Domande e risposte sul nuovo regolamento di standardizzazione.
Che cos'è uno standard e come vengono sviluppati gli standard in Europa?
Uno standard è un documento tecnico che definisce le specifiche per un prodotto, un servizio o un processo. Viene redatto da esperti e successivamente adottato per consenso. Copre un'ampia gamma di ambiti, dalle dimensioni di un foglio A4 alla sicurezza di un giocattolo per bambini o alla compatibilità di un caricabatterie per cellulari.
Molti standard sono volontari, ma anche quando lo sono, le imprese hanno un forte incentivo ad applicarli. Un prodotto realizzato secondo uno standard riconosciuto può essere venduto in tutto il Mercato Unico, senza dover essere adattato a normative nazionali divergenti. Ciò dimostra sicurezza e qualità, garantisce l'interoperabilità e riduce i costi.
In Europa, gli standard vengono sviluppati attraverso una partnership pubblico-privata. I tre organismi europei di normazione (CEN, CENELEC ed ETSI) collaborano con gli enti nazionali di normazione, e gli standard vengono redatti da esperti provenienti dall'industria, dalle organizzazioni dei consumatori, dai rappresentanti dei lavoratori, dalla società civile, dal mondo accademico e dalle autorità pubbliche. Sebbene la Commissione non elabori direttamente gli standard, può richiederne la stesura a supporto della legislazione UE e contribuire al finanziamento del sistema.
Perché le norme armonizzate sono importanti per il mercato unico?
Le norme armonizzate sono importanti per il mercato unico perché traducono i requisiti giuridici dell'UE in un insieme pratico di specifiche tecniche utilizzabili in tutti gli Stati membri. Elaborate dal CEN, dal CENELEC o dall'ETSI su richiesta della Commissione, conferiscono ai prodotti e ai servizi una presunzione di conformità al diritto dell'UE una volta pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Ciò conferisce loro un ruolo giuridico speciale. Fornendo un percorso riconosciuto per la conformità, riducono le barriere tecniche al commercio, sostengono la libera circolazione di beni e servizi e rendono più facile ed economico per le imprese, soprattutto piccole e medie, accedere al mercato dell'UE, garantendo al contempo sicurezza, interoperabilità e fiducia dei consumatori.
In che modo ciò aiuterà le imprese, in particolare le piccole e medie imprese?
Il nuovo regolamento di standardizzazione ridurrà di un terzo i tempi necessari per lo sviluppo di una norma e consentirà ai prodotti di beneficiare più rapidamente della presunzione di conformità, facilitando l'accesso al mercato e riducendo i costi di adeguamento. Inoltre, beneficeranno del libero accesso alle norme a supporto del diritto dell'UE.
Le piccole imprese trarranno particolare vantaggio da standard più rapidi, dall'accesso gratuito agli stessi e da un accesso più agevole al mercato. La proposta prevede inoltre che gli enti nazionali di normazione riducano i costi di partecipazione ai processi di standardizzazione per le piccole e medie imprese.
Chi elabora gli standard in Europa e cosa cambierà con il nuovo regolamento?
La standardizzazione in Europa si basa su una partnership pubblico-privata. A livello europeo, sono responsabili tre organismi di normazione europei ufficialmente riconosciuti: il CEN, che copre la maggior parte dei settori; il CENELEC, per il settore elettrotecnico; e l'ETSI, per le telecomunicazioni e le TIC. Questi organismi collaborano con gli enti di normazione nazionali di ciascuno Stato membro e i contenuti tecnici sono redatti da esperti del settore (anche provenienti da piccole e medie imprese), autorità pubbliche, organizzazioni dei consumatori, rappresentanti dei lavoratori, organizzazioni ambientaliste, mondo accademico e altri gruppi pertinenti. Per i contenuti di rilevanza internazionale, gli organismi europei cooperano strettamente con le loro controparti globali: ISO, IEC e ITU.
Il nuovo regolamento manterrà lo stesso sistema con un miglioramento fondamentale: la Commissione, previa consultazione degli organismi europei di normazione, potrà inviare le richieste di normazione agli organismi di normazione designati. Ciò le consentirà di mobilitare rapidamente le competenze richieste, preservando al contempo il ruolo centrale degli organismi europei di normazione nel processo.
Come intendi accelerare lo sviluppo degli standard?
Accelereremo il processo di standardizzazione rendendo il sistema più agile, prevedibile e meno burocratico. In concreto, ciò significa una più rapida adozione delle specifiche esistenti di alta qualità negli standard europei, un utilizzo più chiaro delle specifiche comuni e una presunzione temporanea di conformità per alcuni risultati tecnici emergenti. Miglioreremo inoltre la pianificazione e la responsabilità attraverso una migliore previsione delle esigenze, l'implementazione di indicatori chiave di prestazione e il monitoraggio in tempo reale tramite una piattaforma digitale. Infine, introdurremo scadenze vincolanti, semplificheremo le procedure e, nel rispetto di rigorose garanzie e con l'approvazione degli Stati membri, consentiremo percorsi alternativi per l'invio di alcune richieste della Commissione ad organismi di normazione diversi dai tre organismi europei di normazione.
In che modo il sistema di standardizzazione europeo interagisce con gli standard internazionali e quali cambiamenti apporterà la proposta?
I sistemi di standardizzazione europei e internazionali sono strettamente interconnessi. In virtù di un accordo di cooperazione di lunga data, l'Accordo di Vienna tra CEN e ISO e l'Accordo di Francoforte tra CENELEC e IEC, gran parte degli standard europei deriva da standard internazionali o vi è allineata. Ciò evita la duplicazione degli sforzi e favorisce il commercio globale, in linea con i principi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio in materia di barriere tecniche al commercio. Allo stesso tempo, l'UE non può più fare affidamento su standard che garantiscano la presunzione di conformità nelle nuove tecnologie strategiche come l'intelligenza artificiale, la sicurezza informatica e le batterie, mentre altre economie si muovono più rapidamente. Questo è uno dei fattori che giustificano l'enfasi posta dalla proposta sul coordinamento internazionale. La riforma promuove pertanto un maggiore coordinamento dell'Unione negli organismi di standardizzazione internazionali, in modo che l'UE possa promuovere i propri interessi e valori in modo più efficace, dato che la definizione degli standard assume un'importanza geopolitica sempre maggiore.
Gli standard saranno gratuiti? Come finanzieranno gli enti europei di normazione la standardizzazione se gli standard saranno gratuiti?
Recenti sentenze della Corte di giustizia dell'UE hanno stabilito che le norme citate nella legislazione dell'UE fanno parte del diritto dell'UE e pertanto devono essere rese disponibili gratuitamente. La proposta introduce quindi un cambiamento fondamentale all'attuale sistema di standardizzazione: le norme armonizzate e quelle citate nel diritto dell'UE sarebbero liberamente accessibili. Le norme in questione rappresentano circa 3.650 delle 27.000 norme disponibili nei cataloghi degli organismi di standardizzazione europei.
Le norme armonizzate rappresentano solo una piccola parte delle entrate degli enti europei di normazione. Le norme ETSI sono già gratuite, e non solo quelle armonizzate.
La digitalizzazione offre alle organizzazioni europee di normazione la possibilità di proporre nuovi servizi che, oltre a generare valore aggiunto per gli utenti degli standard, creano per loro nuove fonti di reddito.
Ci saranno periodi di transizione?
La maggior parte delle principali modifiche legislative dell'UE prevede un periodo di transizione tra l'adozione e l'applicazione, dando alle imprese e alle autorità il tempo di adattarsi. La durata esatta sarà stabilita nell'atto legislativo definitivo.
Quando entreranno in vigore le nuove norme?
Dipende dall'iter legislativo. In genere, la legislazione dell'UE entra in vigore dopo l'adozione formale e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, con applicazione immediata o dopo un periodo transitorio prestabilito.