
Il servizio di prevenzione e protezione / Luci e ombre organizzative - R. Lombardia / ATS Val Padana - Giugno 2026
ID 27051 | 08 Settembre 2026 / Allegato
La presente Linea Guida non ha carattere di ufficialità, almeno secondo le indicazioni e le procedure di redazione, validazione e diffusione delle Linee Guida ex art. 2 del D.Lgs 81/08 - rubricato Definizioni, che alla lettera (z) definisce linee guida: «atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle Regioni, dall’ISPESL e dall’INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano».
Essa, infatti, nasce con il preciso compito di offrire alle imprese del territorio di competenza dell’ATS Val Padana (ma non meno di quelle dell’intero territorio nazionale) un orientamento per il datore di lavoro in ordine alla corretta e completa applicazione dei precetti del D.Lgs 81/08, in materia di organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (di seg. SPP).
Prima dell’anno 1994, l’organizzazione del sistema di prevenzione delle aziende site nel territorio nazionale si fondava sul Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) 27 aprile 1955, n. 547 e sul D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303. L’impostazione di tali disposizioni richiamava i concetti Command and control, tipici di un’organizzazione militare.
Culturalmente, infatti, le realtà aziendali, la bassa complessità organizzativa, la relativa semplicità di macchine ed impianti e il basso dinamismo dei cambiamenti dei sistemi produttivi e dei relativi processi organizzativi, permetteva, parimenti, il suddetto approccio anche in termini di gestione della sicurezza, anche dal punto di vista normo-giuridico.
Con l’avvento delle Direttive (sociali) Europee in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tale approccio è stato – di fatto – stravolto. Positivamente.
L’ordinamento italiano, con l’emanazione del Decreto Legislativo (D.Lgs) 19 settembre 1994, n. 626, pur prevedendo necessariamente obblighi, contenuti e ambiti di applicazione in materia di miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro, attraverso il recepimento delle direttive europee riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, ha introdotto anche precetti sulla costruzione di un sistema di prevenzione basato su principi innovativi.
Tra questi la definizione della responsabilità del datore di lavoro in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, la formazione e l’informazione dei lavoratori sui rischi specifici, la
partecipazione attiva dei lavoratori in tema di sicurezza all’interno della realtà lavorativa e la creazione del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP).
Non di meno il passaggio dalla presunzione di conformità della sicurezza attraverso il mero rispetto ai disposti legislativi, alla valutazione dei rischi specifici nella realtà aziendale, ha determinato un importante cambio di paradigma nelle imprese di ogni tipo e dimensione. Cambiamento culturale che, a nostro modesto parere, a distanza di anni, non ha ancora avuto il suo pieno compimento.
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INDICE
1. Premessa
2. Introduzione - Evoluzione del Sistema di Prevenzione Aziendale
3. Le Direttive, il D. Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 e il Testo Unico ‘81
3.1 La procedura d’infrazione n° 2013/4117 del 26 giugno 2016
4. Le Linee Guida di Applicazione del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 14
5. L’interpello n. 24/2014
6. Luci e ombre
7. Caso di studio: le Residenze Sanitarie Assistenziali
7.1 Il Servizio di Prevenzione e Protezione dal D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81: le prime indicazioni attuative in Regione Lombardia
8. Alcune proposte operative
8.1 Una soluzione di compromesso
8.2 Stima per la definizione dell’impegno necessario per lo svolgimento delle attività tipiche del SPP, soprattutto in caso di affidamento a soggetti esterni alle Organizzazioni
8.3 Criteri per la definizione di contratti di RSPP “consulente” affidamento a soggetti esterni alle Organizzazioni
9. Ringraziamenti, Bibliografia, Sitografia
[...]
Fonte: Regione Lombardia / ATS Val Padana
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