Legge 28 dicembre 1993 n. 549
Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente.
(GU n.305 del 30-12-1993)
Art. 1 (Finalita' della legge)
1. La presente legge ha lo scopo di favorire la...

ID 25809 | 21.03.2026 / In allegato
Il lavoro presenta il patrimonio di Buone Pratiche raccolto da ICESP (Italian Circular Economy Stakeholder Platform), illustrando la mappatura delle 245 Buone Pratiche implementate sul territorio nazionale, analizzandone la distribuzione per settore, fase del ciclo di vita, tipologia di organizzazione e area geografica.
Si fa riferimento al quadro metodologico adottato per la definizione, selezione e classificazione delle pratiche, si descrive la struttura e l’evoluzione del database e si mette in luce il contributo delle pratiche ai cinque focus strategici individuati da ICESP.
Il lavoro sarà presentato alla ottava conferenza annuale ICESP (25.03.2026).
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L’economia circolare rappresenta uno dei pilastri centrali delle politiche europee per la sostenibilità e la decarbonizzazione, come delineato nel Green Deal e nel Piano d’Azione per l’Economia Circolare.
La transizione dal modello lineare a un sistema capace di valorizzare le risorse, ridurre gli sprechi e generare benefici ambientali, economici e sociali richiede un approccio sistemico fondato sull’innovazione, sull’heritage artigianale e manifatturiero, sulla collaborazione tra attori diversi e sulla diffusione della conoscenza. In questo contesto si colloca l’Italian Circular Economy Stakeholder Platform (ICESP), istituita il 31 maggio 2018 come piattaforma nazionale di riferimento per la promozione dell’economia circolare. ICESP riunisce oggi più di 200 organizzazioni, di cui 150 firmatarie della Carta,e si configura come uno spazio stabile di confronto, integrazione e valorizzazione delle esperienze italiane, con l’obiettivo di rappresentare in Europa il “modo italiano” di fare economia circolare e di contribuire alla definizione dell’agenda europea attraverso il dialogo con la piattaforma ECESP.
L’azione della piattaforma si articola attraverso tre pilastri che ne definiscono la struttura operativa e la missione: “Mappatura Buone Pratiche”, “Dialogo Multistakeholder” e “Diffusione della Conoscenza”.
La mappatura delle Buone Pratiche consente di individuare, analizzare e valorizzare esperienze concrete che dimostrano come la circolarità possa essere applicata in settori, territori e modelli organizzativi diversi.
Il dialogo multistakeholder sostiene il confronto tra attori pubblici, privati e società civile, facilitando sinergie tra gruppi tematici, territori e filiere produttive.
La diffusione della conoscenza rende accessibili contenuti, strumenti e iniziative utili a rafforzare la consapevolezza e la partecipazione alla transizione circolare, attraverso attività di comunicazione, formazione e sensibilizzazione.
All’interno di questo quadro, le Buone Pratiche rappresentano uno degli strumenti più efficaci per comprendere come l’economia circolare si traduca in azioni reali, capaci di generare impatti misurabili e di orientare le scelte di imprese, istituzioni e cittadini.
Esse costituiscono un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni in atto, permettono di individuare modelli replicabili e trasferibili e offrono un patrimonio di conoscenze che alimenta sia il dibattito nazionale sia il confronto europeo.
Per ICESP, le Buone Pratiche non sono semplici esempi virtuosi, ma componenti strategiche per monitorare l’evoluzione della circolarità, identificare barriere e opportunità e sostenere la definizione di politiche e strumenti operativi.
Accanto ai pilastri, ICESP sviluppa attività di approfondimento su focus strategici selezionati con l’Advisory Board e approvati dall’Assemblea dei firmatari.
Per il biennio 2025–2026 tali focus riguardano l’ecodesign, le materie prime critiche, le biotecnologie circolari, le città e i territori circolari e il rapporto tra economia circolare e cambiamenti climatici.
Si tratta di ambiti ritenuti prioritari per orientare la ricerca, il confronto e la definizione di linee guida a supporto delle politiche e delle pratiche nazionali, in coerenza con le evoluzioni normative e con le esigenze emergenti delle filiere produttive. Il presente documento si inserisce in questo quadro e ha l’obiettivo di offrire una lettura organica e strutturata del patrimonio di Buone Pratiche raccolto da ICESP.
Esso illustra il quadro metodologico adottato per la definizione, selezione e classificazione delle pratiche; descrive la struttura e l’evoluzione del database; presenta i risultati della mappatura delle 245 Buone Pratiche implementate sul territorio nazionale, analizzandone la distribuzione per settore, fase del ciclo di vita, tipologia di organizzazione e area geografica; e mette in luce il contributo delle pratiche ai cinque focus strategici individuati da ICESP.
Il documento costituisce inoltre la base conoscitiva che accompagna l’edizione 2025 del Premio Buone Pratiche ICESP, offrendo un quadro aggiornato delle esperienze più rilevanti e supportando il processo di valorizzazione e riconoscimento delle iniziative che contribuiscono in modo significativo alla transizione circolare del Paese.
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Figura 4 - Distribuzione geografica delle Buone Pratiche
ICESP / ENEA 2026
Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente.
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