Deliberazione n. 2 del 20 maggio 2026

Deliberazione n. 2 del 20 maggio 2026 / Nuovo codice EER Mozziconi di prodotti da fumo
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Deliberazione n. 2 del 20 maggio 2026
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ID 27363 | 24.10.2026 / In allegato
La presente relazione analizza l’impatto degli incendi sugli ecosistemi naturali nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 settembre 2026, fornendoil quadro della Stagione Incendi 2026 (SI2026) appena conclusa. La situazione completa degli incendi boschivi del 2026 verrà esaminato nei primi mesi del 2027.
- Il monitoraggio evidenzia un incremento significativo delle superfici percorse da incendio rispetto alla Stagione Incendi 2025 (SI2025). La superficie complessiva bruciata ammonta a 1 126,55 km2, con un aumento di oltre il 40% rispetto alla stagione incendi precedente. Considerando la serie storica 2018-2025, il 2026 risulta superato solo dai picchi registrati negli anni 2021 e 2023.
- Un dato di particolare rilievo ecologico riguarda l’incidenza degli incendi all’interno del sistema delle aree protette. In tale ambito si concentra nel 2026 il 30% della superficie totale percorsa da incendio a livello nazionale. Limitando l’analisi alle sole superfici forestali bruciate, la percentuale di superficie boschiva bruciata nelle aree protette aumenta a sfiorare il 40% della superficie boschiva percorsa da incendio a livello nazionale.
L'analisi condotta sull’intero territorio nazionale evidenzia che, nel corso della SI2026, sono stati percorsi da incendio 169,81 km2 di superficie boschiva, di cui:
-- 64,70 km2 appartenenti alle latifoglie decidue (querceti, faggete e boschi misti);
-- 58,13 km2 appartenenti allel atifoglie sempreverdi (principalmente rappresentata da leccete e macchia alta);
-- 36,08 km2 ad aghifoglie sempreverdi (boschi naturali e piantagioni di conifere);
-- 0,26 km2 a daghifoglie decidue (boschi di Larice);
-- i restanti 10,64 km2 rientrano in superfici boschive non classificate.
- A livello territoriale, si conferma la tendenza storica che vede il Meridione e le Isole maggiori come aree a più alto rischio. La Sicilia è la regione più colpita, in misura minore Calabria e Puglia. Se si considerano le aree forestali percorse da incendio, risultano interessate in modo significativo anche la regione Piemonte e la regione Abruzzo.
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Analisi stagione incendi in Europa
Ad oggi, i dati dell'European Forest Fire Information System (EFFIS) delineano un quadro ancora severo per gli effetti degli incendi boschivi in Europa. I maggiori scostamenti rispetto alle medie di lungo periodo si riscontrano in Spagna, Francia, Italia, Croazia e Belgio.
Analisi degli incendi boschivi in Italia
Dal 1° gennaio al 15 settembre 2026, sono stati registrati 2076 grandi incendi boschivi, per una superficie totale bruciata pari a più di 1200 km2, poco meno del territorio comunale di Roma Capitale. Il 2026 in Italia si rivela particolarmente critico, con valori di superficie complessiva bruciata tra i più alti degli ultimi anni.
Le stime evidenziano che le aree boschive percorse da incendio corrispondono a quasi 200 km2 (il 16% della superficie totale percorsa da incendi). Sono stati colpiti, in particolare, 78 km2 di boschi di querce e boschi misti, 65 km2 di macchia alta, boschi di leccio e sughera, 44 km² di foreste di conifere sempreverdi, 0.26 km² di lariceti e 11 km² di superfici arboree non classificate.
Al 15 settembre 2026 risultano grandi incendi boschivi in tutte le regioni italiane. La Sicilia è il contesto geografico più colpito, contribuendo al 55% delle aree totali bruciate a scala nazionale. Calabria e Puglia rappresentano entrambe un valore intorno al 10%. Per il nord Italia la regione più colpita risulta il Piemonte (4%) e per il centro l’Abruzzo (4%).
Anche per il 2026, la provincia di Agrigento risulta essere quella maggiormente colpita da incendi, con una superficie totale bruciata pari a 222 km² e una porzione forestale coinvolta di circa 15 km².
Particolarmente significativo è il dato relativo alle aree protette, dove si concentra oltre il 30% della superficie totale bruciata in Italia. All’interno di Parchi, Riserve naturali e Siti Natura 2000 ricade inoltre circa il 40% delle superfici forestali percorse dal fuoco a livello nazionale, evidenziando la forte esposizione di ecosistemi di elevato valore naturalistico.
Episodi rilevanti
- Nel territorio delle province di Agrigento e Palermo, il 20 luglio scorso un vasto incendio ha interessato 63 km², di cui circa 12 km² classificati come aree forestali. Le superfici forestali coinvolte sono costituite prevalentemente da boschi e boscaglie di specie arboree e arbustive sempreverdi e da boschi di conifere (in prevalenza piantagioni). L’area percorsa dal fuoco ricade prevalentemente all’interno di siti ad elevato valore naturalistico.
- Un episodio di particolare gravità, per il coinvolgimento di ecosistemi forestali di elevato pregio naturalistico nel settore prealpino, si è verificato il 4 agosto in Piemonte, nelle province di Biella e Vercelli. L’evento ha percorso circa 9 km² di superfici forestali, costituite prevalentemente da boschi misti di latifoglie decidue e conifere.
È quanto emerge dal sistema di monitoraggio degli impatti dei grandi incendi boschivi, sviluppato da ISPRA, che fornisce dati aggiornati e scientificamente validi a supporto delle amministrazioni centrali e regionali nella valutazione degli effetti del fenomeno degli incendi boschivi. Le analisi, basate su osservazioni satellitari ad alta risoluzione, garantiscono coerenza metodologica e rappresentatività statistica.
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Figura 1 - Distribuzione delle superfici complessive percorse da incendi per le regioni italiane (in km2) e localizzazione degli incendi. Periodo di riferimento dal 1° gennaio al 15 settembre 2026, fonte dati EFFIS elaborazione ISPRA – Centro Operativo Sorveglianza Ambientale.
Figura 2 -Istogramma delle superfici complessive (in arancione) e forestali (in verde) percorse annualmente da incendi in Italia nel periodo 2018-2026. La linea blu tratteggiata rappresenta il valore medio calcolato nel periodo 2018-2025, in rosso è evidenziato il valore per l’anno 2026 (dato parziale aggiornato al 15 settembre). Fonte dati EFFIS elaborazione ISPRA – Centro Operativo Sorveglianza Ambientale.
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Fonte: ISPRA
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