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Stress da lavoro: Modello Job Content Questionnaire (JCQ)

ID 15697 | | Visite: 2138 | Documenti Riservati SicurezzaPermalink: https://www.certifico.com/id/15697

Modello Job Content Questionnaire

Stress da lavoro: Modello Job Content Questionnaire (JCQ)

ID 15697 | 16.02.2022 / Documento di approfondimento allegato

Documento di approfondimento sul modello teorico di Karasek per lo studio dello stress lavorativo.

Robert A. Karasek pubblicò il suo primo studio sullo stress lavorativo percepito nel 1979. Il suo modello originale suggerisce che la relazione tra elevata domanda lavorativa (job demand, JD) e bassa libertà decisionale (decision latitude, DL) definiscono una condizione di “job strain“ o “perceived job stress “ (stress lavorativo percepito), in grado di spiegare i livelli di stress cronico e l’incremento del rischio cardiovascolare.

Le due principali dimensioni lavorative (domanda e controllo) sono considerate variabili indipendenti e poste su assi ortogonali. La job demand si riferisce all'impegno lavorativo richiesto ovvero: i ritmi di lavoro, la natura impositiva dell'organizzazione, il numero di ore lavorative e le eventuali richieste incongruenti. La decision latitude è definita da due componenti: la skill discretion e la decision authority. La prima identifica condizioni connotate dalla possibilità di imparare cose nuove, dal grado di ripetitività dei compiti e dall’opportunità di valorizzare le proprie competenze; la seconda individua fondamentalmente il livello di controllo dell’individuo sulla programmazione ed organizzazione del lavoro.

Figura 1   Rapporto Domanda Controllo

Fig. 1 - Rapporto Domanda/Controllo

D.Lgs. 81/08 Valutazione Rischio Stress Lavoro-Correlato

La Valutazione del stress lavoro-correlato (SLC) è prevista dall’Art. 28 dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

D.Lgs. 81/2008

Art. 28. Oggetto della valutazione dei rischi

1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei miscele chimiche impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro e i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili, come definiti dall'articolo 89, comma 1, lettera a), del presente decreto, interessati da attività di scavo.

1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 è effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all'articolo 6, comma 8, lettera m-quater), e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a fare data dal 1° agosto 2010.

[...]

Modello Karasek in Italia

Per lo studio dello stress lavorativo in Italia sono state prodotte almeno 3 traduzioni.

La prima, ridotta, di 15 domande è stata tratta dal manuale messo a punto per lo studio dei fattori psicosociali nell'ambito del progetto MONICA-OMS.

La seconda versione, di 35 domande, è stata riconosciuta dall'autore e utilizzata dallo studio JACE nell'ambito dei programmi BIOMED della Comunità Europea.

La terza, è stata predisposta da ricercatori dell’Enea di Bologna che, nel tradurla dall’originale, hanno apportato gli adattamenti ritenuti più necessari per l’utilizzo del questionario in contesti lavorativi nazionali (in particolare nell’industria tessile e nel terziario). Questa versione rappresenta di fatto la “recommended version” di 49 items, articolata in 8 macrovariabili: 3 sulla dimensione controllo i cui items indagano su “giudizio circa le proprie capacità”, “potere decisionale in rapporto al compito specifico” e “potere decisionale a livello di politica aziendale”; 3 sulla dimensione domanda i cui items indagano su “carico di lavoro psicologico”, “carico di lavoro fisico” e “insicurezza lavorativa” mentre le 2 restanti dovrebbero consentire valutazioni sugli aspetti relazionali (supporto sociale da parte dei superiori e supporto sociale da parte dei colleghi, rispettivamente). Vi è autorevole testimonianza in letteratura che, al di là delle due dimensioni fondamentali controllo e domanda, il supporto sociale sia da intendersi come ulteriore risorsa disponibile e come “modulatore” delle richieste che provengono dal contesto lavorativo.

Nel 1998, la traduzione del “Recommended Format (49 questions): 6/94 - Rev. 1.5 del Job Content Questionnaire di R.A. Karasek, 1985” è stata sottoposta all’approvazione dell’autore e, attraverso l’invio della richiesta “back version”, si è reso possibile il confronto con la versione originale.

[...]

ID 15697   JCQ Questionnaire Modello

[...]

Criteri assegnazioni punteggi

Considerando i 49 item della versione consigliata dagli autori, si può vedere come nella maggior parte dei casi le risposte consistano in quattro livelli di concordanza con le affermazioni riportate nell'item.

I punteggi attribuiti vanno da 1 per l'opinione assolutamente discordante a 4 (o 5 nel caso dell’item 35) per quella decisamente concordante.

Eccezioni a questa regola sono gli item 12, 15, 16, 33, 35, QIV 5§.

Item 12:Quante persone fanno parte del suo gruppo di lavoro: è inserito nella sottoscala Macrolevel Decision Authority della scala Decision Latitude. La codifica proposta in cinque livelli consiste nel valore di 1 (lavoro da solo), 3 (da 2-5 persone), 8 (6-10 persone), 15 (11-20 persone), 30 (oltre 20). Un tale scoring dà all'item un peso notevole nel punteggio complessivo della sottoscala e quindi della scala. La codifica utilizzata per i tre gruppi centrali consiste in un valore intermedio compreso nell'intervallo previsto in quella modalità (es. 3 valore intermedio dell'intervallo 2-5). Non rispettano questo criterio la prima e l'ultima categoria che, quindi, assumono pesi di differente significato. Non viene spiegato il motivo di una scelta così rilevante nello scoring di questo item.

Item 15:Uno dei miei compiti è quello di supervisionare il lavoro svolto da altre persone: item inserito nella medesima sottoscala. Le risposte vanno da 1 a 5 e non tengono conto del peso numerico delle modalità (No; da 1 a 4 persone; da 5 a 10 persone; da 11 a 20 persone più di 20 persone).

Item 16: Faccio parte di un sindacato o associazione dei lavoratori: item inserito nella stessa sottoscala. Risposta dicotomica Si/No (5/1) [...]

[...]

Calcolo della Decision Latitude (DL)

Calcolo Decision Latitude

(@) /2 se Q12 o Q16 = 1; /1 se Q12 e Q16 = 1
(@@) missing value <recode to 0> se Q12= 1
(#) missing value <recode to 0> se Q16= 1
(##) entrambi in anni

[...]

Calcolo del Social Support (SS)

Più che rappresentare un’ulteriore dimensione nel modello Job-Control-Demand la scala del supporto sociale serve per “controllare” in fase di analisi dei risultati per questo elemento, cioè per stratificare i questionari in funzione di un alto o basso supporto sociale al lavoro.

Gli item Q50 per la sottoscala del Supervisor SS e Q55 e Q57 per quella del Coworker SS non sono calcolati nello scoring perché considerati domande-controllo. Infatti, hanno lo stesso costrutto logico degli item Q51 e Q56, Q58 rispettivamente, anche se le prime due con senso rovesciato.

Calcolo Social Support

[...]

Figura 2   Rapporto Domanda Controllo Supporto Sociale

[...] segue in allegato

Fonti:
D.Lgs. 81/2008 Testo Unico Salute e Sicurezza Lavoro
ISPESL 

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