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Regolamento Disciplina semplificata terre e rocce da scavo

Regolamento Disciplina semplificata terre e rocce da scavo

Regolamento Disciplina semplificata terre e rocce da scavo / Parere favorevole CdS 20.04.2026

ID 23668 | Update 22.04.2026 / In allegato Regolamento notificato CE 21.03.2025 e Parere Cds

Regolamento recante disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 48 del Decreto-Legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 aprile 2023, n. 41.

Il parere n. 710 del 20 aprile 2026 del Consiglio di Stato si inserisce nell’ambito del procedimento di adozione di un regolamento del Ministero dell’Ambiente volto a disciplinare in maniera più semplice e chiara la gestione delle terre e rocce da scavo. Si tratta di materiali che derivano dalle attività di cantiere e che, a seconda dei casi, possono essere qualificati come rifiuti oppure come sottoprodotti riutilizzabili.

Nel suo parere, il Consiglio di Stato esprime una valutazione complessivamente favorevole sullo schema di regolamento, rilevando come il testo sottoposto alla sua attenzione sia stato significativamente rivisto rispetto a una versione precedente. In particolare, il nuovo schema tiene conto delle osservazioni critiche che erano state formulate in un precedente parere interlocutorio, superando le principali problematiche segnalate, soprattutto sotto il profilo della chiarezza normativa e della coerenza con la disciplina europea e nazionale in materia ambientale.

Il Consiglio evidenzia quindi che il regolamento, nella sua formulazione aggiornata, appare idoneo a perseguire l’obiettivo di semplificazione perseguito dal legislatore, offrendo un quadro più lineare per individuare quando le terre e rocce da scavo possano essere escluse dal regime dei rifiuti e possano invece essere riutilizzate. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le imprese e per gli operatori del settore edilizio, in quanto consente di ridurre gli oneri amministrativi e di favorire pratiche di economia circolare.

Va ricordato che il parere del Consiglio di Stato, pur essendo obbligatorio nell’ambito di questo tipo di procedimenti, non ha natura vincolante. Ciò significa che il Governo è tenuto a richiederlo, ma non è giuridicamente obbligato a conformarsi alle sue indicazioni. Tuttavia, un parere favorevole, come in questo caso, rappresenta un passaggio fondamentale verso l’adozione definitiva del regolamento, perché attesta la sostanziale correttezza giuridica del testo e la sua compatibilità con l’ordinamento vigente.

__________

21.03.2026

Regolamento recante disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 48 del Decreto-Legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 aprile 2023, n. 41.

Numero di notifica CE: 2025/0161/IT (Italy)
Data di ricezione: 21/03/2025
Termine dello status quo: 24/06/2025

Il progetto prevede l’abrogazione della norma attualmente vigente in materia, costituita dal decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120, e introduce una disciplina semplificata per:

a) la gestione delle terre e delle rocce da scavo qualificate come sottoprodotti,
b) l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e delle rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;
c) la disciplina del deposito temporaneo delle terre e delle rocce da scavo qualificate come rifiuti;
d) la gestione delle terre e delle rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica;
e) disposizioni di semplificazione per i cantieri di micro-dimensioni, per i quali è attesa una produzione di terre e rocce non superiore a 1.000 metri cubi;
f) le disposizioni transitorie e finali.

Lo schema di decreto si compone di 34 articoli organizzati in sei titoli e di 12 allegati.

Lo scopo dell’intervento normativo è di rendere più agevole la realizzazione degli interventi che comportano la gestione delle terre e rocce da scavo per rispondere, innanzitutto, alla necessità di assicurare il rispetto delle tempistiche di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la realizzazione degli impianti, delle opere e delle infrastrutture ivi previste, nonché per la realizzazione degli impianti necessari a garantire la sicurezza energetica.

L’intervento intende anche contribuire alla promozione dell’adeguamento della rete infrastrutturale idrica ai nuovi bisogni connessi al fenomeno della siccità.

Lo schema di regolamento è stato inoltre predisposto secondo i principi e le disposizioni della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, assicurando adeguati livelli di tutela ambientale e sanitaria e garantendo controlli efficaci.

...

Fonte: CE

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