Slide background




Cassazione Penale Sent. Sez. 4 Num. 39134 | 29 Agosto 2018

ID 6712 | | Visite: 1709 | Cassazione Sicurezza lavoroPermalink: https://www.certifico.com/id/6712

Sentenze cassazione penale

Utilizzo di un carrello privo di lampeggiante e investimento da parte di un altro mezzo

Penale Sent. Sez. 4 Num. 39134 Anno 2018

Presidente: DI SALVO EMANUELE
Relatore: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Data Udienza: 19/06/2018

Ritenuto in fatto

1. La Corte di Appello di Lecce, in parziale modifica della sentenza di primo grado quanto alla posizione del coimputato R.G., per quanto rileva in questa sede, ha confermato la condanna alla pena sospesa di un mese di reclusione di G.R. per il reato di cui agli artt. 113 e 590, terzo comma, cod.pen. in relazione all'art. 583, secondo comma, cod.pen., per avere, quale dipendente della CE.I.A.S. s.p.a., con la mansione di capo turno squadra di pulizia, cagionato lesioni gravissime a S.F., altro dipendente della CE.I.A.S. s.p.a., per negligenza, imprudenza, inosservanza delle norme sulla prevenzione infortuni sul lavoro, consistita nel consentire a quest'ultimo di usare un carrello politrac privo di lampeggiante funzionante sul tetto della cabina guida, determinandone l'investimento da parte di altro mezzo (fatto del 5 marzo 2009).
2. Avverso tale sentenza ha proposto tempestivamente ricorso per cassazione, a mezzo del difensore, G.R., che ha dedotto 1) la violazione dell'art. 590, terzo comma, cod.pen., atteso che il datore di lavoro aveva formato il lavoratore su tutte le cautele utili a neutralizzare il rischio derivante dal suo comportamento imprudente, sicché la condotta della persona offesa che ha violato il punto 1.6.2 dei controlli prima dell'avviamento, prescritti dal manuale di uso e manutenzione del carrello, omettendo di rilevare l'omesso funzionamento del lampeggiante di segnalazione, è abnorme e interruttiva del nesso di causalità; 2) il vizio di motivazione in relazione all'art. 192 cod.proc.pen., essendo emerso dalle deposizioni testimoniali il funzionamento del lampeggiante, i cui guasti avrebbero dovuto essere segnalati.


Considerato in diritto

3. Osserva preliminarmente la Corte che il reato contestato all'imputato contestato all'imputato è prescritto, trattandosi di fatto commesso in data 5/03/2009, in relazione al quale trova applicazione la disciplina dettata dalla legge 5 dicembre 2005, n.251; con la conseguenza che, il termine massimo di prescrizione deve ritenersi stabilito in sette anni e mezzo in virtù del combinato disposto degli artt. 157,160, comma 3, e 161, comma 2, cod.pen.
Né il ricorso presenta profili di inammissibilità ostativi alla declaratoria della causa estintiva.
Va parimenti escluso l'emergere di un quadro dal quale possa trarsi ragionevole convincimento dell'evidente innocenza del ricorrente. Sul punto, l'orientamento della Corte di Cassazione è univoco. In presenza di una causa di estinzione del reato il giudice è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione a norma dell'art.129, comma 2, cod.proc.pen. soltanto nei casi in cui le circostanze idonee ad escludere l'esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell'imputato e la sua rilevanza penale emergano dagli atti in modo assolutamente non contestabile, cosi che la valutazione che il giudice deve compiere al riguardo appartenga più al concetto di constatazione, ossia di percezioni ictu oculi, che a quello di apprezzamento e sia quindi incompatibile con qualsiasi necessità di accertamento o di approfondimento (Sez. U, n.35490 del 28/05/2009, Tettamanti, Rv. 244275). Nel caso di specie, restando al vaglio previsto dall'art. 129, comma 2, cod.proc.pen., l'assenza di elementi univoci dai quali possa trarsi, senza necessità di approfondimento critico, il convincimento di innocenza dell'imputato impone l'applicazione della causa estintiva.
4. Va disposto, pertanto, l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata agli effetti penali, essendo il reato contestato estinto per prescrizione.
5. Il ricorso è infondato agli effetti civili: in tema di prevenzione antinfortunistica, perché la condotta colposa del lavoratore faccia venir meno la responsabilità del datore di lavoro, occorre un vero e proprio contegno abnorme del lavoratore medesimo, configurabile come un fatto assolutamente eccezionale e del tutto al di fuori della normale prevedibilità, quale non può considerarsi la condotta che si discosti fisiologicamente dal virtuale ideale (Sez. 4, n. 22249 del 14/03/2014, Rv. 259227). Più precisamente, in tema di causalità, la colpa del lavoratore, concorrente con la violazione della normativa antinfortunistica ascritta al datore di lavoro ovvero al destinatario dell'obbligo di adottare le misure di prevenzione, esime questi ultimi dalle loro responsabilità solo allorquando il comportamento anomalo del primo sia assolutamente estraneo al processo produttivo o alle mansioni attribuite, risolvendosi in un comportamento del tutto esorbitante ed imprevedibile rispetto al lavoro posto in essere, ontologicamente avulso da ogni ipotizzabile intervento e prevedibile scelta del lavoratore (Sez. 4, n. 16397 del 05/03/2015 Ud., Rv. 263386). La violazione del manuale di uso e manutenzione del carrello, da parte del lavoratore, non può, dunque, esonerare il datore di lavoro o il suo preposto dalla responsabilità per violazione dell'obbligo di vigilanza.
L'ulteriore motivo è parimenti infondato, in quanto non denuncia una manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione, ma si limita a proporre una ricostruzione dei fatti diversa da quelle effettuata dai giudici di merito che, in modo congruo e lineare, in base al mancato rinvenimento della campana del lampeggiante o di frammenti della stessa nel luogo dell'incidente; allo stato di ossidazione del lampeggiante, rilevato dal c.t. del P.M.; alla fissazione del dispositivo luminoso alla cappotte del carrellino con silicone, essendo i fili elettrici tranciati, hanno ritenuto il carrello elettrico privo di lampeggiante di segnalazione funzionante sul tettuccio. Detta versione risulta, inoltre, in contrasto con le allegazioni sottese alla formulazione della prima censura.
Va ricordato, difatti, che nel giudizio di legittimità non sono deducibili censure attinenti a vizi della motivazione diversi dalla sua mancanza, dalla sua manifesta illogicità, dalla sua contraddittorietà (intrinseca o con atto probatorio ignorato quando esistente, o affermato quando mancante) su aspetti essenziali ad imporre diversa conclusione del processo; per cui sono inammissibili tutte le doglianze che "attaccano" la persuasività, l’inadeguatezza, la mancanza di rigore o di puntualità, la stessa illogicità quando non manifesta, così come quelle che sollecitano una differente comparazione dei significati probatori da attribuire alle diverse prove o evidenziano ragioni in fatto per giungere a conclusioni differenti sui punti dell’attendibilità, della credibilità, dello spessore della valenza probatoria del singolo elemento (Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015 Ud., dep. 31/03/2015, Rv. 262965). Del resto, in tema di giudizio di cassazione, sono precluse al giudice di legittimità la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata e l’autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti, indicati dal ricorrente come maggiormente plausibili o dotati di una migliore capacità esplicativa rispetto a quelli adottati dal giudice del merito (Sez. 6, n. 47204 del 07/10/2015 ud., dep. 27/11/2015, rv. 265482).

P.Q.M.

annulla senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali per essere il reato estinto per intervenuta prescrizione. Rigetta il ricorso agli effetti civili

Così deciso 19 giugno 2018.

Descrizione Livello Dimensione Downloads
Allegato riservato Penale Sent. Sez. 4 Num. 39134 Anno 2018.pdf
 
178 kB 5

Tags: Sicurezza lavoro Cassazione

Articoli correlati

Ultimi archiviati Sicurezza

Dic 02, 2022 19

Decreto direttoriale MLPS n. 13 del 16 marzo 2017

Decreto direttoriale MLPS n. 13 del 16 marzo 2017 Istituzione Gruppo di lavoro tecnico con funzioni consultive per l’esame della documentazione relativa al rilascio delle autorizzazioni di cui all’articolo 131 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. [box-warning]Ricostituzione Decreto… Leggi tutto
Dic 02, 2022 19

Circolare MLPS 8 giugno 2010 n. 18

Circolare MLPS 8 giugno 2010 n. 18 Articolo 131 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. - Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego di ponteggi fissi. Collegati
Ponteggi fissi: quadro normativo
Leggi tutto
Dic 02, 2022 18

Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n. 359

Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n. 359 Attuazione della direttiva 95/63/CE che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e salute per l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori. (GU n.246 del 19.10.1999) Collegati[box-note]Direttiva 95/63/CEDirettiva… Leggi tutto
Circolare MI n  1689 del 01 04 2011
Dic 02, 2022 26

Circolare Min. Interno n. 1689 del 01.04.2011

Circolare Min. Interno n. 1689 del 01.04.2011 Locali di pubblico spettacolo di tipo temporaneo o permanente. Verifica della solidità e sicurezza dei carichi sospesi. Le Commissioni di vigilanza istituite per l' applicazione dell'art. 80 del TULPS Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773 hanno, tra l'… Leggi tutto
Dic 02, 2022 40

Decreto Ministeriale 2 settembre 1968

Decreto Ministeriale 2 settembre 1968 - Misure tecniche di sicurezza per i ponteggi metallici fissi ID 18267 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 2 settembre 1968 - Riconoscimento di efficacia di alcune misure tecniche di sicurezza per i ponteggi metallici fissi, sostitutive di quelle indicate nel… Leggi tutto
Dic 02, 2022 22

Decreto Ministeriale 23 marzo 1990 n. 115

Decreto Ministeriale 23 marzo 1990 n. 115 - Ponteggi metallici fissi ID 18266 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 23 marzo 1990 n. 115 - Riconoscimento di efficacia per ponteggi metallici fissi aventi interasse tra i montanti superiore a metri 1,80. (GU n.112 del 16.05.1990) Entrata in vigore del… Leggi tutto
Dic 02, 2022 20

Decreto Ministeriale 22 maggio 1992 n. 466

Decreto Ministeriale 22 maggio 1992 n. 466 / Sistema individuale per addetti al montaggio ID 18265 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 22 maggio 1992, n. 466 - Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema individuale per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi… Leggi tutto
Dic 02, 2022 23

Decreto Ministeriale 19 settembre 2000

Decreto Ministeriale 19 settembre 2000 - Conformità impalcato metallico ID 18264 | 02.12.2022 Decreto Ministeriale 19 settembre 2000 - Riconoscimento di conformità alle vigenti norme dei mezzi e sistemi di sicurezza relativi alla costruzione ed all'impiego di un nuovo tipo di impalcato metallico… Leggi tutto
Dic 02, 2022 21

Circolare 8 gennaio 2001 n. 3

Circolare 8 gennaio 2001 n. 3 ID 18263 | 02.12.2022 OGGETTO: Art. 2, comma 4 del D.Lgs. 359/99 Chiarimenti sul regime delle verifiche periodiche di talune attrezzature di lavoro ... Collegati[box-note]Decreto Legislativo 4 agosto 1999 n. 359Check List | Schede di verifica ponteggiPonteggi fissi:… Leggi tutto
Dic 02, 2022 20

Circolare 12 gennaio 2001 n. 7

Circolare 12 gennaio 2001 n. 7 ID 18262 | 02.12.2022 Ministero del lavoro - Art. 30 D.P.R 7 gennaio 1956, n. 164 - Autorizzazione alla costruzione ed all'impiego di ponteggi metallici fissi. ... Collegati
Check List | Schede di verifica ponteggiPonteggi fissi: quadro normativo
Leggi tutto

Più letti Sicurezza