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Orientamenti in materia di strategie e piani di adattamento degli Stati membri

ID 20055 | | Visite: 777 | Documenti Ambiente UEPermalink: https://www.certifico.com/id/20055

Orientamenti in materia di strategie e piani di adattamento degli Stati membri

Orientamenti in materia di strategie e piani di adattamento degli Stati membri / 2023

ID 20055 | 27.07.2023 / In allegato

Comunicazione della Commissione Orientamenti in materia di strategie e piani di adattamento degli Stati membri

GU C 264/1 del 27.7.2023

_______

Introduzione

Caratteristiche principali della politica di adattamento

Fasi principali dello sviluppo o dell’aggiornamento delle strategie e dei piani di adattamento
Fase 1: definire il quadro istituzionale e garantire l’adesione dei portatori di interessi
Fase 2: Condurre valutazioni dei rischi e delle vulnerabilità legati ai cambiamenti climatici
Fase 3: Individuare e stabilire l’ordine di priorità delle opzioni di adattamento
Fase 4: Elaborare un piano d’intervento e attuare azioni di adattamento
Fase 5: Monitoraggio e valutazione

Allegato I
Esempio di modello di strategia di adattamento

Allegato II
Nuovi settori della politica di adattamento
Resilienza giusta
Maladattamento
Soluzioni basate sulla natura
Prove di stress per il rischio climatico
...

I recenti eventi estremi, quali incendi boschivi, siccità, inondazioni e ondate di calore mortali, registrati sia in Europa che nel resto del mondo, hanno dimostrato che le conseguenze dei cambiamenti climatici colpiscono le nostre società in modo più grave e più rapido di quanto previsto dalla comunità scientifica. L'aumento dei fenomeni meteorologici estremi e delle catastrofi naturali incide sempre più sulla salute fisica e mentale delle persone, sulla natura e sulle attività economiche. Nella sesta relazione di valutazione del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) si afferma che l'adattamento a livello globale è per lo più lento, frammentario e incrementale e che, anche se le riduzioni delle emissioni fossero sufficienti per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi, sarà necessario un adattamento trasformativo.

Purtroppo, tali eventi e la relazione dell'IPCC hanno anche evidenziato una mancanza di preparazione e lo squilibrio tra le minacce climatiche da un lato e i meccanismi e le strutture di risposta esistenti dall'altro. Sebbene le previsioni circa i rischi climatici futuri siano incerte, a prescindere da quelle che saranno le temperature reali da qui al 2100 (stime positive, negative o nefaste), le opzioni di cui dispongono oggi i responsabili dell'elaborazione delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici non cambiano nella sostanza. Appare evidente che, per far sì che la società sia più preparata all'intensificarsi degli effetti dei cambiamenti climatici, il settore pubblico deve svolgere un ruolo ancora più incisivo nello sviluppo della resilienza climatica e degli investimenti sostenibili necessari. Occorre altresì lavorare ulteriormente allo sviluppo e alla definizione delle giuste condizioni normative e capacità di pianificazione, in modo tale da consentire ai diversi attori e mercati di adeguarsi con fiducia e sicurezza e incanalare gli investimenti nella resilienza.

La strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici del 2013 incoraggiava tutti gli Stati membri ad adottare strategie di adattamento globali. La Commissione ha inoltre pubblicato orientamenti sullo sviluppo di strategie di adattamento per aiutare gli Stati membri dell'UE a elaborare le strategie di adattamento nazionali. Tra il 2013 e il 2018 il numero di Stati membri dell'UE che disponevano di strategie di adattamento è aumentato notevolmente, passando da 15 a 25, ed entro il 2020 tutti gli Stati membri dell'UE se ne erano dotati. Tuttavia, tali strategie presentano notevoli differenze in termini di portata, risultati e modalità di attuazione.

Il regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima del 2018 affronta l'adattamento ai cambiamenti climatici in due modi. In primo luogo stabilisce gli attuali obblighi di comunicazione per gli Stati membri dell'UE in materia di adattamento ai cambiamenti climatici. In secondo luogo, nel quadro dei piani nazionali integrati per l'energia e il clima, impone agli Stati membri dell'UE di definire, se del caso, altri obiettivi e traguardi, compresi, tra l'altro, quelli di adattamento.

Per rispondere all'evolversi della situazione e stimolare cambiamenti strutturali, la nuova strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici (2021) ha delineato obiettivi ancor più ambiziosi ed è stata estesa a nuovi settori e nuove priorità con l'obiettivo di contribuire alla transizione dell'UE verso la resilienza climatica, chiedendo una revisione degli orientamenti sullo sviluppo di strategie di adattamento del 2013.

Inoltre, nel luglio 2021 è entrata in vigore la normativa europea sul clima. Mentre gli obblighi stabiliti in precedenza dal regolamento sulla governance in merito all'adattamento erano di natura principalmente procedurale, la normativa sul clima ha sancito un vero e proprio «dovere» di adattamento, introducendo in particolare l'obbligo di assicurare il costante progresso nel miglioramento delle capacità di adattamento, nel rafforzamento della resilienza e nella riduzione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici in conformità dell'articolo 7 dell'accordo di Parigi. La normativa sul clima contiene disposizioni relative alle strategie e ai piani di adattamento nazionali (accanto a quelli a livello dell'Unione) ed esplicita le aspettative in merito alla qualità delle politiche di adattamento e ai loro risultati. Inoltre richiede alla Commissione di valutare periodicamente la compatibilità delle misure nazionali pertinenti con il conseguimento di progressi in termini di adattamento e formulare raccomandazioni qualora ritenga che le misure adottate da uno Stato membro dell'UE non siano adeguate ad assicurare i progressi nel miglioramento delle capacità di adattamento, nel rafforzamento della resilienza e nella riduzione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

In linea con tali disposizioni, i presenti orientamenti hanno lo scopo di:

- sostenere gli Stati membri dell'UE nella revisione delle loro strategie di adattamento e nell'elaborazione/revisione dei loro piani di adattamento per far fronte alle sfide in materia di adattamento che si trovano a gestire, tenendo conto delle differenze tra le strutture amministrative e dei percorsi di pianificazione dell'adattamento che hanno già intrapreso;
- evidenziare le caratteristiche principali che sono essenziali per realizzare una politica di adattamento e risultati di qualità. Poiché gli impatti dei cambiamenti climatici richiedono una risposta più sistemica e urgente, le strategie e i piani di adattamento che non includono tutti i settori di intervento e non sono integrati nel processo decisionale a tutti i livelli non sono più strumenti sufficienti allo scopo. Pertanto i principi si applicano al quadro generale delle politiche nazionali di adattamento, mentre le strategie e i piani di adattamento sostengono il conseguimento di risultati efficaci in materia di adattamento;
- fornire un esempio di modello che delinei la struttura della strategia e agevoli l'accesso a tali strategie e il confronto tra di esse e garantire una panoramica comparabile del grado di preparazione e delle azioni pianificate a livello dell'UE;
- rafforzare la politica di adattamento con nuovi settori.

Oltre ai presenti orientamenti, lo strumento di sostegno all'adattamento sviluppato e gestito dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) fornisce maggiori dettagli e buoni esempi di principi, processi e opzioni di attuazione per andare oltre il campo di applicazione degli orientamenti.

Inoltre, in collaborazione con le autorità regionali di tutta Europa, è in corso lo sviluppo di percorsi concreti di adattamento e dimostrazioni di soluzioni trasformative attraverso la missione di Orizzonte Europa sull'adattamento ai cambiamenti climatici, avviata nel settembre 2021.

[...] Segue in allegato

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