~ 2000 / 2026 ~
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ID 25893 | 31.03.2026
Uno studio riguardante l’efficacia e l’efficienza della governance del processo di conoscenza, pianificazione, progettazione, attuazione, monitoraggio e rendicontazione degli interventi finalizzati alla prevenzione dei rischi per le infrastrutture di trasporto, dovuti al dissesto idrogeologico.
1. Obiettivi del Libro bianco
Il dissesto idrogeologico rappresenta una delle principali problematiche ambientali e sociali dell’Italia contemporanea. L’Italia, a causa della sua complessa conformazione geografica, geologica e climatica, è particolarmente vulnerabile a tali eventi. Circa il 94% dei comuni italiani è classificato come a rischio idrogeologico, e milioni di cittadini vivono in aree considerate esposte a pericolo elevato o molto elevato.
La funzionalità delle reti infrastrutturali e la continuità del servizio di trasporto sono, non di rado, minacciate o compromesse a causa di fenomeni riconducibili al dissesto idrogeologico. Per tale motivo i rischi di questa natura devono essere attentamente valutati e gestiti dai gestori delle infrastrutture.
Le cause del dissesto sono molteplici e interconnesse.
Da un lato vi sono fattori naturali, come la presenza di rilievi montuosi, terreni fragili, precipitazioni intense e irregolari, che rendono il territorio intrinsecamente soggetto a frane e smottamenti.
Dall’altro lato, le attività antropiche, come la cementificazione incontrollata, la deforestazione, l’abbandono delle aree agricole montane e collinari e l’urbanizzazione in aree a rischio, ma anche l’incuria e la non adeguata attività di manutenzione e prevenzione, hanno amplificato le criticità esistenti.
Infine, si deve tenere in considerazione anche il mutamento dei fenomeni climatici che interessano il nostro paese con eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi; negli ultimi decenni sono sempre più comuni estati aride, alternate a eventi piovosi di grande intensità, concentrati in lassi temporali molto ridotti che mettono a dura prova i sistemi di drenaggio e la stabilità dei versanti.
In tale contesto si inserisce l’attività di promozione e controllo della sicurezza delle infrastrutture operata dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali. Il quadro delle evidenze osservazionali deducibile dalle ispezioni condotte dell’Agenzia mostra una sensibile vulnerabilità ed esposizione del sistema infrastrutturale.
Per tale motivo, nell’ambito delle attività di promozione della sicurezza, ANSFISA ha deciso di investire delle risorse interne per approfondire il tema dell’impatto del dissesto idrogeologico sulle infrastrutture di trasporto e promuovere iniziative e sinergie per migliorare la gestione del rischio, anche sulla base di esperienze positive rinvenibili sul territorio.
L’esito di questo studio ha portato alla redazione di un libro bianco che, oltre a presentare un’analisi approfondita della problematica, con specifico riferimento al settore infrastrutturale, vuole anche portare alcune possibili soluzioni avviando un dibattito e un processo di cambiamento nella gestione del dissesto idrogeologico.
ANSFISA Nov. 2025
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