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Guida acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia

Guida breve Acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia

Guida (breve) acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia / Update Rev. 1.0 Ottobre 2026

ID 9927 | Update 07 Ottobre 2026 / Documento completo in allegato

Guida breve sulle acque meteoriche di dilavamento di prima pioggia: Quadro normativo, Linea guida trattamento delle acque meteoriche di dilavamento di prima pioggia provenienti da impianti di distribuzione carburanti FVG 2018 e Simulazione grafica sistema di depurazione acque di prima pioggia.

Le acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia (al di fuori di ipotesi giuridiche), sono di principio escluse dalla normativa sugli scarichi (art. 113 D.Lgs. n. 152/2006) e sono disciplinate dalle Regioni.

Considerata la delega alle Regioni prevista dall’art. 113, D.Lgs. n. 152/2006, delle acque meteoriche di dilavamento non si ha una definizione unitaria, dal T.U.A. si desume però una esclusione dalla definizione di “acque reflue industriali”  ex art. 74 rubricato - Definizioni – al cui comma 1, lett. h) le definisce: «qualsiasi tipo di acque scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento».

Certa è anche l’inclusione delle stesse alla definizione di “acque reflue urbane” ex art. 74, comma 1, lett. i), qualora «…acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate…», che, nella combinata previsione dell’art. 113, comma 1, lett. b) possono essere sottoposte a «particolari prescrizioni, ivi compresa l’eventuale autorizzazione».

Acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia Quadro normativo

Le acque reflue di dilavamento

Il dilavamento delle superfici scoperte, in relazione alle attività che in esse si svolgono o agli usi previsti, non si esaurisce con le acque di prima pioggia bensì si protrae nell'arco di tempo in cui permangono gli eventi piovosi. In linea generale tali condizioni si realizzano quando non sono state adottate le misure atte ad evitare / contenere, durante il periodo di pioggia, il dilavamento delle zone nelle quali si svolgano fasi di lavorazione o attività di deposito / stoccaggio di materie prime / scarti o rifiuti.

A titolo esemplificativo rientrano in questo ambito particolari lavorazioni che per loro natura non possono essere svolte di norma in ambienti chiusi o per le quali non è fattibile realizzare interventi di protezione dalle acque di pioggia ovvero le operazioni per loro natura tipicamente "sporcanti" (ad esempio l'autodemolizione, deposito all’esterno di materiali inerti ecc..).

Acque meteoriche di dilavamento

Fig. 0 - Aree acque meteoriche di dilavamento

L’esclusione non è però assoluta, così come previsto dall’art. 113, comma 3, D.Lgs. n. 152/2006 e confermato dalla giurisprudenza, le acque meteoriche che prima di dilavare le superfici esterne e recapitare nei corpi ricettori vengono (o sono a rischio di venire) a contatto con sostanze e materiali inquinanti ivi depositati o per attività svolte all’aperto nelle dette aree esterne, ricadenti nella lista delle attività “a rischio” definite dalle Regioni attraverso i Piani di Tutela delle Acque o specifici Regolamenti, devono essere sottoposte ad idoneo trattamento previa autorizzazione rilasciata dalla Provincia.

Regimi Autorizzativi e Sanzionatori

A livello autorizzativo, la gestione delle acque meteoriche varia in base alla natura dell'insediamento:

Tabella - Regimi Autorizzativi e Sanzionatori

Tabella - Regimi Autorizzativi e Sanzionatori

Cass. Pen., Sez. III, Sentenza n. 33646 del 13 ottobre 2025

La Cassazione Penale Sez. 3 del 13 ottobre 2025 Sentenza n. 33646, ha ribadito che, l'immissione di acque piovane entrate in contatto con inquinanti senza previa autorizzazione integra il reato previsto dall'art. 137 del TUA per scarico non autorizzato di reflui industriali.

L’art. 113 del d.lgs. n. 152 del 2006 riguarda espressamente le acque meteoriche di dilavamento e quelle di prima pioggia, oltre che le acque di lavaggio, precisandosi che le “acque meteoriche di dilavamento” sono quelle originate da una precipitazione atmosferica che, non evaporate o assorbite dal suolo, esercitano un’azione di dilavamento della superficie sulla quale scorrono, mentre le “acque di prima pioggia” sono quelle che cadono su una determinata superficie nella fase iniziale della precipitazione atmosferica con effetti di dilavamento maggiormente incisivi in relazione proprio a tale dato temporale ed alle condizioni in cui originariamente versa la superficie raggiunta dalle acque (da ciò anche la distinzione dalle “acque di seconda pioggia”).

Sicché, può ritenersi netta la distinzione tra le acque meteoriche di dilavamento in genere - che l’art. 113, commi 1 e 2 presuppone non contaminate e che distingue a loro volta individuando quelle di cui al comma 1 in ragione delle modalità di provenienza e convogliamento - e quelle di prima pioggia e di lavaggio relativamente ai casi in cui, per il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, si renda necessario il convogliamento ed il trattamento in impianti di depurazione. In conclusione, le acque meteoriche da dilavamento sono costituite dalle sole acque piovane che, cadendo al suolo, non subiscono contaminazioni con sostanze o materiali inquinanti, poiché, altrimenti, esse vanno qualificate come reflui industriali ex art. 74, comma 1, lett. h), d.lgs. n. 152 del 2006.

Le acque meteoriche di dilavamento a contatto con sostanze inquinanti o pericolose, – quando, cioè, non si è in presenza di un dilavamento conseguente ad un fenomeno meteorologico che, attraverso la normale azione di erosione di una superficie impermeabile, determini la commistione delle acque piovane con polveri, detriti normalmente presenti sul suolo – perdono la loro originaria consistenza divenendo sostanzialmente il mezzo attraverso il quale altre sostanze vengono veicolate verso un determinato corpo ricettore, quali un mero componente di un refluo di diversa natura oppure un elemento di diluizione di altre sostanze che non permette la considerazione come semplici acque meteoriche di dilavamento. Fattispecie: acqua utile al lavaggio delle imbarcazioni, in relazione al reato di cui all’art. 137, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006.

[...]

Definizioni di acque meteoriche di dilavamento / prima pioggia / seconda pioggia (Fonte R. FVG)

A titolo esemplificativo si riportano alcune definizioni date dalle diverse Regioni (es. RVFG):

segue in allegato

______

Il Piano di tutela delle acque FVG è costituito dal documento allegato, parte integrante del Decreto del Presidente della Regione n. 074/Pres dd. 20 marzo 2018.
______

Sistema impianto depurazione acque prima pioggia

Vasche di prima pioggia (ndr):

La prima pioggia in arrivo dalla fognatura raccoglie tutte le acque delle strade, parcheggi (aree di transito) del piazzale in oggetto e vengono convogliate verso le vasche di accumulo tramite un pozzetto scolmatore o di by-pass, questo manufatto separa le prime "quelle potenzialmente inquinate identificate nei primi 5 mm." da quelle di seconda pioggia che teoricamente sono pulite e non contaminate quindi pronte per essere convogliate allo scarico finale.

Simulazione grafica

Breve guida acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia 01

Fig. 1
L’acqua di prima pioggia viene convogliata dal pozzetto scolmatore alla vasca di accumulo attraverso il condotto di uscita di prima pioggia
...
Breve guida acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia 03

Fig. 3
La valvola galleggiante nella vasca di accumulo al riempimento della stessa chiude il condotto di uscita di prima pioggia dal pozzetto
...
Breve guida acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia 06
Fig. 6
L’acqua nella vasca di accumulo viene portata nel separatore a coalescenza attraverso la pompa di sollevamento
...
segue in allegato

Foto: Petroltecnica SpA

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Matrice revisioni

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1.0 07.10.2026 Aggiunti paragrafi:
- Regimi Autorizzativi e Sanzionatori
- Impianti di trattamento delle acque reflue / Sistemi di gestione delle acque meteoriche
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