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ID 25782 | 18.03.2026 / In allegato
Infortuni in agricoltura, nel quinquennio 2020-2024 meno incidenti nei campi ma è aumentato il rischio strada
Il nuovo numero del periodico Dati Inail aggiorna l’analisi dedicata al settore primario. Le denunce complessive sono in calo, ma i casi avvenuti in itinere hanno registrato un’impennata del 34,9%
Nel quinquennio 2020-2024 il bilancio del fenomeno infortunistico nella gestione assicurativa Agricoltura si è chiuso con un trend complessivo in calo, che emerge dal confronto tra i 26.731 casi denunciati nel 2020 e i 26.128 del 2024 (-2,3%). Dietro questa riduzione complessiva si cela però una dinamica in controtendenza: mentre gli infortuni in occasione di lavoro sono diminuiti del 4,1%, infatti, quelli avvenuti in itinere, nel tragitto casa-lavoro-casa, sono aumentati del 34,9%, passando da 1.279 a 1.725. A fare il punto è il nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, che aggiorna l’analisi dei rischi e delle caratteristiche del settore primario, con approfondimenti su casi mortali, malattie professionali, bandi Isi e rischio biologico.
In crescita soprattutto gli incidenti con mezzo di trasporto. Nel quinquennio esaminato la modalità di accadimento degli infortuni è nettamente sbilanciata verso quelli avvenuti in occasione di lavoro, che nel 2024 rappresentano il 93,4% del totale, contro il 6,6% di quelli in itinere. Rispetto alla gestione Industria e servizi, dove la quota in occasione di lavoro si ferma all’80,4%, il settore agricolo mostra un’incidenza del rischio durante gli spostamenti storicamente più bassa, riconducibile al fatto che spesso il lavoratore vive e opera sugli stessi terreni. L’aumento del 34,9% degli incidenti in itinere è concentrato soprattutto nella componente con mezzo di trasporto (+13,4% tra il 2023 e il 2024), che rappresenta circa l’85% delle denunce per infortuni occorsi nel percorso tra la casa e il luogo di lavoro.
Nel Nord-Est quasi un terzo delle denunce. Nel 2024 l’area geografica con il maggior numero di infortuni è il Nord-Est, con 8.163 denunce pari al 31,2% del totale, seguito da Sud (5.508, 21,1%), Centro (5.067, 19,4%), Nord-Ovest (4.442, 17,0%) e Isole (2.948, 11,3%). Tra le regioni più colpite si confermano l’Emilia-Romagna (12,6% dei casi), la Toscana (9,4%), la Lombardia (8,8%), il Veneto (8,6%) e la Puglia (8,4%). Nel quinquennio analizzato le denunce dei lavoratori nati in Italia sono calate del 6,8% e quelle dei comunitari del 14,0%, mentre i casi che riguardano gli extracomunitari sono aumentati del 29,6%, passando da 3.576 a 4.636 e portando la loro quota sul totale al 17,7%.
Genere, età e cause. Il settore è caratterizzato da una netta prevalenza di infortuni tra i lavoratori maschi, che tra il 2020 e il 2024 hanno rappresentato in media l’81,6% dei casi. Le denunce dei lavoratori hanno subito un decremento del 3,5% dal 2020 e del 1,7% tra il 2023 e il 2024, mentre quelle delle lavoratrici nel quinquennio sono aumentate del 3,9%, nonostante un calo dell’1,3% nell’ultimo biennio osservato. Per quanto riguarda l’età media al momento dell’infortunio, nel 2024 era di 48 anni per gli uomini e di 52 per le donne. Le tre principali cause degli infortuni nel triennio 2022-2024 sono rimaste invariate: scivolamento o inciampamento con caduta (27,1%), perdita di controllo di una macchina (22,3%) e movimenti del corpo sotto sforzo fisico (20,8%).
Decessi stabili ma quelli nel tragitto casa-lavoro nel biennio 2023-2024 sono raddoppiati. Dal focus sui casi mortali emerge che il 2024 si è chiuso con 143 decessi come nel 2023. I casi mortali in itinere, però, sono più che raddoppiati, dai 13 del 2023 ai 29 del 2024. A livello territoriale, nel quinquennio il Nord-Est mostra un trend in crescita (dai 26 decessi del 2020 ai 37 decessi del 2024, +42,3%), mentre il Nord-Ovest e il Sud sono in flessione rispetto ai picchi raggiunti nel 2021. Nel 2024 Puglia ed Emilia-Romagna, aree caratterizzate da un’intensa attività agricola meccanizzata o da terreni collinari che favoriscono l’instabilità dei mezzi, sono state le due regioni che hanno registrato il maggior numero di infortuni con esito mortale, con 20 e 15 denunce rispettivamente. Il 69% dei decessi accertati positivi in occasione di lavoro, al netto dei casi non determinati, è riconducibile alla perdita di controllo di una macchina o di un animale e allo scivolamento o inciampamento, che si confermano le prime cause di morte del settore.
L’incremento delle malattie professionali. Le tecnopatie protocollate dall’Inail nel settore agricolo nel 2024 sono state 13.998, in aumento del 21,9% rispetto all’anno precedente e dell’86,2% sul 2020. Una tendenza confermata anche dai dati provvisori del 2025, con oltre 15mila denunce (+9,4% sul 2024). Le patologie riconosciute riguardano nella grande maggioranza dei casi l’apparato muscolo-scheletrico (79%), in particolare disturbi dei tessuti molli e dorsopatie. Seguono le malattie del sistema nervoso, quasi esclusivamente sindromi del tunnel carpale (15%), le ipoacusie da esposizione al rumore (4%) e le forme tumorali, per lo più tumori maligni della cute (oltre 1%). Circa un terzo delle denunce riguarda le lavoratrici e quasi nove casi su 10 interessano soggetti con età pari o superiore ai 50 anni.
Dal 2016 con i bandi Isi erogati più di 207 milioni di euro. Dall’introduzione nel 2016 di incentivi specifici per l’agricoltura, finalizzati all’acquisto di trattori e macchinari moderni, sicuri e meno inquinanti, i bandi Isi dell’Inail hanno raccolto quasi 40mila domande da aziende agricole e giovani agricoltori, con una percentuale media di ammissione del 27,5%. Il risultato più significativo si è registrato con l’edizione 2024, grazie al meccanismo di integrazione delle risorse con gli avanzi degli altri assi che ha portato oltre quota 248 milioni di euro lo stanziamento iniziale di 90 milioni, consentendo di ammettere al finanziamento il 56,1% delle domande presentate, percentuale che rappresenta il valore più alto di sempre. Complessivamente sono stati erogati 207,7 milioni di euro, cifra destinata a crescere con il completamento delle istruttorie relative ai bandi più recenti.
Un approccio One Health per affrontare il rischio biologico. Il nuovo numero di Dati Inail dedica anche un approfondimento all’ampia varietà di agenti biologici – virus, batteri, funghi, parassiti – a cui i lavoratori agricoli sono potenzialmente esposti, ancora poco conosciuti e spesso sottovalutati. Accanto alle patologie infettive tradizionali, come brucellosi, leptospirosi, malattia di Lyme e leishmaniosi, e alle allergie provocate da polveri di origine organica, spore di muffe, acari e altri allergeni, negli ultimi decenni si è assistito alla diffusione di patogeni prima assenti nel nostro territorio, favorita dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione. Per fronteggiare il tema complesso del rischio biologico in agricoltura, è indispensabile adottare un approccio multidisciplinare One Health, che consideri la salute umana, la sanità animale e la salute ambientale in maniera integrata, in modo da prevenire efficacemente emergenze sanitarie o malattie di origine occupazionale.
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Fonte: INAIL
Guida per la trattazione dei casi di infortuni in itinere
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