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Dati Inail n. 1/2025 - I primi dati sugli infortuni 2024

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Dati Inail n  1 2025   I primi dati sugli infortuni 2024

Dati Inail n. 1/2025 - I primi dati sugli infortuni 2024

ID 23450 | 12.02.2025 / In allegato

Il periodico curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto esamina l’andamento infortunistico e tecnopatico nell’anno appena concluso. L’approccio adottato è in linea con la nuova impostazione del comunicato stampa che accompagna l’uscita degli open data mensili, tenendo distinte le denunce di infortunio dei lavoratori, analizzate per modalità di accadimento, e quelle degli studenti

Dopo la pubblicazione dei primi dati complessivi del 2024, rilevati alla data dello scorso 31 dicembre, nel nuovo numero del periodico Dati Inail la Consulenza statistico attuariale (Csa) dell’Istituto traccia il bilancio provvisorio dell’andamento infortunistico e tecnopatico nell’anno appena concluso. Se gli effetti della pandemia da Covid-19 sono sfumati già nel 2023, il rilevante aumento delle denunce di infortuni occorsi agli studenti è una diretta conseguenza della recente estensione della tutela assicurativa Inail di cui beneficiano gli allievi delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, introdotta inizialmente per l’anno scolastico 2023-2024 e confermata poi per quello successivo. Di qui la scelta della Csa di adottare la stessa impostazione dell’ultimo comunicato stampa che accompagna l’uscita degli open data mensili, tenendo distinte le denunce di infortunio dei lavoratori e quelle degli studenti, che pur non essendo considerabili lavoratori in senso stretto rappresentano una quota rilevante degli infortuni denunciati, pari al 12% del totale nel 2023 e al 13% nel 2024.

In calo i casi in occasione di lavoro (-1,9%) mentre aumentano quelli in itinere (+5,0%). Le denunce di infortunio presentate all’Istituto, al netto di quelle degli studenti, scendono dalle 515.141 del periodo gennaio-dicembre 2023 alle 511.688 del periodo gennaio-dicembre 2024, con una diminuzione pari allo 0,7%. L’ulteriore distinzione per modalità di accadimento, che consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, evidenzia un calo ancora più consistente (-1,9%) per i casi avvenuti in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, dalle 422.880 denunce del 2023 alle 414.853 del 2024. Viceversa gli infortuni in itinere, occorsi nel tragitto tra la casa e il luogo di lavoro e riconducibili sostanzialmente al rischio da circolazione stradale, sono aumentati del 5,0%, dai 92.261 del 2023, pari al 18% degli infortuni denunciati nel corso dell’anno, ai 96.835 del 2024, equivalenti al 19% del totale.

I decessi in crescita soprattutto nel tragitto casa-lavoro. Escludendo dal conteggio i decessi degli studenti, i casi mortali denunciati all’Inail nel 2024, alla data di rilevazione dello scorso 31 dicembre, sono stati 1.077, 48 in più rispetto ai 1.029 del 2023 e in calo rispetto al quadriennio 2019-2022. L’aumento è il risultato di sette decessi in più avvenuti in occasione di lavoro (dai 790 del 2023 ai 797 del 2024) e di 41 in più in itinere (da 239 a 280). Su questa crescita non ha influito la pandemia da Covid-19, per la quale non risultano casi mortali in ambito lavorativo né nel 2023 né nel 2024, ma sicuramente i quattro giorni feriali lavorativi in più rispetto al 2023.

In un decennio 429 vittime in 160 incidenti plurimi. Solo in parte hanno inciso gli incidenti plurimi, definizione che comprende gli incidenti in cui hanno perso la vita più lavoratori, che nel 2024 hanno provocato 39 vittime, cinque in più rispetto alle 34 dell’anno precedente. Nel decennio 2015-2024 si sono verificati 160 incidenti mortali plurimi per un totale di 429 vittime, pari a oltre il 3% dei decessi del periodo, con una media di quasi tre morti a incidente. Sei decessi su 10 hanno avuto come luogo di accadimento prevalentemente la strada (nel 2022 addirittura 44 dei 46 totali) ma anche i binari ferroviari, come nel caso di Brandizzo dell’agosto 2023 costato la vita a cinque operai. Un altro luogo particolarmente a rischio di incidenti plurimi è quello rappresentato dagli ambienti confinati, in quanto spesso si genera una sorta di catena umana nel tentativo di soccorrere i lavoratori investiti per primi da vapori tossici.

Gli effetti dell’estensione della tutela assicurativa nelle scuole. Concentrando l’attenzione sugli infortuni occorsi agli studenti, il dato provvisorio del 2024 è di 77.883 denunce, in aumento del 10,9% rispetto alle 70.215 del 2023. L’estensione della tutela Inail alle attività di insegnamento e apprendimento nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado introdotta nel corso del 2023, mentre in precedenza la copertura assicurativa dell’Istituto era limitata agli infortuni occorsi nell’ambito di esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche ed esercitazioni di lavoro, è risultata infatti pienamente efficace solo nell’ultimo anno solare. I decessi degli studenti denunciati nel 2024 sono stati 13, uno in più rispetto ai 12 dell’anno precedente.

Le difficoltà del confronto a livello europeo. Allargando l’analisi al contesto europeo, dagli ultimi dati Eurostat disponibili emerge che nel 2022 gli infortuni sul lavoro avvenuti nei 27 Paesi dell’Ue sono stati quasi tre milioni, in aumento del 3,0% rispetto al 2021, e i casi mortali 3.286, in calo dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Il confronto a livello continentale è reso ancora difficile dalla grande disomogeneità dei sistemi di tutela e di rilevazione e delle differenti strutture economiche esistenti negli Stati membri. Per un confronto più omogeneo, Eurostat elabora i cosiddetti tassi standardizzati di incidenza infortunistica, ossia indicatori statistici che rappresentano il numero degli infortuni in occasione di lavoro indennizzati occorsi durante l’anno per 100mila occupati. I tassi standardizzati, inoltre, sono elaborati da Eurostat in una duplice veste: includendo oppure escludendo anche il settore del Trasporto e magazzinaggio e gli infortuni stradali, questi ultimi molto numerosi in alcuni Paesi come l’Italia, ma non inclusi nella trasmissione dei dati di altri Stati.

Per l’Italia valori inferiori alla media Ue. Considerando quest’ultimo indicatore, da ritenersi il più corretto per i confronti internazionali, l’indice standardizzato elaborato da Eurostat per gli infortuni mortali del 2022 mostra per l’Italia un valore di 0,87 decessi per 100mila occupati, al di sotto di quello rilevato per la Francia (3,35), Spagna (1,53) e Ue-27 (1,26) e superiore a quello della Germania (0,61). Storicamente questo indicatore ha mostrato per il nostro Paese un valore sempre inferiore alla media Ue e a quello di molti altri Stati. Negli ultimi anni l’Italia ha registrato valori sempre al di sotto della media europea anche per gli infortuni non mortali: nel 2022 rispettivamente 968 contro 1.342 casi per 100mila occupati, notevolmente inferiori a quelli di Francia (2.454), Spagna (2.371) e Germania (1.535). Nel biennio 2020-2021, però, i valori italiani sono cresciuti più della media europea per il fatto che solo il nostro Paese, insieme a Spagna e Slovenia, ha riconosciuto i contagi da Covid-19 come infortuni sul lavoro, mentre gli altri Stati li hanno classificati come malattie professionali o malattie comuni.

Le patologie denunciate in aumento del 21,6%. Per quanto riguarda le malattie professionali, il dato provvisorio complessivo rilevato alla data del 31 dicembre mostra un aumento del 21,6%, dalle 72.754 del 2023 alle 88.499 del 2024. Le patologie più frequenti, come nel 2023, sono ancora quelle a carico del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. I 57.744 casi del 2024, escludendo quelli indeterminati, hanno rappresentato infatti il 74,7% del totale, registrando un aumento del 21,6% rispetto ai 47.488 dell’anno precedente. Con 9.283 denunce e il 12,0% dei casi determinati, in crescita del 15,9% rispetto alle 8.011 del 2023, le malattie del sistema nervoso continuano a costituire la seconda causa di morbilità, seguite dalle patologie a carico dell’orecchio e dell’apofisi mastoide con 4.989 casi, in aumento del 12,1% rispetto ai 4.449 dei 12 mesi precedenti e con un peso pari al 6,5% del totale.

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Fonte: INAIL

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Tags: Sicurezza lavoro INAIL Malattie professionali

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