
LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) ed Indice di Gravità (IG) UNI 7249 / Note - Rev. 1.0 Luglio 2026
ID 26565 | 18.07.2026 / In allegato Note e Standard AS 1885.1-1990
Note sul LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) di cui allo Standard AS 1885.1-1990 in relazione dell'Indice di Gravità (IG) di cui alla UNI 7249. Esempi di calcolo.
L'LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) è l'indice di frequenza degli infortuni con ore perdute di lavoro. Misura il numero di infortuni che causano l'assenza di almeno un giorno lavorativo per ogni milione di ore complessivamente lavorate.
La definizione di Lost Time Injury (LTI) "Eventi che hanno comportato un decesso, un'invalidità permanente o la perdita di una giornata/turno di lavoro o più", deriva dallo Standard Australiano AS 1885.1-1990 (Allegato), standard per la registrazione degli infortuni e delle malattie sul luogo di lavoro .
AS 1885.1-1990
Measurement of occupational health and safety performance
Part 1: Describing and reporting occupational injuries and disease known as the Workplace injury and disease recording standard
Definitions
...
3.5 Lost-time injuries/diseases - those occurrences that resulted in a fatality, permanent disability or time lost from work of one day/shift or more.
3.6 No lost-time injuries/diseases - those occurrences which were not lost-time injuries and for which first aid and/or medical treatment was administered.
3.7 Near misses - any unplanned incidents that occurred at the workplace which, although not resulting in any injury or disease, had the potential to do so.
3.8 Commuting injuries - all injuries that occurred during travel while not on duty or during a recess period. This would normally include travel between place of abode and workplace, travel to technical school for training associated with employment and travel to receive medical treatment for an injury sustained at work.
...
L'LTIFR può aiutare le organizzazioni ad analizzare e gestire gli infortuni sul lavoro, nonché a sviluppare misure per ridurli.
Infatti l'indicatore può consentire di confrontare il livello di infortuni in diverse organizzazioni e settori, nonché di monitorare la dinamica degli infortuni all'interno di una singola azienda.
Nella valutazione delle prestazioni in materia di sicurezza, uno degli indicatori chiave di prestazione (KPI) più importanti da monitorare è il l'LTIFR.
È un indicatore di sicurezza “lagging” (a posteriori) e può aiutare a monitorare gli incidenti con con assenza dal lavoro e identificare opportunità di miglioramento.
Formula di calcolo dell'LTIFR
La formula per il calcolo dell'LTIFR è la seguente:
| LTIFR = (I × 1.000.000) / Ore Lavorate |
I = Numero infortuni con almeno un giorno di assenza Ore Lavorate = Totale ore lavorate nel periodo di riferimento |
La formula prevede la moltiplicazione del numero di infortuni per un milione e la divisione per il totale delle ore lavorate nel medesimo periodo. È fondamentale che il periodo di riferimento sia chiaramente definito (solitamente l'anno solare o l'anno assicurativo) e che i dati di input siano coerenti per garantire la comparabilità dei risultati nel tempo. Il moltiplicatore a un milione di ore rappresenta una convenzione internazionale che consente di ottenere valori numerici facilmente interpretabili e confrontabili tra settori e nazioni diverse.
Esempio di calcolo dell'LTIFR
Per comprendere meglio l'applicazione pratica della formula, consideriamo un esempio completo:
un'azienda metalmeccanica con 150 dipendenti, dove ogni lavoratore opera 1.760 ore annue (220 giorni × 8 ore), registra nel corso dell'anno 5 infortuni con prognosi superiore a un giorno. Le ore lavorate totali saranno pari a 150 × 1.760 = 264.000 ore.
L'Indice LTIFR risulterà: LITFR = (5 × 1.000.000) / 264.000 = 18,94.
Questo valore indica che si sono verificati circa 19 infortuni con ore perute di lavoro ogni milione di ore lavorate.
Conteggio Ore Lavorate e Infortuni
Il conteggio delle ore lavorate rappresenta spesso la fase più critica nel calcolo dell'indice di frequenza infortuni, poiché richiede una raccolta dati precisa e sistematica. Le ore lavorate includono tutte le ore effettivamente prestate dai lavoratori, comprensive di straordinari, turni e ore di formazione effettuata in azienda. Sono invece escluse le ore relative a ferie, permessi, malattie, scioperi e qualsiasi altra assenza, poiché tali periodi non espongono il lavoratore al rischio infortunistico in ambiente lavorativo. Per i lavoratori a tempo parziale (part-time), le ore lavorate devono essere calcolate proporzionalmente all'effettivo orario di lavoro.
Per quanto riguarda la comunicazione degli infortuni, la legislazione stabilisce precisi obblighi.
Un infortunio deve essere comunicato quando causa l'assenza dal lavoro per almeno un giorno (escluso quello dell'evento), secondo quanto stabilito dall'Art. 18 coma 1) lett. r) del D.Lgs. 81/2008.
D.Lgs. 81/2008
1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
...
r) comunicare in via telematica all'INAIL e all'IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all'articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni; l'obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all'articolo 53 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
...
Sono inclusi anche gli infortuni in itinere, purché si verifichino durante il normale percorso casa-lavoro-casa con mezzi ordinari, mentre sono esclusi gli infortuni dolosi e quelli causati da eventi naturali non correlati all'attività lavorativa.
La corretta classificazione degli infortuni ai fini del calcolo richiede la verifica dei certificati di inabilità temporanea da parte dell'INAIL e la raccolta sistematica dei dati da parte dell'azienda.
_________
L'Indice di Gravità (IG) può completare l'analisi infortunistica, in quanto può fornire informazioni sulla severità degli eventi accidentali, misurando l'impatto complessivo degli infortuni in termini di giornate di lavoro perdute.
Esso è definito dalla UNI 7249 come:
3.5.1 Indice di gravità: Rapporto tra una misura (generalmente in termini di giornate di inabilità, effettive e convenzionali) della gravità delle lesioni psicofisiche derivanti dall'infortunio e una misura della durata di esposizione al rischio, entrambe omogeneamente delimitate nel tempo e nello spazio.
...
7 Misura delle conseguenze invalidanti dell'infortunio
Come misura delle conseguenze invalidanti (temporanee o permanenti) o delle conseguenze letali dell'infortunio. Si assume la durata dell'inabilità, espressa in giornate (GA) che possono essere:
(GA = GE + GC):
con:
- GE effettive, per inabilità temporanea; (1)
- GC convenzionali, per postumi permanenti o morte.
Risulta:
GC = GP + GM
con:
GP = 7500 Σg / 100 (2)
GM = 7500 (2)
(1) Le giornate effettive derivanti da inabilità temporanea sono giornate di calendario a partire dal primo giorno di assenza (escluso quello di accadimento); risultano perciò inclusi i giorni di carenza assicurativa, bquelli festivi, di riposo compensativo, ecc. ed eventuali altri di interruzione delle attività lavorative aziendali.
(2) Dove:
g indica il grado percentuale dei postumi permanenti assegnato dall'Istituto assicuratore (fatta uguale a 100 la perdita totale di integrità psicofisica);
7500 indica il numero convenzionale di giornate perdute attribuito ad un infortunio mortale o che abbia provocato postumi permanenti del 100%.
_________
A differenza dell'indice di frequenza LTIFR, che conta semplicemente quanti infortuni si sono verificati, l'indice di gravità considera quanto a lungo i lavoratori infortunati sono rimasti assenti, offrendo una prospettiva diversa ma complementare sulla situazione della sicurezza aziendale.
Un'azienda può avere un basso indice di frequenza ma un indice di gravità elevato se, pur avendo pochi incidenti, questi comportano assenze prolungate; viceversa, molti piccoli infortuni possono determinare un elevato indice di frequenza ma un impatto complessivo limitato in termini di giornate perse.
LTIFR e IG come parametri per i criteri di redazione DVR
L'articolo 28 comma 2 lettera d del D.Lgs 81/08 richiede che il DVR contenga "la definizione dei criteri adottati per la valutazione dei rischi", e sia l'LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) che l'Indice di Gravità (IG) possono essere parametri di interesse rispondenti alò'obbligo legislativo.
La gravità degli infortuni deve essere analizzata anche in relazione alle cause che li hanno determinati, poiché infortuni gravi spesso derivano da carenze strutturali nel Sistema di Gestione della Sicurezza che richiedono interventi prioritari.
L'analisi combinata di frequenza e gravità consente di definire una scala di priorità degli interventi preventivi, ottimizzando l'allocazione delle risorse economiche e organizzative disponibili.
Formula di Calcolo dell'Indice di Gravità infortuni (IG)
La formula per il calcolo dell'Indice di Gravità (IG) di cui alla UNI 7249, utilizza come numeratore il totale delle Giornate di assenza (GA = GE + GC):
| Formula |
Descrizione |
| IG = (GA × 1.000.000) / Ore Lavorate |
GA = Giornate di assenza (effettive e convenzionali) Ore Lavorate = Totale ore lavorate nel periodo di riferimento |
Il dato delle giornate di assenza (GA) include non solo i giorni effettivamente fruiti dal lavoratore infortunato, ma anche le giornate convenzionali (GC) attribuite per eventuali menomazioni permanenti, secondo quanto previsto dalla norma UNI.
Questo meccanismo di conversione consente di rendere comparabili infortuni con esiti diversi, attribuendo un "peso" proporzionale alla severità del danno subito dal lavoratore.
Esempio pratico di calcolo dell'Indice di Gravità: riprendendo l'azienda dell'esempio precedente con 264.000 ore lavorate, supponiamo che i 5 infortuni registrati abbiano comportato le seguenti giornate di assenza:
- 12 giorni,
- 8 giorni,
- 45 giorni (infortunio grave con frattura),
- 5 giorni e
- 15 giorni.
Se GC = 0 (solo inabilità temporanea), il totale delle Giornate di assenza (GA) è relativo solo a quelle effettive (GE), sarà 12 + 8 + 45 + 5 + 15 = 85 giorni.
Considerando una giornata lavorativa standard di 8 ore, le ore equivalenti perse saranno 85 × 8 = 680 ore.
L'indice di gravità risulterà: IG = (680 × 1.000.000) / 264.000 = 2.576.
Questo valore indica che per ogni milione di ore lavorate sono stati perduti circa 2.576 giorni di lavoro (equivalenti a 680 ore).
...
segue allegato
Collegati
Allegati
|
Descrizione |
Lingua |
Dimensioni |
Downloads |
|
Abbonati Sicurezza Lavoro
|
IT |
257 kB |
0 |
|
Abbonati Sicurezza Lavoro
|
IT |
193 kB |
1 |