
Linee guida Ponti stradali provvisori e smontabili in acciaio / CSLP 19.12.2025
ID 25382 | 21.01.2026 / In allegato
Linee guida sulla sicurezza, qualificazione, progettazione, realizzazione di ponti provvisori smontabili e/o riutilizzabili e degli elementi strutturali che li costituiscono.
L’Assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici nell’adunanza del 19 dicembre 2025 con voto n. 65 ha espresso parere favorevole in merito al testo delle “Linee guida sulla sicurezza, qualificazione, progettazione, realizzazione di ponti provvisori smontabili e/o riutilizzabili e degli elementi strutturali che li costituiscono”.
Come indicato nel Capitolo 1 (Campo di applicazione), dette Linea guida costituiscono riferimento di comprovata validità ai sensi del capitolo 12 “Riferimenti tecnici” delle Norme tecniche per le costruzioni di cui DM 17 gennaio 2018.
La presente Linea Guida, non in contrasto con le Norme tecniche per le costruzioni vigenti, costituisce riferimento di comprovata validità ai sensi del capitolo 12 “Riferimenti tecnici” di queste ultime e si applica alle strutture metalliche di ponti stradali smontabili e riutilizzabili di tipo modulare. Si tratta generalmente di ponti logistici (tra cui i cosiddetti “Bailey”) sviluppati in ambito militare, per traffico militare e civile, realizzati con elementi componibili in acciaio e diffusamente utilizzati per il celere ripristino delle interruzioni stradali.
Un esempio classico di ponti smontabili a struttura metallica è rappresentato dai cosiddetti ponti Bailey, ponti originariamente sviluppati per uso militare nella Seconda guerra mondiale, ma dopo la guerra frequentemente usati anche per applicazioni civili. Ancora oggi si possono trovare vecchi ponti Bailey in tutto il mondo. Il successo di tale tipologia di ponte era dovuto alla semplicità di fabbricazione e di assemblaggio dei suoi componenti modulari (pannelli, traverse, longarine e impalcato di legno) che permetteva agli ingegneri militari di costruire ponti di diversa lunghezza e di portate adeguate alle necessità del tempo. Un'altra caratteristica del ponte Bailey era la sua capacità di essere varato a spinta utilizzando un cosiddetto "avambecco di varo". Il ponte era posto su rulli e semplicemente spinto, usando manodopera o un camion o un veicolo cingolato. Una volta in posizione, i rulli venivano rimossi (con l'aiuto di martinetti) e il ponte veniva ultimato con il montaggio dell'impalcato.
Per le altre componenti strutturali diverse dall’impalcato, si farà riferimento a quanto riportato al § 4 della presente linea guida ai fini delle valutazioni necessarie e obbligatorie relative agli aspetti strutturali, geologici, geotecnici ed idraulici.
L’impiego di questa tipologia di ponte, oltre al campo militare, si configura nei seguenti casi:
- situazioni di emergenza e soccorso urgente alle popolazioni colpite da calamità;
- impiego ordinario limitato nel tempo a favore di Regioni, Enti locali, Pubbliche Amministrazioni o altri Soggetti Gestori;
Tuttavia, ai sensi del §2.4.1 delle NTC, il sistema costituito dal complesso di materiali ed accessori di tipo modulare, smontabili e riutilizzabili, che costituiscono l’impalcato del ponte, non è da considerarsi temporaneo.
Le presenti Linee Guida non si applicano nel caso di:
1) impiego in «operazioni militari» degli elementi da ponte in questione, non facendo parte, quest’ultimo, del campo di applicazione del D.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico sulle Costruzioni) e, quindi, delle NTC18, per il quale dovranno essere applicate le specifiche norme e i regolamenti tecnico-militari di settore.
2) impiego in situazioni di emergenza di rilievo nazionale formalmente dichiarate e nei limiti connessi alle suddette dichiarazioni di emergenza e alle conseguenti ordinanze di Protezione Civile, così come stabiliti dalla legislazione di settore applicabile.
Non si applicano, altresì, ai ponti stradali smontabili e riutilizzabili di tipo modulare, già in opera alla data di entrata in vigore delle presenti Linee Guida, che dovranno essere trattati con i dettami delle “Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti”.
Le presenti Linee Guida si applicano, nel caso di impieghi su strade aperte all’uso pubblico, nei seguenti casi:
1) nel caso di situazioni che, sebbene nate in un contesto di emergenza di rilievo nazionale formalmente dichiarato, si prolungano oltre la durata dello stesso stato emergenziale.
2) nel caso di «concorso a favore di altre Amministrazioni dello Stato», per la realizzazione di opere destinate all’ordinario assolvimento dei bisogni della collettività.
In questi due casi, i periodi di esercizio non possono eccedere i 5 anni dall’installazione.
Nel caso in cui, motivandone le ragioni, occorra mantenere in funzione la struttura oltre tale limite temporale, ciò è consentito purché, previa ispezione, sia progettato e installato un sistema di monitoraggio, o siano pianificate azioni di monitoraggio che consentano di controllare l’evoluzione dello stato di conservazione della struttura e dei danni o difetti rilevati durante l’ispezione precedentemente richiamata. Il sistema di monitoraggio deve essere attivato almeno 6 mesi prima della scadenza dei 5 anni. L’estensione si interrompe, comunque, nel caso in cui il monitoraggio dia evidenza di evoluzione non gestibile dei fenomeni posti sotto controllo. L’estensione dell’uso può comunque essere effettuata una sola volta, per un periodo non superiore ad ulteriori 5 anni.
Le presenti Linee Guida non forniscono i criteri di individuazione e le modalità di attuazione dell’eventuale limitazione di accesso al ponte, in termini di dimensioni e limiti di massa dei veicoli che lo impegnino, che restano di esclusiva competenza del Gestore stradale.
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Fonte: Consiglio superiore dei lavori pubblici
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