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Deposito nazionale rifiuti radioattivi

ID 3561 | | Visite: 10751 | Documenti Riservati AmbientePermalink: https://www.certifico.com/id/3561

Deposito nazionale rifiuti radioattivi

Deposito nazionale rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico: le tappe / Rev. 1.0 Febb. 2024

ID 3561 | Update Rev. 1.0 del 27.02.2024 / Documento completo in allegato

Il Deposito nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie dove verranno sistemati in via definitiva i rifiuti a bassa e media radioattività, prodotti in Italia. Troverà collocazione all’interno di un Parco Tecnologico la cui realizzazione è stata affidata dal D.Lgs. n. 31 del 2010 a Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari). Tale struttura permetterà di chiudere il ciclo elettronucleare riportando a prato verde i siti e di smantellare gli impianti nucleari dismessi.

Update Rev. 1.0 del 27.02.2024

- Proposta della Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) 2023 per la realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi pubblicata a seguito della consultazione pubblica Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) 2021.
- Aggiornamento contenuti.
- Aggiornamento grafico.

Ad oggi, al contrario di quanto accade all’estero, non esiste in Italia una struttura centralizzata in cui sistemare in modo definitivo i rifiuti radioattivi derivanti dai vari settori di produzione.

Con la realizzazione del Deposito Nazionale sarà possibile dare soluzione a questo problema. La sua disponibilità permetterà, infatti, di sistemare definitivamente i rifiuti prodotti dalle installazioni nucleari, chiudendo così il ciclo nucleare italiano, con la restituzione dei siti alle comunità locali per altri usi. Il Deposito consentirà, inoltre, la sistemazione in sicurezza di tutti i rifiuti radioattivi prodotti - e che quotidianamente si continuano a produrre nell’industria, nella medicina e nella ricerca - attualmente stoccati in depositi temporanei distribuiti in decine di siti a livello nazionale.

Come stabilito dalle direttive europee, il Deposito Nazionale non solo consentirà all'Italia di allinearsi a quei Paesi che da tempo hanno in esercizio sul proprio territorio depositi analoghi, o che li stanno costruendo, ma anche di valorizzare a livello internazionale il know-how acquisito.

Il progetto comprende anche la realizzazione di un Parco Tecnologico, le cui attività, tra le altre cose, stimoleranno la ricerca e l'innovazione nei settori dello smantellamento degli impianti nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi, creando nuove opportunità per professionalità di eccellenza.

Deposito nazionale

Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie dove saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall'esercizio e dallo smantellamento delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca.

Il Deposito Nazionale sarà costituito dalle strutture per la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività e da quelle per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti radioattivi ad alta attività, che dovranno essere successivamente trasferiti in un deposito geologico di profondità, idoneo alla loro sistemazione definitiva.

Insieme al Deposito Nazionale sorgerà un Parco Tecnologico, nel quale saranno avviate attività di ricerca di alto profilo sulle nuove metodologie di gestione dei rifiuti radioattivi e su tecnologie di interesse per il territorio che ospiterà il Deposito Nazionale.

Il Deposito Nazionale sarà integrato con il territorio, anche dal punto di vista paesaggistico. Infatti, una volta completato il riempimento, sarà ricoperto da una collina artificiale, realizzata con materiali inerti e impermeabili, che costituirà un’ulteriore protezione, prevenendo anche eventuali infiltrazioni d’acqua. Tale copertura armonizzerà anche visivamente il Deposito con l’ambiente circostante, mediante un manto erboso.

La superficie

Deposito Nazionale, comprensivo delle strutture per la sistemazione definitiva dei rifiuti a bassa e media attività, lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti ad alta attività, le strutture ausiliarie e il Parco Tecnologico, sarà costruito all’interno di un’area di circa 150 ettari, di cui 40 dedicati al Parco Tecnologico.

Deposito nazionale rifiuti radioattivi Fig 1

Figura - 1 Superficie

Le caratteristiche tecniche

L’Unione Europea prevede che la sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi avvenga nello Stato membro in cui sono stati generati. La maggior parte dei Paesi europei si è dotata o si sta dotando di depositi per mettere in sicurezza i propri rifiuti a bassa e media attività.

Per sistemare definitivamente i rifiuti ad alta attività, alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno la possibilità di studiare la localizzazione di un deposito profondo comune in Europa allo scopo di fruire dei potenziali vantaggi di una soluzione ottimizzata in termini di quantità di rifiuti, costi e tempi di realizzazione, così come prospettato dalla Direttiva EURATOM 2011/70.

Né i depositi temporanei né i siti che li ospitano sono idonei alla sistemazione definitiva dei rifiuti radioattivi. Infatti i depositi temporanei presenti nelle installazioni nucleari italiane, attualmente in fase di smantellamento, sono strutture progettate per gestire in sicurezza i rifiuti radioattivi per un periodo di circa 30 anni.

Per la sistemazione definitiva è, infatti, necessario un deposito dotato di barriere multiple, in grado di assicurare l’isolamento della radioattività per almeno 300 anni.

Il Deposito Nazionale sarà costituito da 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, all’interno delle quali verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con i rifiuti radioattivi già condizionati, detti manufatti. Nelle celle verranno sistemati definitivamente circa 75.000 metri cubi di rifiuti a bassa e media attività. Una volta completato il riempimento, le celle saranno ricoperte da una collina artificiale di materiali inerti e impermeabili, un’ulteriore protezione anche da eventuali infiltrazioni d’acqua.

In un’apposita area del deposito, sarà realizzato un complesso di edifici idoneo allo stoccaggio di circa 15.000 metri cubi di rifiuti ad alta attività, che resteranno al Deposito per un massimo di 50 anni per poi essere sistemati definitivamente in un deposito geologico di profondità.

Il Deposito Nazionale è progettato sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard della IAEA (International Atomic Energy Agency) dell’ONU.

Le barriere

Le barriere ingegneristiche del Deposito Nazionale e le caratteristiche del sito dove sarà realizzato garantiranno l’isolamento dei rifiuti radioattivi dall’ambiente per oltre 300 anni, fino al loro decadimento a livelli tali da risultare trascurabili per la salute dell’uomo e l’ambiente.

Prima barriera: Il manufatto

Deposito nazionale rifiuti radioattivi Fig 2

Figura - 2 Manufatto

I manufatti sono le strutture, a forma cilindrica o di parallelepipedo, costituite da contenitori metallici e dai rifiuti radioattivi al loro interno, già condizionati in una forma solida. La stabilità chimica e fisica consente al manufatto di essere movimentato e trasportato in sicurezza.

I rifiuti radioattivi a bassa e media attività arriveranno al Deposito Nazionale già in questa forma, che rappresenta la prima barriera. I manufatti verranno poi collocati all’interno di moduli in calcestruzzo speciale (seconda barriera).

Seconda barriera: il modulo

Deposito nazionale rifiuti radioattivi Fig 3

Figura - 3 Modulo

I moduli, strutture a forma di parallelepipedo (3 m x 2 m x 1,7 m) in calcestruzzo speciale, armato o fibrorinforzato, assicurano la loro resistenza per oltre 300 anni.

Rappresenta la seconda barriera del Deposito Nazionale: al suo interno verranno collocati i manufatti (cilindrici o a forma di parallelepipedo) di rifiuti radioattivi a bassa e media attività, poi cementati tra loro con una malta speciale. Un coperchio, anch’esso in calcestruzzo speciale, sigillerà il modulo prima che esso venga disposto nella cella.

Terza barriera: la cella

Deposito nazionale rifiuti radioattivi Fig 4

Figura - 4 Cella

Le celle sono gli edifici in calcestruzzo armato speciale (27m x 15,5 m x 10 m), progettate per resistere per almeno 300 anni, dove verranno sistemati definitivamente i rifiuti radioattivi.

All’interno del Deposito Nazionale verranno costruite 90 celle, organizzate in file accostate, che delineano l’effettiva area in cui sistemare definitivamente i rifiuti radioattivi.

La cella rappresenta la terza barriera di protezione: al suo interno verranno collocati i contenitori in calcestruzzo speciale (moduli) che, a loro volta, conterranno i rifiuti condizionati con malta cementizia (manufatti). Completato il riempimento di tutte le celle, queste verranno ricoperte da una collina multistrato.

Quarta barriera: la collina multistrato

Deposito nazionale rifiuti radioattivi Fig 5

Figura - 5 Collina multistrato

La collina multistrato, quarta barriera all’interno del Deposito Nazionale, è una struttura artificiale disposta a copertura delle celle.

Viene realizzata con strati di diversi materiali, per uno spessore complessivo di qualche metro, aventi funzioni specifiche, come impedire l’ingresso di acqua nel deposito, drenare le acque piovane, isolare i rifiuti dall’ambiente e migliorare l’impatto visivo della struttura.

Successivamente il Deposito Nazionale verrà chiuso ed entrerà nella fase di controllo istituzionale, durante la quale un sistema di drenaggio, installato sotto ciascuna cella, assicurerà la raccolta e il trattamento dell’acqua derivante da eventuali infiltrazioni o condense all’interno delle celle.

Le caratteristiche geologiche del sito, individuato sulla base dei criteri formulati dall’ISPRA e riconosciuti dalla IAEA (International Atomic Energy Agency) rappresentano un’ulteriore barriera all’eventuale dispersione di radionuclidi e quindi un’ulteriore garanzia di integrità e di sicurezza del Deposito nel tempo.

[...]

Iter individuazione sito idoneo

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, approva con un proprio decreto la CNAA, in caso di autocandidature, o la CNAI, con il relativo ordine di idoneità, e la pubblica sul proprio sito istituzionale, così come il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ISIN e Sogin.

Nell’ipotesi sia approvata e quindi pubblicata la CNAA, si apre la fase di trattative bilaterali finalizzate alla localizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (DNPT) con le Regioni e gli enti locali nel cui territorio sono situate le aree autocandidate, o con il Ministero della difesa in relazione alle strutture militari. Uno specifico protocollo di accordo, sottoscritto nel corso delle stesse trattative, comprende gli interventi legati alle misure premiali contenuti nel programma di incentivazione, nell’ambito di un più vasto programma di coinvolgimento delle comunità locali.

A conclusione del procedimento il MASE acquisisce l’intesa delle regioni interessate ad ospitare il DNPT e Sogin, nell’arco di 15 mesi, avvia le indagini tecniche nel rispetto delle modalità definite da ISIN che ne monitora l’andamento e ne esamina le risultanze finali, inviando il suo parere vincolante sulla idoneità del sito proposto al MASE. A valle delle indagini tecniche, Sogin formula una proposta di localizzazione del DNPT al MASE.

In assenza di autocandidature o nel caso che le medesime non siano risultate idonee, entro 5 giorni dall’approvazione della CNAI, Sogin aprirà la fase di confronto finalizzata a raccogliere le manifestazioni d’interesse, volontarie e non vincolanti, che le Regioni e gli enti locali, il cui territorio ricade anche parzialmente nelle aree idonee a ospitare il DNPT dovranno presentare entro 60 giorni.

Sogin avvia quindi le trattative bilaterali e sottoscrive specifici protocolli di accordo, in cui sono individuati gli interventi e le misure premiali sulla base del programma di incentivazione nel rispetto delle quantificazioni economiche.

In caso di più protocolli di accordo, ciascuno di questi reca l’ordine di idoneità dell'area sulla base delle caratteristiche tecniche, economiche, ambientali e sociali della stessa, come indicato dai criteri dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), dall'ISIN e in recepimento degli esiti della procedura di VAS. A conclusione del procedimento, il MASE acquisisce l'intesa delle Regioni nel cui territorio ricadono le aree idonee.

Qualora non si raggiunga alcuna intesa entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della richiesta dell'intesa stessa, entro 30 giorni si costituisce un Comitato interistituzionale.

I componenti del Comitato interistituzionale rappresentano in composizione paritaria, rispettivamente, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le Regioni interessate.

In base quindi agli esiti delle verifiche tecniche e delle fasi negoziale, il MASE e tutti i Ministeri interessati individuano con proprio decreto il sito per il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico.

Quanto tempo per costruire il Deposito?

Secondo quanto previsto dagli attuali programmi, basati sul rispetto dei tempi dettati dalla normativa vigente, i lavori per la costruzione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico avranno una durata di circa quattro anni dall’individuazione definitiva dell’area sul quale realizzarlo.​

Per la prima volta in Italia, inoltre, si prevede il meccanismo dell'adesione volontaria di una o più comunità locali a ospitare un’infrastruttura rilevante per il territorio: in seguito alla pubblicazione dell’elenco delle aree della Carta Nazionale Aree Idonee (CNAI) è chiesto alle comunità locali di avanzare la propria autocandidatura non vincolante che permette di proseguire nel percorso partecipato di localizzazione dell’opera.

Il D.lgs. 31/2010 che definisce l’iter di localizzazione del DNPT è stato parzialmente modificato dall’art. 11 del Decreto-legge 181/2023 (“Decreto Energia”). In particolare, una modifica introdotta riguarda l’opportunità dell’autocandidatura per gli enti locali di tutto il territorio italiano interessati ad ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico. Se il proprio territorio non ricade nelle Aree Idonee, l’autocandidatura deve essere accompagnata dalla richiesta di rivalutazione per verificarne la relativa idoneità. Lo stesso iter è previsto per le strutture militari che, per il tramite del Ministero della Difesa, potranno presentare la loro autocandidatura.

Criteri di localizzazione

I criteri elaborati dall’ente di controllo ISPRA (oggi ISIN) nella Guida Tecnica n. 29, in linea con gli standard della IAEA (International Atomic Energy Agency), rappresentano un insieme di requisiti fondamentali e di elementi di valutazione per arrivare, con un livello di dettaglio progressivo, all’individuazione delle aree potenzialmente idonee a ospitare il Deposito Nazionale.

I criteri sono stati formulati per individuare aree dove sia garantita l’integrità e la sicurezza nel tempo del Deposito Nazionale.

I criteri elaborati dall’Ente di controllo sono suddivisi in:

- 15 Criteri di Esclusione, per escludere le aree del territorio nazionale le cui caratteristiche non permettono di garantire piena rispondenza ai requisiti di sicurezza. L’applicazione dei criteri d’esclusione porta all’individuazione delle “aree potenzialmente idonee”.

- 13 Criteri di Approfondimento, per valutare le aree individuate a seguito dell’applicazione dei criteri di esclusione. La loro applicazione può condurre all’esclusione di ulteriori porzioni di territorio all’interno delle aree potenzialmente idonee e a individuare siti di interesse.

L’applicazione dei Criteri di Esclusione è effettuata attraverso verifiche basate su normative, dati e conoscenze tecniche disponibili per l’intero territorio nazionale, anche mediante l’utilizzo dei GIS-Sistemi Informativi Geografici e, in alcuni casi, di banche dati gestite da enti pubblici.

L’applicazione dei Criteri di Approfondimento è effettuata, invece, attraverso indagini e valutazioni specifiche sulle aree risultate non escluse.

Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee - CNAPI

La CNAPI è la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, nella quale sono individuate le aree le cui caratteristiche soddisfano i criteri previsti nella Guida Tecnica n. 29 di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) oltre che i requisiti indicati nelle linee-guida della IAEA (International Atomic Energy Agency).

Come indicato nella Guida Tecnica n. 29, “si intende per aree potenzialmente idonee le aree, anche vaste, che presentano caratteristiche favorevoli alla individuazione di siti in grado di risultare idonei alla localizzazione del deposito, attraverso successive indagini di dettaglio e sulla base degli esiti di analisi di sicurezza condotte tenendo conto delle caratteristiche progettuali della struttura del deposito”.

Queste caratteristiche favorevoli si determinano sulla base di Criteri di Esclusione e di Approfondimento, che escludono le aree interessate da, ad esempio, elevato rischio vulcanico e sismico, fagliazioni, frane, alluvioni o che insistono su aree protette o insediamenti civili, industriali e militari.

Consultazione pubblica

La procedura prevede che, a seguito della validazione da parte dell’ente di controllo ISIN e del successivo nulla osta dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente, Sogin pubblichi la proposta di CNAPI, Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee, insieme al Progetto Preliminare del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico e alla relativa documentazione.

La proposta di CNAPI, con l’ordine di idoneità delle aree identificate sulla base delle caratteristiche tecniche e socio-ambientali, il progetto preliminare e la relativa documentazione, è sottoposta a una consultazione pubblica.

Nei 180 giorni successivi alla pubblicazione, effettuata il 5 gennaio 2021, le Regioni, gli enti locali e i soggetti portatori di interessi qualificati, hanno potuto formulare e trasmettere a Sogin osservazioni e proposte tecniche in forma scritta e non anonima. Questa prima fase di consultazione pubblica è terminata il 5 luglio 2021.

All’inter​no della fase di consultazione pubblica, come previsto dalla norma, si è svolto il Seminario Nazionale, la cui promozione è stata avviata il 3 agosto 2021, con un avviso sui principali quotidiani nazionali e a maggior diffusione locale nelle aree della CNAPI.

I lavori del Seminario Nazionale si sono articolati in nove sessioni dal 7 settembre 2021 al 24 novembre 2021. Al Seminario hanno partecipato rappresentanti qualificati di Istituzioni, Enti locali, associazioni, comitati, organizzazioni datoriali e sindacali dei territori e singoli cittadini. Durante il Seminario, sono stati approfonditi gli aspetti tecnici relativi al Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico, quelli connessi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente e sono stati illustrati i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla sua realizzazione.

Il Seminario Nazionale è terminato il 15 dicembre 2021 con la pubblicazione degli Atti conclusivi.

Con tale pubblicazione, si è aperta la successiva fase di 30 giorni, prevista dal D. lgs. n. 31/2010 e ss.mm.ii., durante la quale i soggetti portatori di interessi qualificati hanno potuto inviare a Sogin e al Ministero dell’Ambiente ulteriori osservazioni. Le osservazioni e proposte tecniche trasmesse dai soggetti portatori di interessi qualificati nell'ambito della consultazione pubblica sono pubblicate nella pagina Osservazioni e proposte tecniche trasmesse.

Al termine di questo periodo, che si è concluso il 14 gennaio, la normativa prevede la redazione da parte di Sogin della proposta di CNAI, Carta Nazionale delle Aree Idonee​. Tale proposta è stata trasmessa da Sogin al Ministero dell’Ambiente il 15 marzo 2022.

Carta Nazionale delle Aree Idonee - CNAI

Pubblicazione elenco aree CNAI

Il 13 dicembre 2023 il MASE ha pubblicato sul proprio sito web l’elenco delle aree presenti nella proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI), aprendo una fase di invio di autocandidature ad ospitare l’opera da parte degli Enti locali di tutto il territorio italiano.

Le autocandidature dovranno essere presentate entro e non oltre il 12 marzo 2024

Per le aree non comprese nell’elenco, si procede, in caso di autocandidatura, a una rivalutazione ai fini della loro idoneità.

Come previsto dal D. lgs. 31/2010 e ss.mm.ii.., dopo il Seminario Nazionale, Sogin ha raccolto le ulteriori osservazioni trasmesse formalmente dai soggetti portatori di interessi qualificati e ha redatto la proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI).

Sogin ha inviato la proposta di CNAI al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il 15 marzo 2022. Acquisito il parere tecnico dell’ente di controllo, l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), il 13 dicembre 2023 il MASE ha pubblicato sul proprio sito l’elenco delle aree presenti nella proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI).

Entro i successivi 90 giorni, come previsto dall’art. 27 c. 5bis del Dlgs 31/2010 come modificato dall’art. 11 del D.L. 181/2023 (Decreto Energia), gli Enti locali di tutto il territorio italiano interessati ad ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico (DNPT) possono presentare la loro autocandidatura, il cui termine per l’inoltro è fissato per il 12 marzo 2024.

Se il proprio territorio non ricade nelle Aree Idonee, l’autocandidatura va accompagnata dalla richiesta di rivalutazione per verificarne la relativa idoneità. Il medesimo iter è previsto per le strutture militari che, per il tramite del Ministero della Difesa, potranno presentare la loro autocandidatura. Tutte le autocandidature non sono vincolanti e permettono di proseguire nel percorso partecipato di localizzazione dell’opera.

Le autocandidature devono essere inviate ad entrambi i seguenti indirizzi PEC.

MASE: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sogin: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Al termine, il MASE invia l’elenco delle autocandidature a Sogin, che, entro i successivi 30 giorni, procede alle necessarie valutazioni tecniche. Tali verifiche consentono un riesame delle aree sulla base di dati territoriali più recenti per l’applicazione delle Guida Tecnica n. 29 di ISIN, nonché dei nuovi sviluppi progettuali. Le risultanze sono trasmesse a ISIN che, entro 30 giorni, esprime il proprio parere inviandolo al MASE e a Sogin.

Sogin, entro 30 giorni dal recepimento del parere di ISIN, predispone la proposta di Carta Nazionale delle Aree Autocandidate (CNAA), proponendone contestualmente il relativo ordine di idoneità sulla base di caratteristiche tecnico e socio-ambientali.

La CNAA è inviata al MASE che, nei successivi 30 giorni, avvia, con il supporto tecnico di Sogin, la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sulla proposta di CNAA, o in caso di mancata presentazione di autocandidature a ospitare il DNPT sulla proposta di CNAI.

Al termine della procedura di VAS ed entro 30 giorni, Sogin aggiorna la proposta di CNAA o di CNAI e il relativo ordine di idoneità rinviandola al MASE che recepisce il parere di ISIN elaborato in 30 giorni.

Con un proprio decreto, il MASE di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti approva la CNAA o la CNAI con relativo ordine di idoneità che sono pubblicati sui siti internet dei due Ministeri, di ISIN e di Sogin.

Rifiuti radioattivi in Italia

In Italia i centri che producono e/o detengono rifiuti radioattivi sono decine: installazioni nucleari (4 centrali e 4 impianti del ciclo del combustibile); centri di ricerca nucleare; centri di gestione di rifiuti industriali; centri del Servizio Integrato.

Per volume e livello di radioattività dei rifiuti prodotti, i principali centri sono i siti nucleari in fase di smantellamento.

Significativi, per la loro numerosità sul territorio nazionale, sono i centri di medicina nucleare, fra cui gli ospedali. Queste strutture trattengono la maggior parte dei rifiuti radioattivi che producono fino al loro completo decadimento, per poi smaltirli come rifiuti convenzionali.

La restante parte viene conferita agli operatori del Servizio Integrato, il sistema di raccolta e gestione dei rifiuti radioattivi sanitari e industriali, che provvedono al loro stoccaggio nei propri depositi temporanei in attesa, previo trattamento e condizionamento, del conferimento al Deposito Nazionale.

In sintesi, le principali strutture in cui si producono e/o si stoccano rifiuti radioattivi sul territorio nazionale e che conferiranno questi rifiuti al Deposito Nazionale sono:

4 centrali in decommissioning (Sogin);

4 impianti del ciclo del combustibile in decommissioning (Enea/Sogin);

1 reattore di ricerca CCR ISPRA-1 (Sogin);

7 centri di ricerca nucleare (ENEA Casaccia, CCR Ispra, Deposito Avogadro, LivaNova, CESNEF -Centro Energia e Studi Nucleari Enrico Fermi- Università di Pavia, Università di Palermo);

3 centri del Servizio Integrato in esercizio (Nucleco, Campoverde, Protex);

1 centro del Servizio Integrato non più attivo (Cemerad).

Deposito nazionale rifiuti radioattivi F 8

Figura 8 - Produttori e detentori di rifiuti radioattivi in Italia

[...] Segue in allegato

Certifico Srl - IT | Rev. 1.0 2024 
©Elaborazione copia/stampa autorizzata Abbonati

Matrice Revisioni

Rev. Data Oggetto Autore
1.0 27.02.2024 - Proposta della Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) 2023
per la realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi
pubblicata a seguito della consultazione pubblica Carta Nazionale

delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) 2021.
- Aggiornamento contenuti.
- Aggiornamento grafico.
Certifico Srl
0.0 31.01.2017 ---  Certifico Srl
 
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