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ID 25892 | 31.03.2026
L’attività dell’Ufficio per le investigazioni ferroviarie e marittime ha come unico obiettivo la prevenzione di incidenti e inconvenienti, individuando le cause tecniche e le concause che hanno generato l’evento e formulando eventuali raccomandazioni di sicurezza agli operatori del settore.
Ai sensi dell’art. 21, c.4, del D. Lgs. 50/2019, l’indagine non è sostitutiva di quelle che potrebbero essere svolte in merito dall’Autorità Giudiziaria e non mira in alcun caso a stabilire colpe o responsabilità.
Ai sensi dell’art. 26 del D. Lgs. 50/2019, la relazione e le relative raccomandazioni di sicurezza non costituiscono in alcun caso una presunzione di colpa o responsabilità per un incidente o inconveniente, nell’ambito dei procedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
La presente relazione d’indagine è stata redatta secondo quanto previsto dal Regolamento di Esecuzione (UE) 2020/572 della Commissione del 24 aprile 2020, relativo al formato da seguire nelle relazioni d’indagine su incidenti e inconvenienti ferroviari.__________
Con la Relazione annuale sulla sicurezza delle linee ferroviarie, dal 2007, l’ANSFISA monitora l’andamento del numero di incidenti ed inconvenienti che interessano il trasporto di merci pericolose.
Da tale rilevazione si constata che a partire dall’anno 2011 il numero di eventi registrati (totale di 71 eventi per il periodo 2011-2023), seppure in evidente diminuzione rispetto al periodo 2007-2010 (in cui si è rilevato un totale di 148 eventi), si mantiene pressoché stabile con poco più di 9 episodi/anno con piccole oscillazioni tra i diversi anni.
In particolare, per il triennio 2021-2023 si è rilevato che i 26 inconvenienti registrati sono tutti riconducibili ad episodi di rilascio e perdita di merci pericolose.
In tale contesto si è deciso, quindi, di avviare un’attività investigativa per individuare la possibile presenza di elementi causali comuni.
Figura 1 - Numero incidenti con merci pericolose - Relazione annuale ANSFISA
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento il periodo compreso tra gennaio 2021 e dicembre 2024, nel quale si sono registrati un totale di 30 eventi, dei quali 28 riconducibili a rilascio di merci pericolose.
Dai dati raccolti è emerso che solo in 11 casi l’evento ha coinvolto carri-cisterna, per gli altri casi, invece, l’evento ha interessato unità di trasporto intermodali (UTI) quali container-cisterna, veicoli-cisterna, container o semirimorchi.
Una disamina più approfondita di queste casistiche ha permesso di rilevare che le cause principali sono prevalentemente riconducibili ad un utilizzo improprio dei dispositivi di chiusura per:
- Serraggio insufficiente;
- Mancata verifica (al momento del riempimento) della capacità di tenuta (ad esempio per guarnizioni inadeguate);
- Carenze manutentive sulla loro funzionalità.
A queste si aggiunge, quale fattore causale indiretto, la mancanza di indicazioni chiare sulle modalità di utilizzo dei dispositivi di riempimento, in particolare sul tipo di equipaggiamento utilizzato e relativo funzionamento, rendendo più difficoltoso il lavoro degli operatori che non sempre è supportato da elementi tecnici di supporto cui fare riferimento per un pronto riscontro.
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MIT / Ufficio per le investigazioni ferroviarie e marittime 19 marzo 2026
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