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Le spese per i consumi delle famiglie - Anno 2025
Le spese per i consumi delle famiglie - Anno 2025 / Report ISTAT 2026
ID 27284 | 13 Ottobre 2026 / Allegato
Nel 2025 la spesa media mensile per consumi delle famiglie è pari, in valori correnti, a 2.782 euro e risulta stabile rispetto al 2024 (2.755 euro).
La spesa media mensile delle famiglie residenti nel Nord-est (la più alta rispetto alle altre ripartizioni) è del 39,3% superiore a quella delle famiglie del Sud (la più bassa).
La spesa media mensile per consumi delle famiglie composte soltanto da italiani supera di oltre un terzo (+37,8%) quella delle famiglie con stranieri.
Nel 2025 stabile la spesa media mensile familiare per consumi rispetto al 2024
Nel 2025 la stima della spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.782 euro in valori correnti, sostanzialmente invariata rispetto ai 2.755 euro del 2024 (+1,0%); nel 2025 la dinamica inflazionistica è stata moderata e pari a +1,6% se calcolata tramite l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA).
Poiché la distribuzione dei consumi è asimmetrica e più concentrata nei livelli medio-bassi, la maggioranza delle famiglie spende un importo inferiore al valore medio. Il valore mediano (il livello di spesa per consumi che divide il numero di famiglie in due parti uguali) è pertanto inferiore a quello medio e, nel 2025, risulta pari a 2.338 euro (2.240 euro nel 2024).
Rispetto al 2024, risultano in crescita le spese delle famiglie per l’acquisto di Prodotti alimentari e bevande analcoliche, che passano da 533 a 552 euro mensili (+3,6%) anche per effetto dell’aumento dei prezzi (+3,0% la variazione su base annua dell’IPCA, era stata +2,5% nel 2024); la quota di spesa totale destinata a questa divisione sale dal 19,3% al 19,8%. Nel dettaglio, crescono significativamente le spese destinate a caffè (+14,6%), acqua (+8,3%), pesce (+7,8%), oli e grassi (+6,7%), tè e infusi (+6,7%), carne (+5,4%), latte, altri prodotti lattiero-caseari e uova (+4,2%).
La spesa non alimentare risulta stabile rispetto all’anno precedente ed è pari in media a 2.230 euro mensili; rappresenta l’80,2% della spesa totale e varia tra i 2.533 euro nel Nord-est e i 1.652 nel Sud. La stabilità della spesa non alimentare rispetto al 2024 si conferma anche a livello di divisione. Le voci che pesano di più sul bilancio familiare continuano ad essere quelle relative ad Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (36,0%) e ai Trasporti (10,6%). A seguire, la spesa per Servizi di ristorazione e di alloggio (5,9%, come nel 2024) e quella per Beni e servizi per la cura della persona, servizi di protezione sociale e altri beni e servizi (4,7%).
Le famiglie del Nord-est spendono quasi il 40% in più di quelle del Sud
I livelli di spesa più elevati, superiori alla media nazionale, si registrano nel Nord-est (3.087 euro), nel Centro (3.052 euro) e nel Nord-ovest (2.974 euro), mentre sono più bassi e inferiori alla media nazionale nelle Isole (2.338 euro) e nel Sud (2.215 euro).
Nel 2025, le famiglie del Nord-est spendono in media 871 euro in più rispetto a quelle del Sud (il 39,3% in più) e 749 euro in più rispetto alle residenti nelle Isole (il 32,0% in più), mostrando un aumento del gap in confronto al 2024, quando la distanza dal Nord-est era pari al 37,9% per il Sud e al 30,6% per le Isole.
Rispetto al 2024, nel Centro (+5,9%) e nel Nord-est (+4,9%) aumenta significativamente la spesa per Prodotti alimentari e bevande analcoliche, mentre nel Sud quella per Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+3,6%).
Rispetto al Centro-Nord, la spesa delle famiglie residenti nel Sud e nelle Isole, che generalmente hanno minori disponibilità economiche, si concentra maggiormente su beni e servizi destinati al soddisfacimento dei bisogni primari, quali, ad esempio, i beni alimentari. La quota di spesa totale destinata a Prodotti alimentari e bevande analcoliche, che in media nazionale si attesta al 19,8%, nel Sud raggiunge il 25,4% (24,1% nelle Isole), mentre nel Nord-ovest si ferma al 17,7%. Al contrario, nel Nord sono più elevate le quote per le spese destinate a Servizi di ristorazione e di alloggio (6,9% nel Nord-ovest e 6,8% nel Nord-est contro il 5,9% osservato a livello Italia) e a Ricreazione, sport e cultura (4,3% nel Nord-est e 4,0% nel Nord-ovest, a fronte del 3,8% a livello nazionale).
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