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ID 6769 | P.A.F. Rapporto 3/18 - 30.08.2018
Nel presente lavoro sono valutati i campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi dalle apparecchiature per il riscaldamento a radiofrequenza per uso estetico di competenza dell’estetista - secondo quanto indicato dalla scheda 13b del DM 206 del 15 ottobre 2015.
Spesso è emersa una completa inconsapevolezza sia da parte delle operatrici che dei produttori e dei fornitori stessi sul rischio da esposizione a CEM emessi da tali apparati, che in genere producono livelli di campo disperso (soprattutto elettrico) tali da esporre l’estetista e coloro che si trovino nel locale adibito al trattamento a livelli superiori a quelli ammessi per la popolazione generale.
Ciò comporta che in genere l’accesso al locale ove è utilizzato l’apparato deve essere precluso ai soggetti con controindicazioni all’esposizione ai campi elettromagnetici.
Le attrezzature utilizzate in ambito estetico sono state soggette negli anni a continue innovazioni ed aggiornamenti, sulla spinta dell’aspirazione che le persone hanno da sempre manifestato di poter migliorare il proprio aspetto secondo i canoni estetici in voga. Con l’evoluzione tecnologica delle apparecchiature ad uso medico, sono state introdotte una serie di apparecchiature che, con modifiche minime, possono essere utilizzate anche per scopi estetici.
Una delle più recenti apparse nel settore è quella per il trattamento di calore tramite l’emissione di onde elettromagnetiche a radiofrequenza. Le attrezzature di competenza dell’estetista, che possono pertanto essere utilizzate presso centri estetici non avvalendosi di personale sanitario, sono normate dal D.M. 15 ottobre 2016 n. 206.
Il decreto contiene, per ogni tipologia di apparato utilizzabile dall’estetista, una scheda tecnica all’interno della quale sono specificate le caratteristiche tecniche e funzionali, le modalità di utilizzo e le controindicazioni della stessa. I trattamenti con radiofrequenza sono descritti nella scheda tecnica 13b, che fornisce indicazioni specifiche inerenti la tutela del soggetto sottoposto al trattamento.
Tali apparecchiature possono rappresentare sorgenti di campi elettromagnetici rilevanti da un punto di vista protezionistico per gli operatori e per i frequentatori del centro estetico, anche se non sottoposti al trattamento specifico. Il rischio derivante dall’esposizione ai CEM emessi da tali apparati deve pertanto essere opportunamente preso in esame.
Fonte: P.A.F.
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