Sentenza CC n. 22260 del 9 maggio 2017

Sentenza CC n. 22260 del 9 maggio 2017
La Suprema Corte afferma che è da escludersi che, aldilà dell'ipotesi contemplata dal legislatore, la predisposizione di aree attrezzate per il conferimento di ri...
ID 27050 | 08 Settembre 2026 / Allegato
L’8 settembre 2017 è entrata in vigore a livello internazionale la International Convention for the Control and Management of Ships’ Ballast Waters and Sediments (Londra, 2004 - Convenzione BWM), convenzione che detta norme globali per prevenire e minimizzare i rischi derivanti dal trasferimento da parte delle navi di organismi acquatici nocivi e di patogeni attraverso le operazioni ordinarie di gestione dell’acqua di zavorra.
Nelle more della ratifica della convenzione da parte dell’Italia, su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Comando Generale del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia Costiera e con ISPRA e altri istituti nazionali di ricerca (ISS e CNR), è stato avviato un lavoro di approfondimento tecnico per sostenere l’Amministrazione nella risposta alle molte sfide poste dall’attuazione dei nuovi e complessi obblighi internazionali. Tra gli aspetti da affrontare, è emerso come prioritario quello di un'attuazione uniforme e scientificamente fondata del regime internazionale delle esenzioni previsto dalla convenzione (Annesso, regola A -4).
La Convenzione BWM prevede infatti la possibilità di esentare nelle acque sotto la giurisdizione nazionale le navi di ogni bandiera che navighino fra porti o località prestabilite dal rispetto degli standard sullo scarico dell’acqua di zavorra o dalle altre misure adottate ai sensi della convenzione stessa. Le esenzioni possono essere accordate per una durata massima di 5 anni per rotte che uniscono porti e località predeterminate - e sempre che non si realizzino mescolamenti con acqua di zavorra o sedimenti di provenienza diversa - solo dopo una valutazione del rischio che la specifica esenzione può rappresentare per la salute umana, l’ambiente, i beni o le risorse marine. Grazie alla collaborazione tra ISPRA, ISS e CNR-IAS, su richiesta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sono stati raccolti ed elaborati in forma di linee guida le conoscenze e i principali elementi tecnici, metodologici e operativi utili ad esperire la valutazione del rischio che è alla base dell’adozione dei provvedimenti di esenzione. I relativi contenuti sono stati discussi e adattati alle esigenze amministrative nell’ambito del Tavolo tecnico interministeriale ballast water istituito presso la Direzione generale per la Protezione della Natura del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
ISPRA Manuali e linee guida 217/2026
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Fonte: ISPRA
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