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Vademecum terre e rocce da scavo

Vademecum terre e rocce da scavo
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Vademecum
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  • Vademecum terre e rocce da scavo

    Documento illustrato allegato, sulla disciplina delle "Terre e rocce da scavo", in accordo con il D.Lgs. n. 152/2006 (TUA) e il D.P.R. 120/2017.

    Sommario
    Premessa 
    1. Campo di applicazione e definizioni 
    2. Possibili regimi applicabili 
    2.1 Gestione come Rifiuto 
    2.2 Riutilizzo in sito oppure presso sito esterno (sottoprodotto) 
    2.2.1 Esclusione dalla disciplina sui rifiuti: Utilizzo in sito 
    2.2.2 Gestione come sottoprodotto 
    2.2.2.1 Requisiti sottoprodotto 
    2.2.2.2 Normale pratica industriale 
    2.3. Terre e rocce da scavo prodotte in un sito oggetto di bonifica 
    3. Deposito intermedio 
    4. Criteri per la gestione delle Terre Rocce da scavo come sottoprodotto 
    5. Piano di Utilizzo 
    6. Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo 
    7. Trasporto 
    Fonti

    ....

    Inquadramento normativo

    - Parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006 e 
    D.P.R. n. 120/2017, entrato in vigore il 22/08/2017, che definisce le modalità di gestione delle terre e rocce da scavo provenienti da piccoli o grandi cantieri e le relative procedure di campionamento e caratterizzazione ai fini del riutilizzo.

    Il D.P.R. 120/2017 disciplina:

    - la gestione delle TRS qualificate come sottoprodotti, ai sensi dell’articolo 184 -bis, del D.Lgs. n. 152/2006, provenienti da cantieri di piccole dimensioni, di grandi dimensioni e di grandi dimensioni non assoggettati a VIA o a AIA, compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture;
    - il riutilizzo di TRS nello stesso sito di produzione, e quindi la loro esclusione sia dalla disciplina dei rifiuti che da quella dei sottoprodotti ai sensi dell’articolo 185 del D.Lgs. n. 152/2006, che recepisce l’articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti;
    - TRS nei siti di bonifica;
    - il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti.

    Figura 1

    L’art. 2, comma 1, lettera c) del D.P.R. n. 120/2017 definisce come “terre e rocce da scavo” il suolo escavato derivante da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera, tra le quali:

     Figura 3

    Le terre e rocce da scavo possono contenere anche i seguenti materiali: calcestruzzo, bentonite, polivinilcloruro (PVC), vetroresina, miscele cementizie e additivi per scavo meccanizzato, purché le terre e rocce contenenti tali materiali non presentino concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti di cui alle colonne A e B, Tabella 1, Allegato 5, al Titolo V, della parte IV, del D.Lgs. n. 152/2006 per la specifica destinazione d’uso.

    Risulta opportuno ricordare che, ai sensi dell’art. 3 del Dpr, sono esplicitamente esclusi dall’ambito di applicazione i rifiuti provenienti direttamente dall’esecuzione di interventi di demolizione di edifici o di altri manufatti preesistenti, che devono essere gestiti come rifiuti.

    Nei casi in cui le terre e rocce da scavo contengano materiali di riporto, la componente di materiali di origine antropica frammisti ai materiali di origine naturale non può superare la quantità massima del 20% in peso, da quantificarsi secondo la metodologia di cui all’allegato 10.
    Oltre al rispetto dei requisiti di qualità ambientale di cui al comma 2, lettera d), le matrici materiali di riporto sono sottoposte al test di cessione, effettuato secondo le metodiche di cui al decreto del Ministro dell’ambiente del 5 febbraio 1998, recante “Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero”, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998 e successive modificazioni, per i parametri pertinenti, ad esclusione del parametro amianto, al fine di accertare il rispetto delle concentrazioni soglia di contaminazione delle acque sotterranee, di cui alla Tabella 2, Allegato 5, al Titolo 5, della Parte IV, del D.Lgs. n. 152/2006, o, comunque, dei valori di fondo naturale stabiliti per il sito e approvati dagli enti di controllo.

    ...

    Possibili regimi applicabili

    1) Gestione come RIFIUTO;
    2) Riutilizzo in sito oppure presso sito esterno (sottoprodotto).

    ...

    1) Gestione come Rifiuto

    Nel caso di non sussistenza delle condizioni per la gestione come sottoprodotto o per l'esclusione dalla disciplina sui rifiuti, le terre e rocce da scavo sono sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti di cui alla Parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006. Per il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate con i codici CER 170504 o 170503* valgono le disposizioni del Titolo III del D.P.R. n. 120/2017.

    Figura 5

    - le terre e rocce da scavo sono soggette a tutti gli obblighi previsti per i rifiuti e possono pertanto essere gestite presso impianti autorizzati in procedura “ordinaria” o “semplificata” (artt. 208 e 216 del D.lgs 152/2006)

    - i rifiuti da costruzione e demolizione non possono mai essere riutilizzati all’interno del cantiere (ad esclusione del suolo escavato e riutilizzato in sito ai sensi dell’art. 185 del D.Lgs. n. 152/2006).

    [...]

    Riutilizzo in sito oppure presso sito esterno (sottoprodotto)

    Figura 7

     [...]

    Gestione come sottoprodotto

    E’ sottoprodotto il materiale da scavo che risponde ai requisiti dell’art. 4 comma 2 e comma 3 del D.P.R. n. 120/2017.

    Requisiti sottoprodotto

    Le terre e rocce da scavo per essere qualificate come sottoprodotti devono rispondere ai seguenti requisiti:

    a) sono generate durante la realizzazione di un’opera, di cui costituiscono parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale materiale;

    b) il loro utilizzo è conforme alle disposizioni del PU o della dichiarazione di cui art. 21 e si realizza:

    1) nel corso dell’esecuzione della stessa opera, nel quale è stato generato, o di un’opera diversa, per la realizzazione di reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, miglioramenti fondiari o viari, recuperi ambientali oppure altre forme di ripristini e miglioramenti ambientali;

    2) in processi produttivi in sostituzione di materiali da cava;

    c) sono idonee ad essere utilizzate direttamente, ossia senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale (Allegato 3);

    d) soddisfano i requisiti di qualità ambientale espressamente previsti dal Capo II o dal Capo II o dal Capo IV per le modalità di utilizzo specifico di cui alla lettera b).

    Figura 8

    Criteri per la gestione delle Terre Rocce da scavo come sottoprodotto 

    Figura 9

    Il D.P.R. n. 120/2017 individua tre possibili scenari di utilizzo come sottoprodotto.

    Per tutti gli scenari, i requisiti per la qualifica come sottoprodotto (art. 4 del D.P.R. n. 120/2017) sono attestati dal proponente previa esecuzione di una caratterizzazione ambientale delle terre e rocce da scavo.

    Pertanto, è necessario che il proponente disponga di una certificazione analitica che attesti il non superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) definite in riferimento alla specifica destinazione urbanistica del sito di produzione e destinazione o dei valori di fondo naturale.

    I requisiti come sottoprodotto sono attestati dal proponente nel Piano di utilizzo (PdU).

    Nel PdU devono essere riportate, tra le altre informazioni, anche i risultati della caratterizzazione ambientale eseguita. Il PdU non richiede esplicita autorizzazione, ma contiene la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. 445/2000.

    I requisiti come sottoprodotto sono autocertificati dal proponente nella Dichiarazione di Utilizzo (DU).

    La DU, trattandosi di autocertificazione, non deve necessariamente includere la certificazione analitica, ma quest'ultima deve essere resa disponibile all'Autorità Competente e/o all'ARPA, qualora richiesta.

    L'utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto in conformità al PdU o alla DU è attestato mediante la Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo (DAU) ai sensi dell'art. 7 del D.P.R. n. 120/2017.

    Il trasporto delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti fuori dal sito di produzione è accompagnato dal documento di trasporto di cui all'allegato 7 del D.P.R. n. 120/2017.

    [...]

    Trasporto

    Per le terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti il trasporto fuori dal sito di produzione è accompagnato dalla documentazione indicata nell’ allegato 7. Tale documentazione equivale, ai fini della responsabilità di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, alla copia del contratto in forma scritta di cui all’articolo 6 del medesimo decreto legislativo.

    2. La documentazione di cui al comma 1 è predisposta in triplice copia, una per il proponente o per il produttore, una per il trasportatore e una per il destinatario, anche se del sito intermedio, ed è conservata dai predetti soggetti per tre anni e resa disponibile, in qualunque momento, all’autorità di controllo. Qualora il proponente e l’esecutore sono soggetti diversi, una quarta copia della documentazione deve essere conservata dall’esecutore.

    Documento di trasporto
    L’art. 6 presenta il documento di trasporto indicato nell’Allegato 7, pensato per il trasporto dal sito di produzione al sito di destinazione o al sito di deposito intermedio. Non è previsto un analogo modulo per il trasporto dal sito di deposito intermedio al sito di destinazione. Essendo evidentemente necessario disporre di un documento di trasporto anche in uscita dal deposito intermedio verso il sito di destinazione, si ritiene possibile utilizzare il documento riportato in Allegato 7 modificando opportunamente la Sezione A.
    Si ritiene che vada compilato un documento di trasporto per ogni viaggio. Cioè si interpreta che laddove l’allegato recita “automezzo” si intenda “viaggio”.
    Il Dpr 120/2017 stabilisce all’art. 6 che il trasporto delle terre e rocce da scavo, qualificate come sottoprodotto, al di fuori dal sito di produzione verso il sito di destinazione o di deposito intermedio deve essere accompagnato dal documento di trasporto, di cui al modello riportato in allegato 7. Questo documento equivale, ai fini della responsabilità di cui al D.lgs 286/2005, alla copia del contratto in forma scritta di cui al medesimo Decreto legislativo.
    Modalità di compilazione
    Il D.P.R. n. 120/2017 prevede che il modello di trasporto venga compilato in triplice copia: una per il proponente/produttore, una per il trasportatore, una per il destinatario, anche se del sito intermedio.
    Il modulo deve essere compilato per ogni automezzo che trasporta terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotto da un sito di produzione verso un sito di destino e di deposito intermedio previsti dal Piano di Utilizzo o dalla Dichiarazione di cui all’art. 21 del D.P.R. n. 120/2017.
    Sarebbe opportuno compilare il documento di trasporto in corrispondenza di ogni viaggio effettuato da ciascun automezzo, specificando il numero progressivo di viaggi eseguiti da quell’automezzo nel corso di quella giornata per il trasporto dal cantiere di scavo al cantiere di destinazione/processo produttivo/sito di deposito intermedio.
    Questa indicazione andrà riportata nella sezione D - “Condizioni di Trasporto” del Documento di trasporto, in corrispondenza del campo “Numero di viaggi”.
    La modalità di compilazione del documento di trasporto nel caso in cui sia previsto anche un deposito intermedio del materiale scavato, in modo da tener traccia di questa situazione nel documento di trasporto, si potrà articolare come segue:
    - nella prima fase di trasporto del materiale scavato, dal sito di produzione al sito di deposito intermedio, il documento di trasporto andrà compilato specificando nella sezione B – “Anagrafica del sito di destinazione o del sito di deposito intermedio” che si tratta di un deposito intermedio e riportandone i relativi riferimenti anagrafici. Nella sezione D – “Condizioni di Trasporto” andranno specificate nei due campi “data e ora di carico” e “data e ora di arrivo” del modello, rispettivamente la data e l’ora di carico dal sito di produzione e la data e l’ora di arrivo al sito di deposito intermedio. In questo caso la firma da apporre in calce al modello sarà quella della figura del responsabile del sito di deposito intermedio (oltre a quella dell’esecutore/produttore).
    - nella successiva fase di trasporto del materiale scavato, dal sito di deposito intermedio al sito di destino finale, il documento di trasporto verrà compilato specificando nella sezione B – “Anagrafica del sito di destinazione o del sito di deposito intermedio” i riferimenti del sito di destino finale e nella sezione D – “Condizioni di Trasporto” la data e l’ora di carico dal sito di deposito intermedio e la data e l’ora di arrivo al sito di destinazione finale. Da rilevare che nella sezione A – “Anagrafica del sito di produzione”, andranno in ogni caso riportati i riferimenti del sito iniziale da cui sono prodotti i materiali scavati e gestiti come sottoprodotti.

    ________

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  • Vademecum terre e rocce da scavo

    Fonti
    D.P.R. n. 120/2017
    TUA | Testo Unico Ambiente
    SNPA Delibera 20/2017 - Linee guida valori di fondo suoli e acque

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