018

Penale Sent. Sez. 3 Num. 38905 Anno 2018
Presidente: DI NICOLA VITO
Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO
Data Udienza: 27/04/2018

Ritenuto in fatto

1. Il Tribunale di Firenze con sentenza del 18 febbraio 2016, ha condannato S.C. alla pena di € 4.000,00 di ammenda relativamente ai reati di cui agli art. 181, comma 2, e 219, comma 1, sub a, d. Lgs. 81/2008 (capo A), 168, comma 2, e 170, comma 1, sub a, d. Lgs. 81/2008 (capo E3); reati accertati il 17 ottobre 2011.
2. S.C. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art. 173, comma 1, disp. att., c.p.p.
2. 1. Violazione di legge, art. 43, cod. pen. e mancanza della motivazione relativamente all'elemento psicologico del reato.
Il Tribunale si è limitato a richiamare i principi relativi alla nomina del responsabile della sicurezza, senza analizzare, in concreto, la sussistenza dell'elemento psicologico del reato in capo al ricorrente. L'imputazione addebita al ricorrente il mancato aggiornamento della valutazione dei rischi vibrazione, nonché la non congruità della valutazione dei rischi relativi alla movimentazione manuale dei carichi di lavori. Il ricorrente aveva nominato il 2 gennaio 2010 sino al 23 settembre 2012 il Geologo D.F., quale responsabile del servizio di prevenzione e protezione, dotato di ampie e comprovate competenze i materia. Il datore di lavoro non può adempiere da solo ai compiti in oggetto, in quanto non munito della richiesta preparazione specifica, e quindi si deve affidare ad un esperto; come fatto dal ricorrente nel caso in odierno giudizio.
Manca nella condotta del ricorrente l'elemento soggettivo del reato, in quanto egli ha semplicemente recepito le elaborazioni del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Il datore di lavoro non deve scontare la non completa diligenza del professionista incaricato, individuato, peraltro, senza alcuna culpa in eligendo essendo egli dotato di adeguati titoli professionali.
Ha chiesto quindi l'annullamento della sentenza impugnata.

Considerato in diritto

3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza del motivo e per genericità, articolato in fatto.
La sentenza impugnata, con adeguata motivazione, e con l'applicazione corretta della giurisprudenza di questa Corte di Cassazione in materia, ha rilevato come la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione non determina una delega effettiva delle funzioni e, quindi, non esonera il datore di lavoro dagli obblighi dettati per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
La giurisprudenza di questa Corte sul punto, infatti, è costante nel ritenere inidonea la nomina del responsabile, del servizio di prevenzione e protezione, ad escludere la responsabilità del datore di lavoro: « La mera designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione non costituisce una delega di funzioni e non è dunque sufficiente a sollevare il datore di lavoro ed i dirigenti dalle rispettive responsabilità in tema di violazione degli obblighi dettati per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. (In motivazione, la Corte ha precisato che il responsabile del servizio di prevenzione e protezione svolge un ruolo di consulente in materia antinfortunistica del datore di lavoro ed è privo di effettivo potere decisionale)» (Sez. 4, n. 24958 del 26/04/2017 - dep. 19/05/2017, Rescio, Rv. 27028601; vedi anche Sez. U, n. 38343 del 24/04/2014 - dep. 18/09/2014, P.G., R.C., Espenhahn e altri, Rv. 26110701).
Sul punto, del resto, il ricorso è estremamente generico, limitandosi a sostenere che la mera nomina, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, escluderebbe l'elemento soggettivo.
Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in favore della Cassa delle ammende della somma di € 2.000,00 e delle spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 2.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 27/04/2018

Descrizione Livello Dimensione Downloads
Allegato riservato Cassazione Penale Sez. 3 24 agosto 2018 n. 38905.pdf
 
117 kB 10

Tags: Sicurezza lavoro Cassazione

Articoli correlati

Ultimi archiviati Sicurezza

Contagi sul lavoro denunciati all INAIL Schede 30 Aprile 2022
Mag 24, 2022 33

Covid-19 | Contagi sul lavoro denunciati all’INAIL: Schede 30 Aprile 2022

Covid-19 | Contagi sul lavoro denunciati all’INAIL: Schede 30 Aprile 2022 ID 16707 | 24.05.2022 Covid-19, in aprile i contagi sul lavoro in aumento del 6,3%. Dall’inizio della pandemia sono 260mila A rilevarlo è il 27esimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale Inail, che… Leggi tutto
Raccomandazione 2003 670 CE
Mag 19, 2022 132

Raccomandazione 2003/670/CE

Raccomandazione 2003/670/CE Raccomandazione della Commissione, del 19 settembre 2003, sull'elenco europeo delle malattie professionali [notificata con il numero C(2003) 3297] GU n. L 238/28 del 25/09/2003 ... LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità… Leggi tutto
Comitato consultivo UE SSL   COVID 19 malattia professionale
Mag 19, 2022 130

Comitato consultivo UE SSL - COVID-19 malattia professionale

Comitato consultivo UE SSL - COVID-19 malattia professionale ID 16672 | 19.05.2022 / In allegato Parere finale Il 18 maggio 2022, gli Stati membri, i lavoratori e i datori di lavoro in seno al Comitato consultivo dell'UE per la sicurezza e la salute sul lavoro hanno raggiunto un accordo sulla… Leggi tutto
Commissione Parlamentare di Inchiesta Condizioni di lavoro  sfruttamento  sicurezza nei luoghi di lavoro   Relazione intermedia del 20 aprile 2022
Mag 16, 2022 79

Commissione parlamentare di inchiesta sicurezza lavoro 2019

Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati ID 16652 | In allegato Doc. XXII-bis n. 9 Update 21 aprile 2022 Relazione intermedia sull’attività svolta approvata dalla Commissione nella seduta… Leggi tutto

Più letti Sicurezza