Decreto 17 novembre 2021

Decreto 17 novembre 2021
Criteri e modalita' per il riconoscimento di un contributo economico volto ad incentivare l'adozione dei sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti conferiti dalle utenze dome...
ID 25711 | 10.03.2026 / In allegato
Relazione speciale 10/2026: Comunità energetiche - Un potenziale ancora da sfruttare
GU C/2026/1373 del 10.3.2026
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I cittadini potrebbero produrre metà dell’energia da fonti rinnovabili necessaria per raggiungere l’obiettivo dell’UE della neutralità climatica. Le comunità energetiche sono soggetti giuridici attraverso i quali i cittadini, le piccole imprese e le autorità locali possono produrre, gestire, condividere e consumare la propria energia. Le comunità possono contribuire alla transizione energetica e ad aumentare l’accessibilità economica e il coinvolgimento dei cittadini. L’UE ha raggiunto solo il 27 % del suo obiettivo di avere almeno una comunità energetica in ogni comune con più di 10 000 abitanti entro il 2025.
Questo obiettivo è scarsamente pertinente e carente in termini di sostegno e monitoraggio. Le definizioni fornite dall’UE sono poco chiare per quanto riguarda la partecipazione delle associazioni di proprietari di appartamenti. Inoltre, le amministrazioni nazionali non hanno creato le condizioni necessarie per sostenere le comunità energetiche, come incentivi per lo stoccaggio di energia per alleggerire le connessioni alla rete. La Corte raccomanda di ovviare a queste carenze.
Le energie rinnovabili svolgono un ruolo fondamentale nella strategia a lungo termine dell’UE per conseguire la neutralità energetica entro il 2050 e realizzare la transizione energetica dell’Unione. L’UE ha stabilito l’obiettivo per la quota di energie rinnovabili di almeno il 42,5 % entro il 2030 (rispetto al 25,4 % nel 2024).
La Commissione ha stimato che, entro il 2050, metà dei cittadini dell’UE potrebbe produrre fino al 50 % delle energie rinnovabili dell’UE.
Le comunità energetiche sono soggetti giuridici attraverso i quali i cittadini, le piccole imprese e le autorità locali possono produrre, gestire, condividere e consumare la propria energia. La Commissione ha introdotto le definizioni giuridiche dell’UE per le comunità energetiche nella direttiva (UE) 2018/2001 sull’uso dell’energia da fonti rinnovabili (Renewable Energy Directive – RED II) e nella direttiva (UE) 2019/944 relativa al mercato interno dell’energia elettrica (Internal Market for Electricity Directive - IMED). Nella strategia dell’UE per l’energia solare la Commissione ha fissato un obiettivo politico (denominato, nella presente relazione, “obiettivo dell’UE”). L’UE e gli Stati membri collaboreranno per creare almeno una comunità energetica basata su fonti rinnovabili in ogni comune con più di 10 000 abitanti entro il 2025.
Nella valutazione d’impatto della RED II del 2016, la Commissione affermava che nell’UE, entro il 2030, le comunità energetiche sarebbero potute arrivare a detenere più di 50 GW di energia eolica e più di 50 GW di energia solare, pari rispettivamente al 17 % e al 21 % della capacità installata.
[...] Segue in allegato
Fonte: CURIA
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