Slide background
Slide background
Slide background




Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza

ID 7736 | | Visite: 1617 | Legislazione AmbientePermalink: https://www.certifico.com/id/7736

Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza

Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza

Nagoya, 15 ottobre 2010

La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) prende in considerazione il problema della biosicurezza in due articoli differenti, l'articolo 8 sulla conservazione in situ e l'articolo 19 sull'utilizzazione delle biotecnologie e sulla distribuzione dei benefici da esse derivanti.

Su questa base nel Gennaio del 2000 è stato adottato il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza. L'obiettivo del Protocollo, in accordo con l’approccio precauzionale sancito dal Principio 15 della Dichiarazione di Rio, è quello di contribuire ad assicurare un adeguato livello di protezione nel campo del trasferimento, della manipolazione e dell'uso sicuri degli Organismi Viventi Modificati (OVM)* ottenuti con le moderne biotecnologie che possono esercitare effetti negativi sulla conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica, tenuto conto anche dei rischi per la salute umana, e con una particolare attenzione ai movimenti transfrontalieri.

Il Protocollo di Cartagena della CBD è entrato in vigore il 29 Dicembre 2003 ed è stato ratificato dall’Italia con la legge 15 gennaio 2004, n. 27.

L’articolo 29 del Protocollo istituisce la Conferenza delle Parti che serve da incontro delle Parti (Conference of the Parties serving as meeting of the Parties, COP-MOP) ovvero la conferenza dei rappresentanti dei Governi che hanno ratificato il Protocollo. La COP-MOP esamina e promuove l’attuazione del Protocollo, valuta i risultati raggiunti e adotta modifiche, formula raccomandazioni, istituisce organismi sussidiari, interagisce con le organizzazioni internazionali competenti e gli organismi intergovernativi e non governativi.

Il Protocollo ha, tra l’altro, istituito la Biosafety Clearing House (BCH) o Camera di Compensazione per la Biosicurezza. Attraverso il nodo centrale della BCH assicura un meccanismo globale per lo scambio di informazioni sulla biosicurezza tra le Parti contraenti e tutti i soggetti coinvolti nei processi di valutazione e di gestione del rischio derivante da organismi viventi modificati, inclusa l'opinione pubblica. Attraverso i nodi periferici, viene garantito l’accesso alle informazioni riguardanti ciascuna Parte contraente.

*:Le denominazioni Organismo Vivente Modificato (OVM) e Organismo Geneticamente Modificato (OGM) sono utilizzate indifferentemente per riferirsi a qualsiasi organismo il cui genoma sia stato modificato con le moderne biotecnologie.
Il Protocollo di Cartagena, all’articolo 3, definisce come Organismo Vivente Modificato (OVM): “ogni organismo vivente che possiede una combinazione inedita di materiale genetico, ottenuta avvalendosi della biotecnologia moderna”.
La direttiva 2001/18/CE, che ha dato attuazione a livello di Unione europea al Protocollo, all’articolo 2, definisce come Organismo Geneticamente Modificato (OGM): “un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l’accoppiamento e/o la ricombinazione genetica”.

Protocollo Addizionale di Nagoya - Kuala Lumpur in materia di responsabilità e risarcimento al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza

Nell’ottobre del 2010 a Nagoya, Giappone, è stato adottato il Protocollo addizionale di Nagoya - Kuala Lumpur in materia di responsabilità e risarcimento. Questo Protocollo addizionale al Protocollo di Cartagena utilizza un approccio di tipo amministrativo per cercare misure di risposta in caso di danno, o di sufficienti probabilità di danno, arrecato alla conservazione e all’uso sostenibile della diversità biologica derivante da movimenti transfrontalieri di OVM.

La probabilità che le componenti della biodiversità possano subire un danno viene valutata sulla base delle informazioni scientifiche disponibili e aggiornate anche attraverso lo scambio e la condivisione delle informazioni con l’ausilio della Biosafety Clearing-House (BCH).

L’UE ha ratificato il Protocollo addizionale con la Decisione del Consiglio 2013/86/UE. L'Italia ha ratifica del Protocollo Addizionale di Nagoya Kuala Lumpur con la Legge 16 gennaio 2019 n. 7

Collegati

Pin It

Tags: Ambiente Biodiversita'

Articoli correlati

Ultimi archiviati Ambiente

Set 25, 2020 20

Decreto-Legge n. 208 del 30 dicembre 2008

Decreto-Legge n. 208 del 30 dicembre 2008 Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente. (GU n. 304 del 31.12.2008)______ Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2009 n. 13 (in G.U. 28/02/2009, n.49). (Ultimo aggiornamento all'atto… Leggi tutto
Set 25, 2020 26

Decreto 7 novembre 2008

Decreto 7 novembre 2008 Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale, ai sensi dell'articolo 1, comma 996, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. (GU n.284 del 04-12-2008) [box-note]Modificato da: Decreto 4 agosto 2010 Modifiche all'articolo 5 del decreto 27… Leggi tutto
ISPRA Rapporto di sostenibilit  2020
Set 25, 2020 27

ISPRA Rapporto di sostenibilità 2020

ISPRA Rapporto di sostenibilità 2020 ISPRA, 25.09.2020 Il Rapporto di Sostenibilità ISPRA, il primo prodotto da un ente di ricerca in Italia, vuole non solo raccontare quali sono gli impatti diretti che l’Istituto crea in termini ambientali, economici e sociali ma soprattutto evidenziare quelli… Leggi tutto
Set 18, 2020 49

D.P.R. 24 maggio 1988 n. 203

D.P.R. 24 maggio 1988 n. 203 Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art. 15 della L. 16 aprile 1987, n.… Leggi tutto
Set 18, 2020 67

Decreto Legislativo 30 luglio 2012 n. 125

Decreto Legislativo 30 luglio 2012 n. 125 Attuazione della direttiva 2009/126/CE, relativa alla fase II del recupero di vapori di benzina durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio. (GU n.182 del 06-08-2012) Collegati
Direttiva 2009/126/CE
Leggi tutto
Set 18, 2020 73

Direttiva 2009/126/CE

Direttiva 2009/126/CE Direttiva 2009/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa alla fase II del recupero di vapori di benzina durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio (GU L 285 del 31.10.2009) Modificata da: - Direttiva 2014/99/UE… Leggi tutto
Set 17, 2020 49

D.Lgs. 21 maggio 2004 n. 171

Decreto Legislativo 21 maggio 2004 n. 171 Attuazione della direttiva 2001/81/CE relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici (GU n. 165 del 16 luglio 2004) Provvedimento abrogato dal D.Lgs. 30 Maggio 2018 n. 81 (1) (1) Il D.Lgs. 30 maggio 2018, n. 81 ha disposto (con… Leggi tutto
Direttiva 2001 81 CE
Set 17, 2020 47

Direttiva 2001/81/CE

Direttiva 2001/81/CE Direttiva 2001/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici (GU L 309 del 27.11.2001) Limiti nazionali di emissione di SO2, NOX, COV E NH3 Articolo 1 FinalitàScopo della presente… Leggi tutto

Più letti Ambiente