Slide background




Linee guida tubercolosi Rep. 51 SR del 7 Febbraio 2013

ID 7376 | | Visite: 3743 | Conferenza Stato-RegioniPermalink: https://www.certifico.com/id/7376

Linee guida Conferenza Stato Regioni Tubercolosi Rep. 51 SR del 7 Febbraio 2013

Accordo 7 febbraio 2013.

Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante «Prevenzione della tubercolosi negli operatori sanitari e soggetti ad essi equiparati». (Rep. atti n. 51/CSR).

GU n. 63 del 15-3-2013

PREMESSA.

La tubercolosi (TB) rappresenta un rischio riemergente, ed è stato indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come grave problema di sanità pubblica a livello mondiale già dal 1993.

Ogni anno si registrano nel mondo più di 9 milioni di nuovi casi e 2 milioni di decessi e, secondo stime dell’OMS, si manifestano oltre 400.000 casi di tubercolosi multiresistente. È stato stimato che circa un terzo della popolazione mondiale ospiti il Micobatterio tubercolare allo stato di latenza (un soggetto con infezione tubercolare latente o ITBL è colui che è venuto a contatto con il bacillo ma, grazie ad un’efficiente risposta immunitaria, non ha sviluppato la malattia; è asintomatico e non contagioso).

Nei soggetti immuno-competenti con ITBL il rischio di sviluppare una malattia attiva è circa il 10% nel corso dell’intera vita, evenienza che nella metà dei casi si verifica nei primi 2-5 anni dall’esposizione/infezione. Dai 53 Paesi della Regione europea dell’OMS sono stati segnalati, nel 2010, poco più di 300.000 nuovi casi di TBC, a fronte di 418.000 casi stimati, la maggior parte dei quali dai 18 Paesi, cosiddetti «ad alta priorità» (per necessità di interventi di sanità pubblica), localizzati nell’area orientale e centrale della Regione.

In Italia, l’incidenza di TB negli ultimi anni è stata inferiore a 10 casi di malattia/100.000 abitanti, soglia entro la quale un Paese è definito dall’OMS come «a bassa incidenza». Tra i soggetti più a rischio di contrarre la tubercolosi, figurano anche gli operatori sanitari. Diversi studi, infatti, hanno riportato negli anni, evidenze circa eccessi di incidenza e prevalenza di infezioni tubercolari latenti (ITBL) e TB negli operatori sanitari.

In ambiente sanitario l’esposizione ad agenti biologici rappresenta, di fatto, uno dei principali fattori di rischio occupazionale presente. Gli operatori sanitari vengono spesso a contatto, nello svolgimento della loro attività, sia con soggetti affetti da malattie causate da agenti patogeni trasmissibili che con materiali potenzialmente contaminati. Peraltro, non bisogna dimenticare che l’operatore sanitario può contrarre una malattia contagiosa anche al di fuori del luogo di lavoro e rappresentare di conseguenza una fonte di contagio per i colleghi e, soprattutto, per i pazienti che sono maggiormente suscettibili a forme più gravi di infezione, per la presenza di patologie concomitanti. Pertanto, una valutazione delle condizioni di salute degli operatori sanitari e dei soggetti ad essi equiparati risulta particolarmente importante ai fini dell’individuazione e della realizzazione delle più efficaci strategie di prevenzione e controllo, compresa la corretta applicazione delle misure di profilassi.

1. VALUTAZIONE DEL RISCHIO.

Ai sensi del decreto legislativo n. 81/2008 e successive modifiche è obbligatoria per i datori di lavoro la «valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza». Alla stessa, è tenuto a collaborare il medico competente. Per lavoratore la legge intende: «persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari», ivi compresi quindi gli studenti dei corsi di laurea e specializzazione.

La valutazione del rischio specifico va ripetuta con periodicità non superiore a tre anni. Una rivalutazione del rischio espositivo, indipendentemente dalla periodicità prevista, deve essere effettuata tutte le volte che sia diagnosticata la malattia tubercolare a carico di un lavoratore.

A tal fine, il medico competente può avvalersi dell’acquisizione dei risultati degli accertamenti diagnostici a cui è stato sottoposto il lavoratore, che è tenuto a comunicare tale informazione anamnestica al medico competente, ricadendo nella responsabilità dello stesso lavoratore gli effetti di sue omissioni. La valutazione del rischio deve essere parte del documento di valutazione dei rischi (1) e deve essere svolta a più livelli:

1) a livello di area (p.es. presidio ospedaliero). A questo livello sono in genere da riferire criteri quali: incidenza della TB nel bacino di utenza; adeguatezza generale degli impianti di aerazione al contenimento del rischio; presenza di adeguato numero di stanze di isolamento; criteri di accettazione; posti letto disponibili;

2) a livello di struttura (entro area): dedicata o no al trattamento di malati di TB; dove si svolgono attività a rischio (aerosolterapia, broncoscopia, etc.);

3) a livello di singolo operatore: probabilità di contatto col malato potenzialmente contagioso; mansione specifica (personale amministrativo, medico, infermieristico, etc.); condizioni personali (stato immunologico, gravidanza, fattori di rischio o appartenenza a gruppi a rischio, etc.). Il documento di valutazione dei rischi deve contenere analisi di eventuali carenze strutturali, edilizie o di organizzazione del lavoro che impediscano o rendano difficoltosa l’adozione di misure di contenimento del rischio ove previste.

(1) Ministero del lavoro della salute e delle politiche sociali. Aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi in Italia. Anno 2009

Collegati

DescrizioneLinguaDimensioneDownloads
Scarica questo file (Accordo SR Rep. 51 SR del 7 Febbraio 2013.pdf)Accordo SR Rep. 51 SR del 7 Febbraio 2013
 
IT853 kB847

Tags: Sicurezza lavoro Rischio biologico

Articoli correlati

Ultimi archiviati Sicurezza

Dic 02, 2022 19

Decreto direttoriale MLPS n. 13 del 16 marzo 2017

Decreto direttoriale MLPS n. 13 del 16 marzo 2017 Istituzione Gruppo di lavoro tecnico con funzioni consultive per l’esame della documentazione relativa al rilascio delle autorizzazioni di cui all’articolo 131 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. [box-warning]Ricostituzione Decreto… Leggi tutto
Dic 02, 2022 19

Circolare MLPS 8 giugno 2010 n. 18

Circolare MLPS 8 giugno 2010 n. 18 Articolo 131 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. - Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego di ponteggi fissi. Collegati
Ponteggi fissi: quadro normativo
Leggi tutto
Dic 02, 2022 18

Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n. 359

Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n. 359 Attuazione della direttiva 95/63/CE che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e salute per l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori. (GU n.246 del 19.10.1999) Collegati[box-note]Direttiva 95/63/CEDirettiva… Leggi tutto
Circolare MI n  1689 del 01 04 2011
Dic 02, 2022 26

Circolare Min. Interno n. 1689 del 01.04.2011

Circolare Min. Interno n. 1689 del 01.04.2011 Locali di pubblico spettacolo di tipo temporaneo o permanente. Verifica della solidità e sicurezza dei carichi sospesi. Le Commissioni di vigilanza istituite per l' applicazione dell'art. 80 del TULPS Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773 hanno, tra l'… Leggi tutto
Dic 02, 2022 40

Decreto Ministeriale 2 settembre 1968

Decreto Ministeriale 2 settembre 1968 - Misure tecniche di sicurezza per i ponteggi metallici fissi ID 18267 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 2 settembre 1968 - Riconoscimento di efficacia di alcune misure tecniche di sicurezza per i ponteggi metallici fissi, sostitutive di quelle indicate nel… Leggi tutto
Dic 02, 2022 22

Decreto Ministeriale 23 marzo 1990 n. 115

Decreto Ministeriale 23 marzo 1990 n. 115 - Ponteggi metallici fissi ID 18266 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 23 marzo 1990 n. 115 - Riconoscimento di efficacia per ponteggi metallici fissi aventi interasse tra i montanti superiore a metri 1,80. (GU n.112 del 16.05.1990) Entrata in vigore del… Leggi tutto
Dic 02, 2022 20

Decreto Ministeriale 22 maggio 1992 n. 466

Decreto Ministeriale 22 maggio 1992 n. 466 / Sistema individuale per addetti al montaggio ID 18265 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 22 maggio 1992, n. 466 - Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema individuale per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi… Leggi tutto
Dic 02, 2022 23

Decreto Ministeriale 19 settembre 2000

Decreto Ministeriale 19 settembre 2000 - Conformità impalcato metallico ID 18264 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 19 settembre 2000 - Riconoscimento di conformità alle vigenti norme dei mezzi e sistemi di sicurezza relativi alla costruzione ed all'impiego di un nuovo tipo di impalcato metallico… Leggi tutto
Dic 02, 2022 21

Circolare 8 gennaio 2001 n. 3

Circolare 8 gennaio 2001 n. 3 ID 18263 | 02.12.2022 OGGETTO: Art. 2, comma 4 del D.Lgs. 359/99 Chiarimenti sul regime delle verifiche periodiche di talune attrezzature di lavoro ... Collegati[box-note]Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n. 359Check List | Schede di verifica ponteggiPonteggi fissi:… Leggi tutto
Dic 02, 2022 20

Circolare 12 gennaio 2001 n. 7

Circolare 12 gennaio 2001 n. 7 ID 18262 | 02.12.2022 Ministero del lavoro - Art. 30 D.P.R 7 gennaio 1956, n. 164 - Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego di ponteggi metallici fissi. ... Collegati
Check List | Schede di verifica ponteggiPonteggi fissi: quadro normativo
Leggi tutto

Più letti Sicurezza