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Relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta SSL in Lombardia

Relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta SSL in Lombardia

Relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta SSL in Lombardia / Approvata 17.02.2026

ID 25595 | 20.02.2026 / In allegato

Nove raccomandazioni operative al Governo nazionale e ventuno a livello regionale: sono queste le indicazioni contenute nella Relazione conclusiva della Commissione di inchiesta su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro presentata questa mattina in Consiglio regionale.

La Relazione mette al centro una nuova visione della cultura della sicurezza, intesa come valore aziendale condiviso e come un investimento sul futuro capace di garantire prevenzione e competitività.

Per la costruzione di questo percorso la Relazione individua lo strumento del “Safety by Design” che integra la sicurezza già nelle fasi iniziali della progettazione di ambienti, processi produttivi, macchinari e strumenti di lavoro.

Infine, la Relazione intende superare l’approccio burocratico alla formazione obbligatoria, rendendola continua, interattiva, contestualizzata e orientata alla pratica, con aggiornamenti periodici e percorsi di addestramento mirato.

Il documento è il risultato di un lungo ciclo di audizioni, approfondimenti, analisi e fattori che incidono sugli infortuni e sulle condizioni di sicurezza nei diversi comparti produttivi lombardi. In oltre due anni e mezzo la Commissione di inchiesta si è confrontata con oltre 40 soggetti istituzionali, parti sociali, esperti e operatori di settore.

Il documento presentato contiene raccomandazioni mirate per rafforzare prevenzione, controlli, formazione, investimenti nelle strutture territoriali e coordinamento tra istituzioni in sette ambiti fondamentali: potenziamento del personale ispettivo, sanitario e di prevenzione; sistema di formazione e controllo sulla qualità dei corsi; maggiore coordinamento tra enti ispettivi e istituzioni; promozione della cultura della sicurezza; innovazione e digitalizzazione per la sicurezza; partecipazione dei lavoratori; mediazione linguistica e potenziamento dei corsi di lingua italiana per i lavoratori stranieri.

La Relazione ha individuato ventuno competenze regionali:

- rafforzamento del coordinamento territoriale tra Comitato regionale, ATS, associazioni di categoria e sindacati;
- potenziamento delle attività ispettive delle ATS attraverso investimenti in strumenti tecnologici e formazione tecnica specifica degli operatori;
- campagne informative rivolte a target specifici;
- percorsi formativi per i datori di lavoro con focus su prevenzione, responsabilità legale e gestione integrata della sicurezza;
- sistema di accreditamento e monitoraggio degli enti formatori, per garantire standard qualitativi omogenei sul territorio;
- monitoraggio delle linee guida vincolanti sui contenuti minimi e sulle modalità della formazione;
- attivazione di meccanismi di valutazione periodica dell’efficacia dei corsi con la possibilità di sospendere o revocare l’accreditamento agli enti non conformi;
- incentivazione di piani mirati di prevenzione, con contributi economici coordinati dalle ATS;
- promozione in ogni provincia lombarda dell’azione del Comitato di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- rafforzamento del coordinamento tra le P.S.A.L. (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) di ATS e i Dipartimenti Funzionali di Prevenzione interni alle ASST;
- ampliamento delle competenze delle ATS, integrando servizi di assistenza tecnica e supporto alle micro e piccole imprese;
- aumento dell’autonomia gestionale delle risorse derivanti dalle sanzioni per consentire alle ATS di reinvestire in progetti di prevenzione e formazione sui territori;
- potenziamento degli interventi degli enti bilaterali e paritetici, integrandoli stabilmente nei tavoli di coordinamento e attribuendo loro compiti formativi, informativi e consultivi per promuovere la cultura della sicurezza nelle imprese con alta presenza di manodopera straniera e sviluppare percorsi di sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali;
- miglioramento della redazione del “Documento di Valutazione dei Rischi”;
avvio della sperimentazione del fascicolo sociale e lavorativo del cittadino;
integrazione di percorsi universitari e degli ITS, inserendo moduli obbligatori su salute, sicurezza e prevenzione nei programmi scolastici e formativi e favorendo il collegamento col mondo del lavoro;
sostegno ai corsi di studi universitari in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche tramite l’istituzione di borse di studio;
rafforzamento della figura del medico competente nell’ambito del Comitato regionale;
introduzione di clausole sociali e premiali nei sistemi degli appalti a favore di chi certifica la filiera e rispetta i contratti;
sostegno della tracciabilità della filiera tramite piattaforma digitale regionale;
predisposizione di focus di aggiornamento per le Commissioni Consiliari competenti mediante incarico, da conferire a Polis-Lombardia, di redigere, con cadenza semestrale, un report con la rilevazione dei principali dati inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro sul territorio lombardo.

La Commissione ha, inoltre, individuato nove aree per le quali sarebbe auspicabile un intervento anche a livello nazionale:

- potenziamento del personale ispettivo e sanitario nei settori ad alto rischio (costruzioni, trasporti, agricoltura e manifatturiero), attraverso assunzioni straordinarie, incentivi economici mirati, percorsi di aggiornamento obbligatori e garanzia dell’attuazione di standard minimi territoriali;
- revisione e semplificazione delle norme in vigore, promuovendo forme di assistenza e sostegno alle aziende, in particolare le medie e piccole imprese artigiane;
- promozione della cultura della sicurezza tramite campagne nazionali strutturate, premi e incentivi per le imprese virtuose;
- sostegno alla digitalizzazione e all’innovazione, con la creazione di una piattaforma digitale nazionale per il tracciamento formativo, la condivisione di buone pratiche e il coordinamento tra enti;
- riforma del sistema formativo, con accreditamento degli enti, qualificazione dei docenti e orientamento alla formazione on the job;
- promozione di percorsi formativi attenti alla dimensione linguistica e interculturale, al fine di facilitare la piena comprensione dei contenuti da parte dei lavoratori stranieri;
- partecipazione attiva dei lavoratori alla progettazione delle politiche di sicurezza;
- rafforzamento del ruolo del Tecnico della Prevenzione;
- inserimento nei programmi scolastici di ogni ordine e grado percorsi formativi in materia di salute, sicurezza e prevenzione dei rischi sul lavoro.

Le indicazioni contenute nella Relazione si inseriscono in un percorso legislativo che lo scorso gennaio ha portato all’approvazione all’unanimità di una legge per il potenziamento della formazione in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che ha previsto l’investimento complessivo di 1.200.000 per il triennio 2025-2027.

Approvazione bipartisan per l’ordine del giorno presentato da Samuele Astuti (PD) che prevede l’opportunità di istituire una Commissione speciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con il compito di dare continuità al lavoro della Commissione d’inchiesta e operare come sede permanente di confronto e proposta sulle iniziative legislative e regolamentari in materia prevenzione e sicurezza sul lavoro e sugli esiti degli Accordi Stato-Regioni.

La Commissione di inchiesta “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia” è stata istituita 17 aprile 2023 e ha concluso la propria attività il 2 dicembre 2025, con l’approvazione della Relazione finale.

Nel corso dei suoi lavori, la Commissione ha potuto acquisire elementi di conoscenza e di studio sulla tutela e la sicurezza nei luoghi di lavoro, con riferimento alla prevenzione in edilizia e agricoltura, infortuni e incidenti sul lavoro, prevenzione del rischio cancerogeno professionale, patologie professionali dell’apparato muscolo scheletrico e del rischio stress lavorativo correlato; ha potuto avvalersi della collaborazione delle Agenzie di Tutela della Salute e degli organismi competenti già operanti nel sistema di Regione Lombardia; ha analizzato i dati disponibili attraverso strumenti come il Sistema Informativo della Prevenzione e il Registro regionale degli infortuni mortali per individuare ulteriori azioni regionali finalizzate a migliorare la tutela della salute nei luoghi di lavoro e il contrasto degli infortuni; infine ha avuto la possibilità di mettere in campo strumenti utili per promuovere nelle imprese la conoscenza della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

[...]

Fonte: Regione Lombardia

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