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XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole 2017 - Cittadinanzattiva

ID 4696 | | Visite: 5755 | News generaliPermalink: https://www.certifico.com/id/4696

XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole 2017 -  Cittadinanzattiva

Comunicato Stampa 28 Settembre 2017

Una scuola su quattro ha una manutenzione inadeguata e solo il 3% è in ottimo stato. Un quarto circa di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni.

Sono questi alcuni dei principali risultati del XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva. Il Rapporto fa il punto sulla sicurezza, qualità ed accessibilità delle scuole italiane, attraverso i dati del monitoraggio civico condotto su 75 edifici scolastici di 10 Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e tramite la lettura di informazioni e fonti ufficiali.

A questi si aggiungono i dati ricavati, per la prima volta, tramite l’istanza di accesso civico inviata da Cittadinanzattiva in 2821 Comuni e Province, che, sulla base delle risposte pervenute, ci hanno permesso di censire 4401 edifici scolastici  di 18 Regioni. In tal modo abbiamo un quadro più aggiornato rispetto alla sicurezza strutturale e sismica e avere informazioni dettagliate rispetto alle certificazioni e agli investimenti degli Enti locali sulle indagini sui solai e la manutenzione ordinaria e straordinaria di questi istituti.

Per le scuole situate in zona sismica (oltre la metà), la situazione non è incoraggiante: solo un quarto ha l’agibilità statica, poco meno della metà il collaudo. In poco più di un quarto (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate).

“Molto è stato fatto dal 2015 ad oggi sull’edilizia scolastica da parte del Governo, ma non si può ancora parlare di un’inversione di tendenza”, afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva. “Occorre proseguire per almeno un decennio in questo titanico impegno, offrendo certezze a Comuni e Province circa la continuità nell’erogazione dei fondi. Molto occorre lavorare sulle amministrazioni pubbliche affinché rendano davvero accessibili e trasparenti dati di interesse pubblico come quello sulla sicurezza delle scuole; sui tanti (80%) che non hanno risposto è necessario fare un lavoro culturale e di formazione perché considerino i cittadini una risorsa e non un intralcio. Ringraziamo le Amministrazioni, soprattutto quelle dei comuni colpiti dal sisma, che hanno invece prontamente risposto al nostro accesso civico”.

Lo stato degli edifici monitorati da Cittadinanzattiva

Le 75 scuole monitorate appartengono a queste 10 Regioni: Valle d’Aosta, (6), Piemonte (1), Veneto (2), Lazio (2), Abruzzo (8), Campania (23), Basilicata (4), Calabria (11), Sicilia (11), Sardegna (7).

Un quarto circa di aule (26%), bagni (27%), palestre e corridoi (28%) presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni.

Una scuola su quattro (23%)  presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato e solo il 3% è in ottimo stato. L’87% dei RSPP (Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione) o dei Dirigenti ha chiesto interventi manutentivi all’ente proprietario, ma ben in un caso su cinque non è stato effettuato alcun intervento. Nel 14% è stato effettuato con molto ritardo, nel 43% con qualche ritardo e solo nel 22% dei casi tempestivamente.

Una scuola su quattro ha chiesto interventi di tipo strutturale che ben nel 74% non sono stati mai effettuati dall’Ente locale. Nel 21% dei casi, l’Ente è intervenuto con molto ritardo, nel 5% con qualche ritardo e in nessun caso tempestivamente.

Solo nello scorso anno scolastico, abbiamo avuto notizia tramite la stampa locale di 44 episodi di crolli, con 6 feriti tra gli studenti ed il personale, oltre che danni alle cose e alle strutture. In alcuni casi, eventi annunciati e prevedibili, in altri totalmente inaspettati, in altri ancora non prevedibili. Sommando quelli degli anni precedenti, arriviamo a 156 episodi di crolli negli ultimi quattro anni scolastici, con 24 feriti.

Aule in cattive condizioni; palestre assenti in più di una scuola su quattro. Un terzo dei cortili usati come parcheggio e quasi un quarto invaso da rifiuti o ingombri. Un bagno su due senza carta igienica.


Un terzo circa delle aule ha segni di fatiscenza, arredi non a norma ed è priva di tapparelle o persiane; una su quattro distacchi di intonaco e spigoli non protetti.

Non tutte le scuole sono dotate di palestre che mancano nel 28% delle scuole monitorate. Il  37% presenta muffe, infiltrazioni o altri segni di fatiscenza, più di una su quattro (28%) ha distacchi di intonaco. La pulizia scarseggia: polvere (29%), sporcizia (25%) e cattivi odori (21%) caratterizzano circa una palestra su quattro.

Le mense sembrano essere in condizioni migliori, sebbene nel 44% siano prive di porte antipanico e nel 37% presentino impianti elettrici obsoleti.

Il cortile è presente nell’88% delle scuole monitorate, ma quasi in un caso su tre (30%) è usato come parcheggio da personale e famiglie, e in un caso su quattro presenta ingombri o rifiuti (23%) o aree verdi degradate (24%).
Metà dei bagni (47%) è privo di carta igienica; nel 64% manca il sapone e nel 77% qualsiasi tipo di asciugamano. Pavimenti irregolari nel 22% dei servizi igienici, finestre e porte rotte rispettivamente nel 7% e nel 10%, segni di sporcizia nel 16% dei casi. Ancora una scuola su cinque (19%) risulta priva di bagni per disabili.

La sicurezza interna: impianti elettrici a norma in 1 aula su 4, porte anti panico assenti in 4 aule su 5.

Nel 18% delle scuole a più piani, non sono presenti scale di sicurezza. Non ci sono uscite di sicurezza sui corridoi nel 19% degli istituti. Altrettanto assenti le porte anti panico, non obbligatorie ma preziose soprattutto per gli ambienti comuni: mancano nell’82% dei bagni, nel 73% delle aule, nel 66% delle biblioteche, nel 44% delle mense e nel 27% delle palestre. Solo una scuola su tre presenta vetrate conformi a quanto prevede la legge.

Gli impianti elettrici sono completamente a norma in meno di un’aula su quattro e soltanto nel 15% delle palestre e nel 9% delle mense.
Prevenzione e segnaletica: ancora cancelli aperti in una scuola su due. Cartelli per il divieto di fumo assenti in una su dieci
Il 71% delle scuole ha un sistema di vigilanza all’ingresso, svolto per lo più da personale scolastico (81%), così come sono in aumento i sistemi di videosorveglianza (presenti in quasi una scuola su tre). Ancora persiste la cattiva abitudine di lasciare i cancelli aperti (45%) durante l’orario scolastico.

Le uscite di emergenza sono segnalate correttamente nel 90% degli edifici, anche se nell’8% sono state trovate chiuse o ingombre di materiali; il Piano di emergenza è presente nel 97% (i dati MIUR parlano del 71%), il Documento di valutazione dei rischi nel 91% (in linea con il 90% indicato dai dati MIUR).
Nell’11% delle scuole non è stato trovato alcun cartello che segnalasse il divieto di fumo.

Distributori automatici di junk food

Il 53% delle scuole è dotato di distributori automatici di bevande e Il 44% presenta anche distributori automatici di snack: merendine (81%), biscotti farciti (87%), barrette di cioccolata (87%), crackers (93%), patatine (90%), popcorn (24%). In nessuna scuola è stata rilevata la presenza di distributori con prodotti naturali, freschi e biologici.

La nostra indagine basata sull’accesso civico

A partire da febbraio 2017 è stato avviato da Cittadinanzattiva un monitoraggio finalizzato ad ottenere, tramite l’istanza di accesso civico, dati ed informazioni utili nell’ambito dell’edilizia scolastica. Le richieste sono state rivolte ai Sindaci di circa un terzo dei Comuni e a quasi tutti i Presidenti di Provincia. Le risposte delle pubbliche amministrazioni, nella maggioranza dei casi, denotano una grande difformità nell’attuazione della legge (FOIA). Spesso del tutto inappropriate o prive di fondamento normativo, ci troviamo anche difronte ad una difforme interpretazione ed applicazione della normativa, anche da parte di amministrazioni comunali di una stessa Provincia o Regione.
Su 2821 PEC inviate da Cittadinanzattiva a Comuni e Città Metropolitane di 18 Regioni, hanno risposto 527 amministrazioni, pari dunque al 19%. Questo ha permesso di censire 4401 edifici scolastici.

Sicurezza strutturale: solo un quarto delle scuole ha l’agibilità statica, poco meno della metà il collaudo.

Solo il 26% degli edifici censiti (3.362 sono quelli che hanno risposto alla domanda) con questa indagine è in possesso della certificazione di agibilità. Va però tenuto in conto che gli edifici costruiti prima del 1971 non avevano l’obbligo di dotarsi della stessa.

Più incoraggiante la situazione relativa al collaudo statico degli edifici scolastici (3.362 hanno risposto alla domanda) secondo cui il 45% ne è in possesso, il 18% ne è privo; nel 37% non è stata fornita la risposta. Piuttosto preoccupante la situazione del Lazio, dove, fra le scuole censite, solo l’8% ha l’agibilità e il 14% il collaudo statico. Non va meglio per Campania (rispettivamente 11% delle scuole con agibilità e 17% con collaudo) e Calabria (13% e 21%). Più virtuose il Piemonte (54% e 83%), il FVG (52% e 65%) e la Liguria (50% e 43%).

Sicurezza sismica: solo sul 27% delle scuole effettuate le verifiche di vulnerabilità sismica. Indietro Lazio, Campania e Calabria

Dal nostro campione risulta che, a livello nazionale, nel 27% delle scuole sono state effettuate le verifiche di vulnerabilità sismica. Umbria (59%), Abruzzo (51%), Molise (50%), e Liguria (49%) sono le regioni in cui sono state effettuate in numero maggiore; mentre fanalino di coda sono Sicilia (0), Campania (4%), Calabria ed Emilia Romagna (8%), Puglia (11%).

Il quadro complessivo evidenzia un grave ritardo da parte di Comuni e Province, visto che la verifica di vulnerabilità sismica è stata resa obbligatoria con una Ordinanza del 2003 e più volte prorogata fino al 31 marzo 2013. Questo tipo di verifica certamente è lunga e costosa e il Governo ha previsto un finanziamento specifico di 100 milioni di euro sufficienti a coprire, secondo un nostro approssimativo calcolo, circa 3.300 edifici scolastici di medie dimensioni.

Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il Lazio (3%) e la Campania, con il 6% di scuole migliorate sismicamente e il 4% adeguate.
 
Le nostre proposte

- Rivedere la normativa sulla sicurezza delle scuole (in particolare la legge 81/2008 e il DM 18/12/1975) affinché le norme sulla sicurezza siano adeguate al contesto scolastico.

- Fornire, da parte del MIUR, un supporto operativo a Città metropolitane e Province affinché provvedano, in tempi celeri, all’inserimento dei dati relativi al patrimonio edilizio scolastico in vista della nuova Anagrafe dell’edilizia scolastica, di cui chiediamo siano resi noti, tempi, modalità e costi di realizzazione.

- Costruire nuove scuole e riqualificare le esistenti, attraverso una progettazione condivisa anche con gli attori della scuola e del territorio.

- Avviare procedure di controllo ferree su imprese ed enti che realizzano interventi in ambito scolastico, garantendo ai cittadini l’accessibilità alle informazioni e alle documentazioni sui lavori.

- Definire le condizioni e i criteri con cui decidere la chiusura o riapertura delle scuole dopo un sisma.

- Implementare in tutti i Comuni i Piani comunali di emergenza e raccordarli con i Piani di emergenza delle scuole.

- Dotare i bagni degli studenti di prodotti igienici-sanitari ed eliminare dai distributori automatici i prodotti “junk food”.

Fonte: Cittadinanzattiva

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