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Emissioni odorigene: Quadro normativo

ID 7212 | | Visite: 4144 | Documenti Riservati AmbientePermalink: https://www.certifico.com/id/7212

Emissioni odorigene   Quadro normativo

Emissioni odorigene: Quadro normativo

Scheda ID 7212 Rev. 1.0 del 07.12.2018 - Documento completo PDF in allegato all'articolo.

Con l'emanazione del D.Lgs. 183/2017 attuativo della direttiva 2015/2193 sulle emissioni da impianti di combustione, è stato introdotto l'Art. 272-bis nel D.Lgs 152/2006.

L'introduzione dell'articolo, stabilisce (1) e conseguentemente (2):

1) sono individuate nelle Regioni i soggetti che possono stabllire misure per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene;
2) anche gli impianti che emettono solamente emissioni odorigene "potrebbero" ricadere nell’art. 269, e dotarsi di un’apposita autorizzazione.

Il D.Lgs. 183/2017 introduce una nuovo aspetto ambientale "emissioni odorigene", da valutare negli atti autorizzativi.

Per quanto concerne l'aspetto "Inquinamento" dell'emissione odorigena, non esiste norma specifica, ma solo studi dibattuti, sul fatto che sostanze odorigene siano un "inquinante", gli ultimi studi si posizionano sul fatto che l'emissione di sostanze odorigene, possono costituire "un inquinamento", infatti l'esposizione ad emissioni odorigene prolungate può causare disturbi e provocare sensibilizzazione (vedi ARPAT News).

Il D.Lgs. 183/2017 è il Decreto attuativo della direttiva 2015/2193, relativa alla limitazione delle emissioni di taluni inquinanti originati da impianti di combustione di media grandezza, indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato. La direttiva stabilisce norme per il controllo delle emissioni nell’aria di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx) e polveri da impianti di combustione medi, nonché per il monitoraggio delle emissioni di monossido di carbonio. 

Dal 19 dicembre 2017, data di entrata in vigore del decreto attuativo è modificato il “Testo Unico Ambientale” con l'introduzione del nuovo art. 272-bis:

1. La normativa regionale o le autorizzazioni possono prevedere misure per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti di cui al presente titolo. Tali misure possono anche includere, ove opportuno, alla luce delle caratteristiche degli impianti e delle attività presenti nello stabilimento e delle caratteristiche della zona interessata, e fermo restando, in caso di disciplina regionale, il potere delle autorizzazioni di stabilire valori limite più severi con le modalità previste all’articolo 271:

a) valori limite di emissione espressi in concentrazione (mg/Nm³) per le sostanze odorigene; 
b) prescrizioni impiantistiche e gestionali e criteri localizzativi per impianti e per attività aventi un potenziale impatto odorigeno, incluso l’obbligo di attuazione di piani di contenimento; 
c) procedure volte a definire, nell’ambito del procedimento autorizzativo, criteri localizzativi in funzione della presenza di ricettori sensibili nell’intorno dello stabilimento; 
d) criteri e procedure volti a definire, nell’ambito del procedimento autorizzativo, portate massime o concentrazioni massime di emissione odorigena espresse in unità odorimetriche (ouE/m³ o ouE/s) per le fonti di emissioni odorigene dello stabilimento; 
e) specifiche portate massime o concentrazioni massime di emissione odorigena espresse in unità odorimetriche (ouE/m³ o ouE/s) per le fonti di emissioni odorigene dello stabilimento.
2. Il Coordinamento previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, può elaborare indirizzi in relazione alle misure previste dal presente articolo. Attraverso l’integrazione dell’allegato I alla Parte Quinta, con le modalità previste dall’articolo 281, comma 6, possono essere previsti, anche sulla base dei lavori del Coordinamento, valori limite e prescrizioni per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti di cui al presente titolo, inclusa la definizione di metodi di monitoraggio e di determinazione degli impatti.

Impianti solo odorigeni ed autorizzazione Art. 269

Con l’introduzione dell’art. 272-bis, dal 19 dicembre 2017, anche gli impianti che emettono solamente emissioni odorigene in atmosfera, "potrebbero" ricadere nell’art. 269, che prescrive che tutti gli stabilimenti produttivi che generano emissioni in atmosfera, debbano necessariamente dotarsi di un’apposita autorizzazione.

Art. 269 D.Lgs 152/2006. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti

1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 267, commi 2 e 3, dal comma 10 del presente articolo e dall'articolo 272, commi 1 e 5, per tutti gli stabilimenti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione ai sensi della parte quinta del presente decreto. L'autorizzazione e' rilasciata con riferimento allo stabilimento. I singoli impianti e le singole attivita' presenti nello stabilimento non sono oggetto di distinte autorizzazioni.

1-bis. In caso di stabilimenti soggetti ad autorizzazione unica ambientale si applicano, in luogo delle procedure previste ai commi 3, 7 e 8, le procedure previste dal decreto di attuazione dell'articolo 23, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 4 aprile 2012, n. 35. Le disposizioni dei commi 3, 7 e 8 continuano ad applicarsi nei casi in cui il decreto di attuazione dell'articolo 23, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, rinvia alle norme di settore, nonche' in relazione alla partecipazione del Comune al procedimento. Sono fatti salvi gli ulteriori termini previsti all'articolo 273-bis, comma 13.

2. Il gestore che intende installare uno stabilimento nuovo o trasferire uno stabilimento da un luogo ad un altro presenta all'autorita' competente una domanda di autorizzazione, accompagnata:

a) dal progetto dello stabilimento in cui sono descritti gli impianti e le attivita', le tecniche adottate per limitare le emissioni e la quantita' e la qualita' di tali emissioni, le modalita' di esercizio, la quota dei punti di emissione individuata in modo da garantire l'adeguata dispersione degli inquinanti, i parametri che caratterizzano l'esercizio e la quantita', il tipo e le caratteristiche merceologiche dei combustibili di cui si prevede l'utilizzo, nonche', per gli impianti soggetti a tale condizione, il minimo tecnico definito tramite i parametri di impianto che lo caratterizzano;

b) da una relazione tecnica che descrive il complessivo ciclo produttivo in cui si inseriscono gli impianti e le attivita' ed indica il periodo previsto intercorrente tra la messa in esercizio e la messa a regime degli impianti.

2-bis. Nella domanda di autorizzazione relativa a stabilimenti in cui sono presenti medi impianti di combustione devono essere indicati, oltre quanto previsto al comma 2, anche i dati previsti all'allegato I, Parte IV-bis, alla Parte Quinta.

[...]

Nella legislazione nazionale, non è presente una normativa dedicata agli odori, la lacuna normativa statale, ha consentito alle Regioni di legiferare in materia, la nuova norma stabilisce proprio "la competenza" delle Regioni, in sede di autorizzazione, di prevedere misure di prevenzione e limitazione appositamente definite per le emissioni odorigene.

Nell'ordinamento italiano, fra le norme di primo livello erano assenti disposizioni volte a disciplinare le emissioni odorigene e gli impatti olfatti mediante criteri quantitativi; vi erano solo criteri qualitativi:

- art. 674 codice penale;
- art. 844 codice civile;
- art. 177 del D.Lgs 152/2006;
- R.D. 27 luglio 1934 n.1265, “Approvazione del Testo unico delle leggi sanitarie” Capo III, artt. 216 e 217 (delle industrie insalubri) e successivi decreti di attuazione ed in particolare il D.M. 5 settembre 1994.

D.Lgs 152/2006
...
Parte quarta - Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati
Titolo I - Gestione dei rifiuti
Capo I - Disposizioni generali
Art. 177
...
4. I rifiuti sono gestiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare:
a) senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora;
b) senza causare inconvenienti da rumori o odori;
c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente.

Il vuoto legislativo è stato colmato nel tempo da disposizioni locali (regionali) di diverso rango (linee guida, leggi regionali, delibere di giunta, prassi). 

La magistratura usa i criteri qualitativi dell'art. 674 cod.penale e dell'art. 844 cod.civile.

Art. 674 CP. Getto pericoloso di cose

Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206.

Art 844 CC. Immissioni

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi (890, Cod. Pen. 674).

Moltissimi provvedimenti di autorizzazione (AIA, ecc.) stabiliscono (con molta discrezionalità) valori limite (quantitativi) per le emissioni odorigene e per gli impatti olfattivi; le violazioni sono sanzionate.

Metodologie per la valutazione delle emissioni odorigene - ISPRA 2018

Recente è la Delibera SNPA n. 38/2018 del 03 Ottobre 2018 Metodologie per la valutazione delle emissioni odorigene.

La normativa regionale già presente:

2012 Regione Lombardia

Linee guida di settore per le emissioni odorigene

2017  Regione Piemonte Linee guida per la caratterizzazione e il contenimento delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività ad impatto odorigeno
2011  Regione Emilia Romagna Criteri tecnici per la mitigazione degli impatti ambientali nella progettazione e gestione degli impianti a biogas
2016 Giunta provinciale di Trento Linee guida per la caratterizzazione, l’analisi e la definizione dei criteri tecnici e gestionali per la mitigazione delle emissioni delle attività ad impatto odorigeno
2017 ARPA FVG Procedura per la valutazione dell’impatto odorigeno da attività produttive
2016 ARPA T Piano di Prevenzione Monitoraggio e Controllo delle emissioni odorigene 
2015  Regione Puglia Disciplina delle emissioni odorifere delle aziende. Emissioni derivanti da sansifici. Emissioni nelle aree a elevato rischio di crisi ambientale
2002 Regione 
Basilicata
DGR 22/04/2002 n. 709
2002 Regione 
Sicilia
Delibera N. 27 Parte I del 14/06/02
2004  Regione Abruzzo DGR 400 del 26 maggio 2004

L'APAT nel 2003 ha pubblicato: Metodi di misura delle emissioni olfattive APAT 2003

Valutazione impatto odorigeno attivita' produttive FVG

Si segnala il presente Documento della Regione FVG 2018 sui requisiti richiesti per uno studio di valutazione dell’impatto odorigeno.

Valutazione impatto odorigeno attivita' produttive FVG

Il documento è stato redatto allo scopo di presentare i requisiti richiesti per uno studio di valutazione dell’impatto odorigeno di attività produttive ed il percorso di gestione delle situazioni di molestia conclamata quando già presenti sul territorio.

Il problema relativo alla quantificazione delle molestie olfattive percepite dalla popolazione residente e l’individuazione delle azioni di mitigazione più efficaci è affrontato mediante la predisposizione e l’applicazione di una procedura operativa.

La complessità intrinseca nella comprensione dei fenomeni odorigeni, rende necessario dotarsi, per la valutazione dei disturbi olfattivi, di approcci integrati che consistono nell’impiego di diverse metodologie, da quelle tradizionali e standardizzate come l’olfattometria dinamica e la simulazione di dispersione in atmosfera, alle tecnologie innovative che si basano sull’impiego di metodi strumentali come i nasi elettronici.

Ad ogni modo le misurazioni o le simulazioni degli impatti olfattivi risultano efficaci se inserite all’interno di un modello concettuale, per mezzo del quale è possibile descrivere il fenomeno odorigeno nel suo insieme.
Il modello concettuale comprende tre ambiti di analisi che sono:
- sorgenti/emissioni,
- modalità di dispersione,
- recettori/immissione.

La linea guida riporta gli strumenti da applicare per la valutazione e la quantificazione dell’impatto odorigeno e le loro modalità di utilizzo; contiene pertanto indicazioni in merito alla metodologia da usare per ottenere le informazioni necessarie a descrivere gli ambiti di analisi e le relazioni tra essi, attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori.

La linea guida si propone anche per essere un ausilio nell’attività di pianificazione territoriale e di autorizzazione alle attività produttive delle amministrazioni locali, fornendo criteri di valutazione sui possibili impatti dovuti alle sorgenti odorigene.
...
segue

Cassazione con sentenza n. 36905 del 14/9/2015

La Cassazione con sentenza n. 36905 del 14/9/2015 ha affermato principi chiarissimi:

1.  costituisce  principio consolidato di questa Suprema Corte (che va qui ribadito) che la contravvenzione di cui all'art. 674 cod. pen. è reato configurabile in presenza anche di "molestie olfattive" promananti da impianto munito di autorizzazione, in quanto non esiste una normativa statale che prevede disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori, con conseguente individuazione del criterio della "stretta tollerabilità" quale parametro di legalità dell'emissione, attesa l'inidoneità ad approntare una protezione adeguata all'ambiente ed alla salute umana di quello della "normale tollerabilità"

2. per la realizzazione del reato ex articolo 674 del Codice Penale è  sufficiente l'apprezzamento diretto delle conseguenze moleste da parte anche solo di alcune persone, dalla cui testimonianza il giudice può logicamente trarre elementi per ritenere l'oggettiva sussistenza del reato, a prescindere dal fatto che tutte le persone siano state interessate o meno dallo stesso fenomeno o che alcune non l'abbiano percepito affatto. Nè è necessario un accertamento tecnico.

3. laddove trattandosi di odori manchi la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l'intensità delle emissioni, il giudizio sull'esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni dei testi, soprattutto se si tratta di persone a diretta conoscenza dei fatti, come i vicini, o particolarmente qualificate, come gli agenti di polizia e gli organi di controllo della USL.

4. Ove risulti l'intollerabilità, non rileva, al fine di escludere l'elemento soggettivo del reato, l'eventuale adozione di tecnologie dirette a limitare le emissioni, essendo evidente che non sono state   idonee o sufficienti ad eliminare l'evento che la normativa intende evitare e sanziona

5. la definizione di odori “normali”, quali quelli provenienti da un impianto di rifiuti, affermata dai testimoni favorevole alla ditta condannata, sottende questa si un giudizio soggettivo e non si pone in logico contrasto con il fatto che un elevato numero di altre persone fosse concretamente esposta a esalazioni nauseabonde,6. qualsiasi monitoraggio delle emissioni odorigene non può fondarsi su modelli astratti ma sull’applicazione dei modelli in uso alla concreta realtà.

Consiglio di Stato sentenza n. 4588 del 10/9/2014

La Sentenza del Consiglio di Stato sentenza n. 4588 del 10/9/2014 afferma il principio che:

a prescindere dal rispetto dei limiti inquinanti previsti dalla normativa sulle emissioni atmosferiche, se, sulla base di adeguata documentazione scientifica, si dimostra persistere un probabile rischio sanitario per i cittadini residenti, l’autorità competente può negare l’autorizzazione o revocarla in fase di revisione/adeguamento.
...

 UNI EN 13725:2004
Qualità dell'aria - Determinazione della concentrazione di odore mediante olfattometria dinamica

La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 13725 (edizione aprile 2003). La norma specifica un metodo per la determinazione oggettiva della concentrazione di odori di un campione gassoso utilizzando l'olfattometria dinamica con esseri umani quali valutatori e con un'emissione di odori proveniente da sorgenti puntiformi o superficiali. L'obiettivo principale è quello di fornire una base comune di valutazione delle emissioni di odori in tutti i Paesi dell'Unione Europea.

http://store.uni.com/catalogo/index.php/uni-en-13725-2004.html 

 UNI EN 16841-1:2017
Aria ambiente - Determinazione dell'odore in aria ambiente mediante indagine in campo - Parte 1: Metodo a griglia

La presente parte della norma europea descrive il metodo a griglia per la determinazione del livello di esposizione olfattiva in aria ambiente. Essa fornisce un insieme di istruzioni per la misurazione dell'esposizione olfattiva in aria ambiente entro un'area di indagine definita, mediante membri di un gruppo di prova formato da persone qualificate, per una durata sufficientemente lunga affinché l'indagine sia rappresentativa delle condizioni meteorologiche del sito, così da determinare la distribuzione delle frequenze di esposizione olfattiva entro l'area di indagine. Le sorgenti degli odoranti in esame possono giacere all'interno o all'esterno dell'area di indagine.
Lo scopo principale di questa norma europea è offrire una base comune agli Stati membri dell'Unione Europea per la valutazione dell'esposizione olfattiva nell'aria ambiente. Il campo di applicazione di questo tipo di misurazione è per caratterizzare il livello di esposizione olfattiva entro l'area di indagine, allo scopo di valutare se l'impatto di tale esposizione sulla popolazione residente possa essere causa giustificata di disturbo, mediante il confronto con criteri di esposizione. L'unità di misura del metodo è la frequenza di ore di odore per ciascun riquadro d'indagine, definito su quattro punti di misurazione, quale valore dell'esposizione olfattiva rappresentativo delle condizioni locali, per esempio le sorgenti di odore locali e la meteorologia del sito.

http://store.uni.com/catalogo/index.php/uni-en-16841-1-2017.html

Progetto UNI1605390
Qualità dell'aria - Emissioni odorigene e impatto olfattivo - Vocabolario

Progetto UNI1605390 che raccoglie le definizioni pertinenti alle emissioni odorigene in atmosfera e all'impatto olfattivo in in inchiesta pubblica preliminare dal 4 al 17 dicembre 2018.

segue in allegato

Matrice revisioni

Rev. Data Oggetto
1.0 07.12.2018 Aggiunte norme tecniche
0.0 18.11.2018 ---

Certifico Srl - IT | Rev. 1.0 2019
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