Decreto 17 ottobre 2007
Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)
(G.U. 6 novembre 2007,...
INAIL, 03 Maggio 2018
I composti organici volatili (COV) comprendono una classe di sostanze che può provocare effetti avversi sulla salute, sia a breve che a lungo termine.
La categoria dei composti organici volatili (COV) o VOC (Volatile Organic Compounds) include una serie di sostanze (tutte contenenti carbonio, da cui il termine organico) in miscele complesse che evaporano con facilità già a temperature ambiente. Se ne conoscono oltre 300, e i più noti sono gli idrocarburi alifatici, i terpeni, gli idrocarburi aromatici, gli idrocarburi clorurati, gli alcoli, gli esteri, i chetoni e le aldeidi. Questa classe di composti può provocare danni a breve e a lungo termine sulla salute umana. In alcuni casi la loro concentrazione negli ambienti indoor può superare quella degli ambienti esterni.
Le principali fonti di emissione dei COV
Molti prodotti e materiali presenti nelle abitazioni domestiche contengono COV, che possono esser rilasciati nel tempo. Le principali fonti sono elencate di seguito in tabella.

I livelli di COV all'interno delle abitazioni domestiche
I monitoraggi ambientali all’interno delle abitazioni non sono ancora un’abitudine nel nostro paese. Tuttavia molti studi hanno dimostrato che i livelli di COV sono più alti all’interno delle case piuttosto che fuori.
Alcune indagini condotte negli Stati Uniti hanno rilevato che i livelli dei composti organici volatili in ambienti confinati erano da due a cinque volte maggiori rispetto a quelli registrati all’esterno.
L’entità dell’esposizione a COV negli ambienti indoor varia in maniera sensibile al variare delle seguenti condizioni:
Oltre alle concentrazioni di COV all’interno degli ambienti, è necessario considerare anche il tempo di esposizione dell’individuo.
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Fonte: INAIL
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