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ID 25627 | 25.02.2026 / In allegato
MIT, 23 febbraio 2026 – Acquisito il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sono state pubblicate sul sito del MIT le “Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti”, elaborate con il supporto di un Comitato scientifico composto da esperti in materia di metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni.
Le Linee Guida segnano un passaggio decisivo per rendere pienamente operativa la digitalizzazione dei lavori pubblici, offrendo alle stazioni appaltanti indicazioni chiare e proporzionate per l’attuazione del nuovo Codice.
Rafforzano governance, trasparenza e qualità dell’investimento pubblico, promuovendo l’utilizzo della tecnologia BIM per ridurre le varianti in corso d’opera e garantire maggiore certezza nei tempi di realizzazione.
La pubblicazione delle Linee Guida è inoltre funzionale al raggiungimento della milestone PNRR M1C1-97 ter.
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Le presenti Linee Guida si prefiggono di rappresentare e chiarire i vari aspetti della gestione informativa digitale, per come prevista dal Codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (da ora anche “Codice”), rivolgendosi in primis alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti per consentire un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche, assicurare la qualità delle opere e la massima tempestività nell’esecuzione dei contratti pubblici, in attuazione del principio del risultato di cui all’art. 1 del Codice.
Nei paragrafi che seguono, oltre agli aspetti applicativi ed interpretativi, saranno anche fornite indicazioni operative per consentire alle amministrazioni di organizzare gli aspetti tecnici e professionali e gestionali necessari per essere in linea con il nuovo quadro normativo e di comprenderne i benefici e le opportunità di efficienza che ne derivano.
Il processo di digitalizzazione del settore dei contratti pubblici sta vivendo una profonda accelerazione, culminata nell’obbligo – operativo dal 1° gennaio 2025 – per le stazioni appaltanti e per gli enti concedenti di adottare i “metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni” per la progettazione e realizzazione di opere pubbliche di costo presunto dei lavori superiore a 2 milioni di euro, con significative estensioni anche ai beni culturali.
Tale obbligo configura un vero mutamento di paradigma, incidendo non solo sulle modalità tecniche di progettazione, ma anche, e soprattutto, sugli assetti organizzativi, sui procedimenti amministrativi e sui sistemi di gestione del ciclo di vita dell’opera
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