Interpello ambientale 02.09.2026
OGGETTO: Interpello ambientale ex art .3-septies D. Lgs 152/2006 e ss.mm. i i . - Chiarimenti in merito alla classificazione del refluo derivante dal lavaggio dei contenitori stradali adibiti alla raccolta dei rifiuti urbani.
Quesito
Con istanza di interpello ex art. 3-septies del D. Lgs 152/2006, il comune di Calliano Monferrato (AT) ha chiesto chiarimenti relativamente alla classificazione come rifiuto liquido del refluo derivante dal lavaggio dei contenitori stradali adibiti alla raccolta dei rifiuti urbani.
L’istante, in particolare, chiede se:
- il lavaggio della parete esterna con lancia ad alta pressione dei contenitori adibiti alla raccolta degli “imballaggi in vetro”, non a contatto con il rifiuto, possa essere considerata, sotto il profilo normativo ed ambientale, alla stregua dei lavaggi (effettuati con i medesimi sistemi) del sedime stradale e degli arredi urbani;
- l’eventuale (irrisoria) produzione di reflui che non vengono a contatto diretto con i rifiuti ma con la sola superficie esterna del contenitore, permanendo la “campana” in area esterna (soggetta quindi agli agenti atmosferici e in particolare dilavata dalle acque piovane) al pari degli arredi urbani e del sedime stradale, possa essere considerato “a perdere” (e non refluo da intercettare e classificare come “rifiuto liquido” analogamente al caso dei normali e ricorrenti lavaggi urbani o delle aree interessate dalle manifestazioni/mercati.
Riferimenti normativi
Con riferimento ai quesiti proposti, il quadro normativo di riferimento è il seguente:
- decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “Norme in materia ambientale” e, in particolare la parte seconda, rubricata “norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche” e la parte quarta, rubricata “norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati”.
Considerazioni del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica
In relazione al quadro normativo sovraesposto e alla luce della istruttoria tecnica condotta nonché del parere tecnico fornito dall’ISPRA, richiesto con nota prot. n. 94004 del 4 maggio 2026 e acquisito con nota prot. n. 156777 del 22 luglio 2026, si rappresenta quanto segue.
Il lavaggio dei contenitori stradali destinati alla raccolta dei rifiuti urbani costituisce, nella generalità dei Comuni, un'attività funzionale allo svolgimento del servizio di igiene urbana, finalizzata ad assicurare adeguate condizioni igienico sanitarie, di pulizia e decoro del territorio, analogamente alle operazioni di lavaggio del sedime stradale e degli arredi urbani. Tale attività è, di regola, disciplinata dal capitolato speciale d'appalto del servizio di igiene urbana e dal relativo contratto di servizio.
Le operazioni di lavaggio dei contenitori stradali possono essere eseguite mediante differenti modalità operative, tra cui l'impiego di veicoli “lavacassonetti” dotati di sistemi di recupero delle acque di lavaggio. In tale ipotesi, il mezzo è provvisto di dispositivi di aspirazione che consentono la raccolta separata delle acque generate dalle operazioni di lavaggio all'interno dello stesso veicolo; tali acque sono da considerarsi rifiuti speciali allo stato liquido in quanto non ricorrono i presupposti per l’applicazione del concetto di scarico, di cui all’articolo 74, comma 1, lettera ff), del D. Lgs 152/2006 e, come tali, sono successivamente avviate a trattamento presso impianti autorizzati ai sensi della Parte Quarta del medesimo decreto legislativo.
...segue in allegato