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Relazione annuale ISIN 2026

Relazione annuale ISIN 2026

Relazione annuale ISIN 2026

ID 26673 | 13 Luglio 2026 / Allegato

Nel 2025, ISIN ha nominato 8 nuovi ispettori, passando a 17 unità operative: questo potenziamento rappresenta il "motore" che ha permesso di effettuare 80 attività di controllo in sito nel 2025 (45 ispezioni e 35 sopralluoghi tecnici).

In relazione a specifici elementi e informazioni acquisiti, effettuate inoltre 11 ispezioni straordinarie su impianti di una certa complessità. Si prevede un ulteriore incremento del 70% della vigilanza per il 2026.

La funzione ispettiva ISIN rappresenta il pilastro fondamentale per garantire la tutela della salute pubblica, la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia dell'ambiente dai rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti. L'importanza di questa funzione si estrinseca mediante attività di controllo sui soggetti che detengono o utilizzano materiali radioattivi quali ad esempio centrali nucleari in decommissioning, depositi di rifiuti radioattivi, strutture sanitarie, laboratori di ricerca e industrie, trasporti di materie radioattive. Grazie alla piattaforma STRIMS (Sistema Tracciabilità Rifiuti Materiali e Sorgenti), l'Autorità ha effettuato 260 accertamenti documentali e ha iniziato a irrogare sanzioni per violazioni nella tracciabilità di rifiuti e sorgenti radioattive.

L’ISIN ha il compito e il dovere di vigilare affinché le attività svolte nei siti nucleari nazionali vengano condotte nel rispetto della normativa nazionale e dei più rigorosi standard internazionali di sicurezza.

Nel 2025, l’attività istruttoria dell’ISIN ha riguardato il rilascio di oltre 50 titoli autorizzativi, contemplando le attività di disattivazione degli impianti appartenenti al passato programma nucleare e alle attività di conduzione degli impianti tutt’oggi in esercizio (reattori da ricerca e depositi di combustibile); il rilascio di pareri ad altre Amministrazioni procedenti (Ministeri, Prefetture) in merito a istruttorie che coprono differenti aspetti della sicurezza nucleare (protezione fisica, piani di emergenza, salvaguardie, ecc.).

Nell’ambito dell’istruttoria tecnica dei procedimenti autorizzativi, l’ISIN ha svolto attività di controllo tramite valutazioni e verifiche di conformità alla normativa cogente e prendendo a riferimento gli standard internazionali e le guide tecniche nazionali sulla sicurezza nucleare e sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Le attività di controllo hanno riguardato il mantenimento di un elevato livello di sicurezza nei siti nucleari attraverso le verifiche sulla conduzione delle attività di smantellamento, sulla gestione dei rifiuti radioattivi (stoccaggio, trattamento e condizionamento), sulla gestione del combustibile, sull’impatto delle attività condotte nei siti su popolazione, lavoratori e ambiente (allontanamento dei materiali, effluenti liquidi e aeriformi).

Nel 2025 è proseguita la raccolta dei dati di concentrazione di attività di radon prodotti sul territorio italiano, tramite la sezione radon di SINRAD, lo strumento con il quale l’ISIN assicura la registrazione, la disponibilità e la diffusione dei dati di radon a livello nazionale. Attualmente si registrano, nella sezione radon, 119.916 misurazioni di concentrazione media annuale di radon, di cui circa il 10% risulta superiore al livello di riferimento di 300 Bq/m3. Il radon è un gas naturale radioattivo che, attraverso il suolo, i materiali da costruzione e l’acqua riesce a fare ingresso negli edifici (radon indoor) raggiungendo, in taluni casi, concentrazioni che rappresentano un rischio non accettabile per la salute. La presenza di radon nei luoghi chiusi (abitazioni, scuole, luoghi di lavoro) rappresenta una rilevante fonte di esposizione per la popolazione e per i lavoratori.

L’Ispettorato ha, inoltre, assicurato la raccolta e il flusso dei dati del monitoraggio ambientale: i rilevamenti effettuati dalla RESORAD nel 2024 e trasmessi nel 2025, pari a circa 48.300 misure di radioattività, hanno dimostrato che i livelli di radioattività artificiale nei principali comparti ambientali e alimentari sono stazionari, senza alcuna rilevanza radiologica.

Grazie al controllo esercitato dall’ISIN sull’applicazione della regolamentazione del trasporto e di radioprotezione, nel 2025 sono stati trasportati in sicurezza circa 170.000 colli contenenti materiale radioattivo, senza la registrazione di alcun incidente significativo dal punto di vista della sicurezza nucleare e della radioprotezione.

I vettori autorizzati, con decreto in corso di validità, sono 125 (rispetto ai 120 del 2024) e risultano tutti registrati su STRIMS; le comunicazioni inviate sul portale da tali vettori nel 2025 sono state circa 230.000.

Dal monitoraggio effettuato attraverso la piattaforma STRIMS emerge che, nel 2025, il numero di comunicazioni trasmesse ai registri del Sistema ha evidenziato una sostanziale stabilità; gli esercenti registrati hanno trasmesso circa 325.000 comunicazioni (a fronte delle 350.000 nel 2024).

Sul fronte internazionale, l’ISIN ha mantenuto alta l’attenzione sugli sviluppi legati alla sicurezza nucleare. A partire dal 24 febbraio 2022, l’Autorità ucraina e la IAEA, hanno costantemente informato la comunità internazionale sulla situazione presso le installazioni nucleari ucraine, utilizzando i canali di pronta notifica. Sulla base di tali informazioni, il Centro emergenze nucleari ISIN è stato impegnato nella predisposizione immediata di messaggi informativi al Dipartimento della Protezione Civile, fornendo nel caso le proprie valutazioni: al 31 dicembre 2025, erano stati trasmessi 452 comunicati di aggiornamento della situazione rispetto ai 371 trasmessi fino al 31 dicembre 2024; la rete RESORAD ha raccolto oltre 73.000 dati sul particolato atmosferico e nessun valore anomalo o rischio radiologico è stato rilevato in Italia.

L’Ispettorato ha inoltre seguito le notifiche della International Atomic Energy Agency (IAEA) relative alla crisi iraniana, supportando l’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri.

A causa dell'innalzamento del rischio geopolitico, l'ISIN ha migrato i propri server su cloud aderendo al Polo Strategico Nazionale tramite fondi PNRR. Ha inoltre implementato verifiche sulla resilienza cyber in collaborazione con l'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale).

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Fonte: ISIN

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