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ID 25643 | 27.02.2026 / In allegato Factsheet INAIL 2026
Questa pubblicazione si propone di fornire alle figure della prevenzione uno strumento di sintesi che consenta di comprendere meglio il fenomeno del workaholism e di individuare adeguate strategie di prevenzione con l’obiettivo di promuovere una cultura del lavoro sostenibile e attenta al benessere dei lavoratori.
Il workaholism è un costrutto psicologico che descrive un modello comportamentale di dipendenza dal lavoro. Tale fenomeno è di crescente interesse a causa della combinazione di profonde trasformazioni sociali e tecnologiche e del riconoscimento dei suoi impatti negativi sia sulla salute psicofisica del lavoratore, che sulle dinamiche organizzative, familiari e sociali.
Definizione
Nel 2020 Clark ha definito workaholism come un costrutto multidimensionale caratterizzato da:
- pressione interna o compulsione a lavorare;
- pensieri persistenti e incontrollabili relativi al lavoro;
- emozioni negative provate quando non si lavora o quando non si può lavorare;
- lavoro eccessivo che va oltre ciò che viene richiesto e previsto.
Di recente, Taris (2025) ha spostato il focus sui vantaggi secondari di questo tipo di dipendenza che possono contribuire a spiegare il motivo del suo stabilizzarsi nel tempo. I workaholic, infatti, nonostante sperimentino impatti negativi nei diversi ambiti di vita e di lavoro, possono comunque ottenere benefici in termini di carriera, di realizzazione personale e di gratificazione.
Fattori di rischio
La maggior parte degli studi sul workaholism si è concentrata esclusivamente sulla descrizione del fenomeno, trascurando l’analisi dei fattori di rischio organizzativi, individuali e sociali che possono determinarlo. Tra i fattori di rischio psicosociale organizzativi si evidenziano, ad esempio, una cultura organizzativa orientata esclusivamente agli aspetti prestazionali, uno stile di leadership distruttivo e una mancanza di policy aziendali anche riferite all’integrazione vita lavorativa e vita privata.
Tra i fattori individuali è possibile, invece, riscontrare una forte motivazione, aspetti cognitivi e tratti di personalità predisponenti. Per quanto riguarda invece i fattori di rischio sociali, si rilevano aspetti relativi al cambiamento del mondo del lavoro, quali l’innovazione tecnologica che incentiva l’iperconnessione e l’alta precarietà del mercato del lavoro (Tabella 1).
Strumenti di misurazione
A livello internazionale, per valutare il fenomeno del workhaolism sono state sviluppate e validate numerose scale.
In Italia sono state validate:
- la Dutch Work Addiction Scale (DUWAS), adattata da Balducci nel 2017, comprende 10 item e si articola in due dimensioni: lavorare eccessivamente e lavorare compulsivamente;
- la Bergen Work Addiction Scale (BWAS), validata da Molino nel 2022, include 7 item che indagano aspetti tipici delle dipendenze comportamentali;
- la Multidimensional Workaholism Scale (MWS), validata da Buono nel 2024, comprende 16 item, che indagano dimensioni motivazionali, cognitive, emotive e comportamentali
Strategie di intervento
La prevenzione efficace del workaholism richiede un approccio integrato che agisca contemporaneamente a livello organizzativo e individuale. A livello organizzativo, il workaholism può rappresentare sia un esito di un’organizzazione disfunzionale, sia un fattore di rischio. È necessario, pertanto, individuare precocemente i segnali per definire adeguate misure preventive e gestionali, in linea con quanto previsto dal d.lgs. 81/2008.
Gli interventi organizzativi dovrebbero prioritariamente orientarsi a:
- disincentivare la competitività disfunzionale, creando un ambiente di lavoro collaborativo;
- assicurare carichi di lavoro sostenibili e gestibili per tutti i lavoratori;
- facilitare la disconnessione, attraverso politiche che tutelino in modo esplicito il diritto alla disconnessione e il work-life balance.
A livello individuale, bisognerebbe:
- promuovere lo sviluppo della consapevolezza del lavoratore sui rischi correlati al workaholism, attraverso un’adeguata formazione e informazione;
- fornire strumenti per la gestione dello stress, al fine di adottare comportamenti funzionali ed efficaci;
- potenziare competenze relative al problem solving e all’assertività per favorire una gestione più equilibrata delle richieste lavorative.
Considerazioni conclusive
Il workaholism è un fenomeno complesso legato a una combinazione di fattori organizzativi, individuali e sociali che interagiscono tra loro e che possono avere impatti significativi sulla salute e sicurezza dei lavoratori; pertanto, la sua valutazione richiede un approccio multidimensionale. Prendere in considerazione tali fattori significa sapere distinguere tra impegno professionale sano e workaholism e questo permette di promuovere una cultura del lavoro sostenibile e attenta al benessere dei lavoratori.
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Fonte: INAIL
CollegatiD.Lgs. 81/2008 Testo Unico Salute e Sicurezza Lavoro
Linee di indirizzo rischio stress lavoro-correlato | Regione Lombardia 2025
La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato / INAIL 2025
Dallo stress lavoro-correlato alla prevenzione dei rischi psicosociali
www.tussl.it

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