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STORIE D'INFORTUNIO / Dors n. 126 2026

Storie di infortunio DORS 126 2026

STORIE D'INFORTUNIO / Dors n. 126 2026

ID 27423 | 06.11.2026 / Download

Successo e fallimento?

Si conclude così la storia dell’infortunio che ha coinvolto Roberto, un auto trasportatore in pensione di 67 anni, e Altin, un operario di 49 anni.

I destini di Roberto e di Altin si sono incrociati al km 27+300 dell'autostrada, con esiti diversi. Altin e i suoi colleghi stavano installando la segnaletica per deviare il traffico in direzione sud dalla corsia di sorpasso a quella di marcia normale, in modo da poter sostituire in relativa sicurezza un tratto di guardrail. Per questo tipo di intervento esistono regole precise: i segnali vanno posti a distanze predeterminate, per avvertire i conducenti in arrivo, ribadire l'avvertimento alle distanze previste e indirizzare i veicoli sulla corsia voluta.

Due cartelli di avvertimento erano già stati posizionati. Altin, vicino al guardrail, sul lato sinistro della carreggiata, segnalava la deviazione anche con una torcia, mentre i colleghi, dopo aver parcheggiato momentaneamente il camioncino tra loro e Altin, stavano sistemando un altro cartello. In quel momento è sopraggiunto, a velocità elevata, il furgone guidato da Roberto, che viaggiava sulla corsia di sorpasso. Perché non abbia rallentato né deviato non lo sappiamo: un malore, un colpo di sonno, una distrazione. Resta il fatto che il furgone ha proseguito la corsa, investendo prima Altin e poi il camioncino dei lavoratori. La Polizia Stradale non ha trovato sull'asfalto alcun segno di frenata, come confermato anche dai lavoratori:

“Ho visto il veicolo arrivare velocissimo sulla corsia di sorpasso dove mi trovavo, mi ha colpito ed è finito contro il camioncino; non ha frenato".

Al nostro arrivo, il bilancio era drammatico: Roberto era morto e Altin versava in gravi condizioni.
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Luogo: provincia di Alessandria, Piemonte

Data: agosto 2024

Comparto produttivo: edilizia

Esito: Roberto, un auto trasportatore in pensione di 67 anni, è morto mentre Altin, un operaio di 49 anni, ha riportato contusioni al torace e all’addome.

Dove è avvenuto: sulla carreggiata dell’autostrada a due corsie in direzione Liguria, in un tratto dove dopo tanti chilometri di noioso percorso rettilineo, iniziano alcune curve e controcurve per superare le prime falde dell’appennino.

Cosa si stava facendo: durante la notte Altin e i suoi colleghi stavano installando la segnaletica per deviare il traffico in direzione sud dalla corsia di sorpasso a quella di marcia normale, in modo da poter sostituire in relativa sicurezza un tratto di guardrail dell’autostrada.

Descrizione infortunio: dopo aver sistemato i due cartelli di avvertimento, Altin, vicino al guardrail, sul lato sinistro della carreggiata, stava segnalando la deviazione anche con una torcia, mentre i colleghi, parcheggiato momentaneamente il camioncino tra loro e Altin, sistemavano un altro cartello. In quel momento è sopraggiunto, a velocità elevata, il furgone guidato da Roberto, che viaggiava sulla corsia di sorpasso. Il furgone non ha né rallentato né deviato ma ha proseguito la corsa, sfiorando prima Altin e urtando poi violentemente il camioncino dei lavoratori.

Come prevenire: la morte di Roberto evidenzia quanto sia difficile e problematico perseguire, nel caso di lavori stradali, la sicurezza di tutti coloro che operano sulle vie di circolazione. I lavori stradali espongono i lavoratori a rischi che non si possono eliminare del tutto. Il rischio residuo resta infatti elevato ma può essere ridotto con le misure di mitigazione previste nei piani di sicurezza dei cantieri. Quello di Altin è un infortunio che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi se lui e i suoi colleghi non avessero adottato una misura semplice ma efficace: lasciare il camioncino con le ruote sterzate verso la barriera centrale, cioè a sinistra. In questo modo l’energia dell’urto non ha spinto il mezzo in avanti, dove avrebbe potuto investire i componenti della squadra con esiti catastrofici, ma lo ha fatto deviare verso sinistra, fino a metterlo di traverso rispetto al senso di marcia.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) dei lavori di manutenzione sulla tratta era un documento corposo, con rimandi agli indirizzi operativi della committenza. A questi si aggiungeva il Piano Operativo di Sicurezza (POS) dell’impresa, altro documento lungo e difficile da leggere da parte dei lavoratori. Documenti così estesi vanno condivisi con i lavoratori solo nelle parti utili alla prevenzione e la formazione deve essere mirata a ricavarne le misure da applicare nel lavoro quotidiano. Le misure, infatti, sarebbero state inutili se la squadra non ne avesse compreso l’importanza, non le avesse assimilate e non si fosse abituata ad applicarle.

Nei lavori stradali e autostradali le misure di prevenzione devono essere armonizzate sia con le regole volte a tutelare la sicurezza degli utenti, sia con regole dettate da norme tecniche applicate nella maggior parte dei casi, soprattutto lungo le autostrade.

Dors R. Piemonte
a cura di Marcello Libener, Servizio PreSAL Asl AL 
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