EMAS nel settore della carta

EMAS nel settore della carta / ISPRA 2026
ID 26084 | 24.04.2026 / Allegato
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ID 25415 | 28.01.2026 / In alllegato Comunicato stampa
Da Niscemi al quadro nazionale delle frane: il contributo di ISPRA tra dati e mappe
Con un fronte lungo 4 chilometri e un abbassamento del terreno di decine di metri lungo la corona, la frana di scivolamento che ha colpito Niscemi in Sicilia lo scorso 25 gennaio, sta interessando il centro abitato in prossimità del quartiere Sante Croci e la strada provinciale SP10. L’abitato di Niscemi sorge su un pianoro delimitato, in prossimità e a margine dell’abitato, da una scarpata. I terreni affioranti sono costituiti da sabbie con livelli di arenaria, poggianti su argille.
La zona di Sante Croci è già stata colpita il 12 ottobre 1997 da una frana di vaste proporzioni. Il comune di Niscemi è storicamente interessato da dissesti franosi, così come riportato dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), che contiene ad oggi oltre 684.000 frane sul territorio nazionale. I geologi della Regione Siciliana - Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia - sono impegnati nei sopralluoghi per procedere alla mappatura della frana di Niscemi, per l’aggiornamento dell’Inventario IFFI e del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).
L’ISPRA, in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome, censisce quotidianamente i principali eventi di frana e danni a edifici, beni culturali, infrastrutture primarie di comunicazione, tessuto economico e produttivo, per pubblicarli sulla piattaforma nazionale IdroGEO.
IdroGEO è uno strumento facile da usare anche con uno smartphone, sviluppato dall’Istituto con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento delle comunità e una maggiore consapevolezza sui rischi che interessano il proprio territorio. Con “Verifica pericolosità” l’utente può cercare un indirizzo, oppure geolocalizzarsi in mappa e identificare il livello di pericolosità per frane e alluvioni in un intorno di 500 metri dal punto di interesse (abitazione, attività economica o produttiva).
L'ISPRA, nell’ambito dei compiti istituzionali di raccolta, elaborazione e diffusione di dati e mappe sul dissesto idrogeologico riferiti all’intero territorio nazionale, pubblica, con cadenza triennale il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia che costituisce il quadro di riferimento ufficiale sulla pericolosità e sul rischio idrogeologico per il nostro paese. Come evidenziato dall’ultimo rapporto, presentato lo scorso luglio, il 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera, il 19,2% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni, 1 milione e 280mila abitanti vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata; 6 milioni e 800mila sono esposti a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media con tempi di ritorno compresi tra 100 e 200 anni.
Tutti i dati sono a disposizione del Paese per la prevenzione e mitigazione del rischio.
Nell’ambito dell’innovazione tecnologica, l’Istituto promuove la sperimentazione di tecnologie innovative per il monitoraggio delle frane, come il fotomonitoraggio basato sull’impiego di sensori fotografici capaci di documentare nel tempo i cambiamenti del territorio, e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per la raccolta, analisi, archiviazione delle notizie sulle frane e per migliorare l'accessibilità e l'usabilità delle informazioni ai cittadini sulla piattaforma IdroGEO mediante l’implementazione di un assistente virtuale che dialoga con l'utente, fornendo informazioni e rispondendo a domande sul dissesto idrogeologico.
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Fonte: ISPRA
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