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Periodicità e metodi dei controlli sui serbatoi interrati

ID 7155 | | Visite: 379 | Documenti Riservati AmbientePermalink: https://www.certifico.com/id/7155

Periocita  e metodi controlli serbatoi interrati

Periodicità e metodi dei controlli sui serbatoi interrati

Scheda 04.11.2018 - Rev 0.0 2019

Con la Legge 31/07/2002 n.179 “Disposizioni in materia ambientale”, viene stabilito (art.19 c. 1) che il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio deve definire, con proprio decreto, i requisiti tecnici per la costruzione l’installazione e l’esercizio di serbatoi interrati al fine di prevenire l’inquinamento del suolo, delle acque superficiali e sotterranee.

Non risulta, ad oggi, essere stata emanato il decreto previsto dall'art. 19 della Legge n. 179 del 31/07/2002, ne altra norma a livello nazionale in materia di gestione ambientale dei serbatoi interrati. La mancanza dello strumento normativo di riferimento ha determinato una situazione territoriale disomogenea, in ordine alla correlazione con altri riferimenti normativi nazionali e a quanto previsto dalle norme regionali e dalle previgenti norme regolamentarie locali (vedi Scheda ID 5869 - Bonifica serbatoi interrati: la situazione normativa).

Le Regioni, quindi, hanno (o devono) normare la "gestione" e quindi anche la frequenza con la quale devono essere effettuate le verifiche periodiche e le manutenzione dei serbatoi interrati.

In particolare, le prove di tenuta rientrano tra le verifiche periodiche che il conduttore del serbatoio deve effettuare per assicurarsi dell’integrità dell’involucro, soprattutto nel caso di involucri privi di intercapedine con sistema di rilevazione delle perdite; e per prevenire piccole perdite occulte, specie in serbatoi non ispezionabili dall’esterno.

Le prove di tenuta si effettuano su diversi tipi di serbatoi e altri manufatti che contengono qualsiasi tipo di liquido: compreso il gasolio, la benzina, e qualsiasi composto chimico.

Periodicità controlli

Circa la frequenza, le verifiche vanno eseguite secondo la periodicità indicata nel Regolamento locale d’igiene emesso dal comune. In mancanza del regolamento del comune, occorre far riferimento:

- alle disposizioni del costruttore;

- alle linee guida emanate dagli Organi competenti in materia di tutela dell’ambiente;

- a quanto previsto dalla Circolare VVF Nota DCPREV prot. n. 14851 del 11 novembre 2011 (verifica di tenuta).

In assenza di specifiche prescrizioni dei Regolamenti di Igiene Locale, possono ritenersi "adeguate" le seguenti frequenze di controllo (vedi es. Linee Guida di ARPA Lombardia rev.0 del 15/03/2013):

Età del serbatoio Condizione Frequenza della prova di tenuta
Età ≥ a 30 anni o sconosciuta Non risanato Annuale
15 <  Età  ≤ 30 Non risanato Biennale
A partire dal 5° anno dal risanamento Risanato Triennale

Vedi anche: Linee guida serbatoi interrati - RVA 2017

Per quanto concerne i serbatoi doppia camera, la prima prova di tenuta è consigliata a partire dal quindicesimo anno.

In base alla Circolare Ministero dell’Interno, Dip. VVFF, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, n. 14851 del 11 novembre 2011, in assenza di disposizioni locali da parte della competente autorità preposta alla tutela dell’ambiente, i criteri raccomandati sono i seguenti:

- serbatoi esistenti, privi del sistema di rilevamento in continuo: una verifica di tenuta all’anno;

- per quanto concerne la certificazione delle apparecchiature adottate per essendo le stesse utilizzate in atmosfera potenzialmente esplosiva, marcatura CE e da quant'altro richiesto dalla Direttiva 2014/34/UE ATEX.

Nota DCPREV prot. n. 14851 del 11-11-2011

Richiesta in merito alle tecnologie ed alle modalità di prova di tenuta idraulica periodica nei serbatoi e nelle tubazioni presenti negli impianti di distribuzione di prodotti petroliferi per uso autotrazione (distributori stradali di gasoli e benzine).

Riscontro.

In riferimento al quesito …, si rappresenta che:

1. per i serbatoi esistenti, privi del sistema di rilevamento in continuo, in analogia a quanto stabilito dal DM 29/11/2002 per le nuove installazioni e nello spirito sotteso dall’abrogato art. 11 del DM 24/05/1999 n. 246, si ritiene auspicabile una verifica di tenuta da effettuarsi ogni anno; corre l’obbligo evidenziare che tale previsione tuttavia, attiene le competenze dell’autorità preposta alla tutela dell’ambiente.

Le modalità di prova per i controlli in argomento ed i relativi requisiti richiesti devono essere riferibili a metodi riconosciuti a livello internazionale o nazionale, quali ad esempio, quelli riportati nei Manuali UNICHIM “Prove di tenuta sui serbatoi interrati”, nel rispetto delle condizioni di applicabilità ed eventuali limitazioni ivi indicate;

2. i serbatoi interrati, nelle nuove installazioni devono essere progettati ed installati in conformità alla regola dell’arte applicabile ed assicurare gli obiettivi di sicurezza indicati all’art. 2 comma 1 del D.M. 29/11/2002 ed essere al contempo realizzati nelle tipologie costruttive dettagliatamente descritte al comma 2 dello stesso articolo.

Considerato che le modalità costruttive adottate, in applicazione del D.M. 29/11/2002, per i serbatoi di nuova installazione negli impianti di distribuzione carburanti, assicurano il conseguimento dell’obiettivo di sicurezza che era sotteso dalla prova di tenuta in pressione dei serbatoi prevista dal decreto del 1934, si ritiene che detta prova possa essere omessa al momento dell’installazione di detti serbatoi e non più ripetuta nel tempo. Resta comunque fermo il rispetto delle indicazioni normative di cui all’art. 3 del D.M. 29/11/2002;

3. per quanto concerne la certificazione delle apparecchiature adottate per l’esecuzione delle prove, essendo le stesse utilizzate in atmosfera potenzialmente esplosiva, devono essere dotate di marcatura CE e da quant’altro richiesto dalla Direttiva 2014/34/UE ATEX.

Manuali UNICHIM

Manuali sui suoli

Manuale N. 195 - Parte III
PROVE DI TENUTA SUI SERBATOI INTERRATI

Manuale N. 196 - Parte I
SUOLI E FALDE CONTAMINATI: ANALISI DI RISCHIO SITO-SPECIFICA, CRITERI E PARAMETRI

Manuale N. 196 - Parte II
SUOLI E FALDE CONTAMINATI: CAMPIONAMENTO E ANALISI

Manuale N. 196 - Parte III
CRITERI D'INDAGINE DELLE VECCHIE DISCARICHE ABUSIVE O INCONTROLLATE: TECNICHE PER LA LORO MESSA IN SICUREZZA O BONIFICA

Manuale N. 196 - Parte IV
SUOLI E FALDE CONTAMINATI: MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI A COSTI SOPPORTABILI, ASPETTI GIURIDICI E TECNICI

Manuale N. 200
LINEE GUIDA SU RIVESTIMENTI INTERNI PER SERBATOI INTERRATI MONOPARETE

Metodiche accertamento tenuta di un serbatoio interrato UNICHIM

Si segnalano le seguenti metodiche di accertamento della tenuta di un serbatoio interrato (download Estratto UNICHIM 195/3 Ed. 2014):

- ASTERM (prova speditiva)
- BONIFICA TANK JMB (prova speditiva)
- CDS 2000 (prova speditiva)
- SAFE VACUUM TEST (prova speditiva)

- ACOUSTIC ULLAGE PROECO U3
- ALERT - Versione “4000 UNDERFILL SYSTEM/1050 ULLAGE SYSTEM”
- EURISANA
- MASS TECHNOLOGY TANK INTEGRITY TEST SYSTEM
- MASS TECH 2A SYSTEM
- SDT TANKTEST SYSTEM
- SURE TEST SYSTEM PRO-ECO
- TRANSTANKTM DUAL PRESSURE
- VACUTECT / CLT
- EECO GALAXY LEAK DETECTION
- TRACER TIGHT
- TTM 2001/SYSTEM7UNDERFILL AND ULLAGE

Le prove di tenuta si distinguono in:

1. prove di tipo “speditivo”

2. prove di tipo “strumentale”

1. Prove di tipo “speditivo: basate sul controllo differenziale del livello del liquido contenuto nel serbatoio, prevedendo la rilevazione contestuale dei valori di temperatura della massa liquida, al fine di poter procedere alle compensazioni dei dislivelli riscontrati. Le prove di tipo speditivo, che possono richiedere tempi lunghi di osservazione, sono di norma applicabili a serbatoi di tipo civile, di capacità inferiore a 15 m3. I risultati delle prove devono essere conservate a cura del proprietario, ovvero dal conduttore dell’impianto.

Nel caso la prova attesti la mancata tenuta del serbatoio, deve essere data comunicazione immediata alle autorità competenti; qualora poi fosse accertata l’eventuale dispersione di sostanze pericolose o nocive nella matrice ambientale, dovrà essere data comunicazione secondo la procedura di cui all'art. 242 D.Lgs 152/2006.

Di seguito si riportano le prove di tenuta conosciute, basate sul principio di funzionamento sopra descritto:

1. ASTERM

2. BONIFICA TANK JMB

3. CDS 2000

4. SAFE VACUUM TEST

2. Prove di tipo “strumentale”: basate sul controllo della tenuta del serbatoio, con metodiche di riconosciuta validità a livello europeo o internazionale, quali quelle riconosciute da UNICHIM (Manuale n.195 parte 1 - Edizione 2000 e n. 195 parte 2 - Edizione 2003 “Prove di Tenuta su serbatoi interrati”). Le prove di tenuta di tipo strumentale devono essere effettuate da personale tecnico qualificato. A tale riguardo, in mancanza di disposizioni che prescrivano specifici requisiti, si ritiene che le prove di tenuta possano essere eseguite da un tecnico di comprovata esperienza nell’utilizzo dei metodi di prova elencati di seguito. Dovrà essere rilasciata una certificazione dei risultati ottenuti che contenga altresì indicazioni relative alla metodologia utilizzata, alle condizioni esecutive e ai limiti di rilevabilità.

ACOUSTIC ULLAGE PROECO U3

Il metodo, in Italia dal 1993, è omologato e certificato e consente la verifica di tenuta attraverso la registrazione delle eventuali variazioni sonore indotte nel serbatoio nella fase di depressione controllata. L’apparecchiatura rileva i dati per l’analisi sui serbatoi vuoti o semivuoti, a completamento di un test volumetrico con un sensore acustico inserito all’interno nella parte asciutta, collegato ad un amplificatore e quindi ad un registratore. Non sono assolutamente previste sonde immerse, poiché le depressioni di esercizio per una corretta funzionalità, sono tali da pregiudicare la struttura del fasciame con rischi di rotture e incidenti. La strumentazione è in grado di rilevare qualsiasi suono, compreso tra 15 Hz e 18.500 Hz (cioè udibile dall’orecchio umano), generato da fori o crepe che permettono il passaggio di aria e, quindi, in maniera più estesa, la fuoriuscita o l’ingresso di liquido. Probabilità di individuazione perdita pari al 100%, probabilità di falso allarme inferiore al 5%. Perdita minima rilevabile 0,1 litri/ora (standard E.P.A. US fissato in 0,38 litri/ora). E' possibile effettuare controlli su serbatoi in esercizio contenenti qualsiasi prodotto con un accesso di solo 50 mm di diametro e con capacità oltre i 68.000 litri.

ALERT –Versione “4000 UNDERFILL SYSTEM/1050 ULLAGE SYSTEM”

Il controllo della tenuta del serbatoio si basa sull’esecuzione di due distinte verifiche:

- rilevazione perdite, nella fase liquida, del serbatoio tramite il rilevamento della variazione di massa del prodotto stoccato nel serbatoio (durata utile del test fino a 3 ore, in relazione all’entità della perdita);
- verifica dell’integrità del serbatoio nella fase vapore (zona superiore non occupata dal liquido) tramite rilevazione comparativa di segnali acustici (durata del test: 5minuti).

EURISANA

Il sistema EURISANA è un dispositivo di prevenzione dell'inquinamento nel suolo. Si applica attorno ai serbatoi interrati e garantisce:

- monitoraggio in continuo delle perdite dai serbatoi, dalle linee e dai pozzetti;
- risanamento "in situ" dei terreni inquinati;
- protezione alla corrosione dei serbatoi e delle altre strutture ferrose interrate.

Il sistema è costituito da una serie di sonde microfessurate infisse verticalmente nel terreno, collegate, mediante singoli collettori (di mandata o d'aspirazione), ad un sistema di circolazione dell'aria.

Crea e mantiene un flusso d'aria costantemente deumidificata attorno alle strutture interrate da proteggere. L'aria di circolazione è reinfiltrata nel terreno a ciclo chiuso. Nel flusso sono condotte misure in continuo di inquinanti, umidità, temperatura e portata che consentono una gestione ottimale dell'impianto. Il flusso d'aria, che lambisce continuamente i serbatoi interrati, "cattura" eventuali perdite e ne consente l'immediata rilevazione grazie ad un sensore inserito nella linea d'aspirazione. EURISANA è in grado di rilevare e segnalare, in tempo reale, una perdita di poche gocce di fluidi.

MASS TECHNOLOGY TANK INTEGRITY TEST SYSTEM

Il metodo è omologato, certificato e utilizzato in tutto il mondo come Mass Technology Integrity Test System. Una sonda magnetica di rilevamento posizionata sul fondo del serbatoio o della vasca collegata ad un trasduttore di pressione registra le variazioni di massa in rapporto alla pressione assoluta, generate tramite il rilascio di azoto allo stato gassoso. Tali valori sono rielaborati con il programma di analisi che consente di evidenziare perdite o ingressi da fori e crepe. La verifica è eseguibile sia sulla parte bagnata che su quella vuota anche disgiuntamente e sulle tubazioni.

MASS TECH 2A SYSTEM

Nella specificità delle prove di tenuta dei serbatoi interrati, il controllo per la determinazione di perdite, ove esse esistano, si ottiene misurando la contrapposizione fisica dei valori delle variazioni di Massa del Prodotto sul fondo del serbatoio, in relazione all’influenza determinata in superficie dalla pressione assoluta. Il metodo offre una garanzia estrema di rilevamento pari al 100%, probabilità di falso allarme pari allo 0% ed è in grado di documentare e quantificare perdite sia sulla parte piena che sulla parte vuota con un minimo di 0.083 litri/h (1,992 lit. 24 h). Il metodo è certificato sia a livello internazionale che nazionale dai maggiori enti di certificazione ed omologazione, US.EPA – BASEEFA – KRISS – EECS – A&Q/UNI Milano – Valutato positivamente da UNICHIM – ed è usato in tutti i Continenti (ad oggi sono stati eseguiti oltre 40.000 test in tutto il mondo), adottato da Enti Pubblici ed Enti Militari. MASSTECH 2/A SYSTEM è l’unico sistema esistente che permette, con un unico intervento, il controllo totale del sistema nel suo insieme (PIENO-VUOTO-LINEE), operando nel pieno e totale rispetto della Legge Italiana ed europea (ex.246 Min.Ambiente).

Il test non esercita nessuna sollecitazione negativa sulle strutture del fasciame e può essere eseguito anche con la presenza di un rilevante livello di acqua di fondo in equilibrio di pressione. L’utilizzo in campo è relativamente rapido, i dati rilevati possono essere immediatamente analizzati, valutati e disponibili al momento stesso. Nell’operatività pratica va evidenziato che non sono necessari speciali accorgimenti o interventi meccanici da realizzare sul passo d’uomo; in effetti è sufficiente avere a disposizione un’apertura d’accesso di diametro 2,0-2,5 cm (raramente si devono eseguire operazioni aggiuntive, come ad esempio smontare valvole di troppo pieno, sostituire tubi di carico o altro). Sono possibili più controlli in contemporanea. Le cisterne vanno controllate con un riempimento minimo del 60% della loro capacità nominale. Non possono rimanere in funzione durante il tempo di esecuzione del test. In ogni caso è comunque possibile eseguire prove con livelli inferiori al 60% e/o con vuoto totale o parziale. (Il sistema permette perciò di controllare anche cisterne vuote o dismesse).

...segue in allegato

Fonti: UNICHIM

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