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World Food Programme (WFP)

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Temi: News

World Food Programme

World Food Programme (WFP): Nobel per la Pace 2020

Oslo, 09.10.2020

World Food Programme vince il Premio Nobel per la Pace 2020. L’annuncio è stato fatto oggi dal Comitato per i Nobel norvegese a Oslo, in Norvegia.

Con 86,7 milioni di persone assistite in circa 83 paesi ogni anno, il World Food Programme (WFP), la cui sede è a Roma, è la principale organizzazione umanitaria e agenzia delle Nazioni Unite impegnata a salvare e cambiare le vite, fornendo assistenza alimentare nelle emergenze e lavorando con le comunità per migliorarne la nutrizione e costruirne la resilienza.

La comunità internazionale si è impegnata a sconfiggere la fame, raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione entro il 2030, eppure, nel mondo, una persona su nove ancora non ha cibo a sufficienza. L'assistenza alimentare e quella nelle aree affini è decisiva per spezzare la spirale di fame e povertà.

Ogni giorno, ci sono 5.000 camion, 20 navi e 92 aerei del WFP in movimento per fornire cibo e altri tipi di assistenza a chi ne ha più bisogno. Ogni anno, distribuiamo circa 15 miliardi di razioni alimentari, a un costo stimato di 31 centesimi di dollaro a razione. E' grazie a questi numeri che si deve la reputazione di eccellenza del WFP nelle risposte alle emergenze, nella sua capacità di ottenere risultati rapidi e su larga scala nei contesti più difficili.

Le attività del WFP si concentrano nell' assistenza d’emergenza, nel soccorso e nella ricostruzione, nello sviluppo e nelle operazioni speciali. Due terzi dei nostri interventi si svolgono in paesi colpiti da conflitti, dove il rischio per le popolazioni di essere denutrite è tripla rispetto ai paesi in pace.

Nelle emergenze, il WFP è spesso il primo a giungere sul posto e a fornire assistenza alimentare alle vittime di guerre, conflitti civili, siccità, inondazioni, terremoti, uragani, cattivi raccolti e disastri naturali. Cessata l'emergenza, il WFP aiuta le comunità a rimettere insieme le vite delle persone e a ripristinarne i mezzi di sostentamento. In un'ottica di sviluppo all'interno della nostra risposta umanitaria, lavoriamo anche per rafforzare la resilienza delle popolazioni e delle comunità colpite da crisi protratte nel tempo.

I progetti di sviluppo del WFP si concentrano sulla nutrizione, con particolare riferimento a madri e bambini, combattendo la malnutrizione fin dal suo primo insorgere tramite programmi mirati ai primi 1.000 giorni di vita, cioè dal concepimento al secondo anno d'età del bambino e, più tardi, ai pasti a scuola.

Il WFP è la più grande organizzazione umanitaria che attui programmi di alimentazione scolastica in tutto il mondo, e questo da oltre 50 anni. Ogni anno, il WFP fornisce pasti a scuola a oltre 16 milioni di bambini e bambine in 60 paesi, spesso nelle regioni più inaccessibili.

Il WFP acquista 3 milioni di tonnellate di cibo l'anno. Di questa quantità, almeno tre quarti proviene da paesi in via di sviluppo. Acquistando il cibo il più vicino possibile a dove esso è necessario, possiamo risparmiare tempo e denaro sui costi di trasporto e contribuire a sostenere l'economia locale. Sempre più spesso, il WFP soddisfa i bisogni alimentari tramite trasferimenti di contante, che permettono alle persone per cui lavoriamo di poter scegliere e acquistare cibo locale.

Il WFP, inoltre, fornisce servizi all'intera comunità umanitaria. Tra questi, c'è anche il trasporto aereo con il Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS), che raggiunge oltre 250 destinazioni in tutto il mondo.
Finanziato interamente da donazioni volontarie, nel 2018 il WFP ha raccolto la cifra record di 7,2 miliardi di dollari. Lo staff del WFP conta oltre 17.000 dipendenti in tutto il mondo; di essi, oltre il 90 per cento si trova in paesi in cui l'agenzia fornisce assistenza.

Il WFP è diretto da un Consiglio d'Amministrazione di 36 membri. Esso lavora a stretto contatto con le due organizzazioni con mandato affine aventi sede a Roma, l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD). Il WFP lavora in partnership con oltre 1.000 Organizzazioni non governative nazionali e internazionali per fornire assistenza alimentare e affrontare le cause di fondo della fame.

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World Food Programme (WFP) e l’Italia

Fra il World Food Programme (WFP) e l’Italia esiste da sempre un rapporto speciale. Sin dalla sua fondazione, nel 1961, il WFP ha il quartier generale a Roma, da dove coordina tutte le operazioni attraverso i suoi sei uffici regionali (Bangkok, il Cairo, Nairobi, Johannesburg, Dakar, Panama City) e i suoi uffici di rappresentanza (Washington, New York, Ginevra, Londra, Parigi, Madrid, Pechino, Tokio). Nell’auditorium del quartier generale, si riunisce tre volte l’anno il Consiglio d’Amministrazione dell’organizzazione.

La presenza della sede centrale del WFP a Roma non è certamente casuale. E’ stata l’Italia a volerla, nell’ambito della scelta strategica del governo italiano di ospitare sul proprio territorio le organizzazioni multilaterali che costituiscono il cosiddetto “Polo agroalimentare” delle Nazioni Unite. Oltre al WFP, infatti, hanno sede a Roma diverse organizzazioni del settore, fra cui la FAO (Food and Agricolture Organization) e l’IFAD (International Fund for Agricultural Development). Culla della civiltà alimentare, l’Italia è quindi collocata al centro delle grandi decisioni strategiche che riguardano il cibo e l’agricoltura e, grazie alla presenza del WFP, anche dell’assistenza e della solidarietà verso le popolazioni colpite da gravi emergenze.

In questo quadro si inserisce perfettamente la decisione più recente del WFP e del governo italiano di aprire la prima Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) a Brindisi. Inaugurata nel 2001 e da allora gestita dal WFP, la base è subito diventata un modello di efficienza e di tempestività nel rispondere rapidamente ad alcune fra le più gravi emergenze che hanno colpito diverse aree del Pianeta. Il successo della base di Brindisi, condiviso fra l’Italia e il WFP, ha fatto sì che altre basi dello stesso tipo venissero man mano aperte in altre aree strategiche del mondo. Ad oggi, esistono basi UNHRD a Panama, in Ghana, a Las Palmas in Spagna, a Dubai e in Malaysia.

I rapporti fra l’Italia e il WFP sono sempre stati molto intensi e sono andati migliorando negli ultimi anni. Nel febbraio del 2016, il Direttore Esecutivo del WFP ha ricevuto nella sede centrale dell’organizzazione la visita dell’allora Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, poi divenuto presidente del Consiglio dei Ministri. La collaborazione è oggi quotidiana. L’Italia considera il WFP un interlocutore essenziale nella sua politica di Cooperazione, mentre il WFP considera l’Italia un partner fondamentale. Tramite l’Agenzia Italia per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) l’Italia sostiene diversi progetti e operazioni in diverse regioni del mondo e non ha mai fatto mancare il proprio sostegno nelle grandi emergenze, come di recente, per esempio, in Siria, Somalia, Sud Sudan, Nigeria e Yemen.

Per quanto riguarda i programmi di sviluppo, l’Italia ha mostrato particolare attenzione in America Latina, dove ha recentemente sostenuto progetti in Bolivia e El Salvador. In Africa, i contributi italiani hanno permesso la realizzazione di programmi di sviluppo in Etiopia e Sierra Leone.

Dall’Italia, con l’Italia, il WFP continuerà a lungo a lavorare per un mondo migliore e libero dalla fame.

Piano strategico

Adottato poco più di un anno dopo l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il Piano Strategico del World Food Programme per il 2017-2021 allinea il lavoro dell'organizzazione all'appello globale dell'Agenda 2030, che ha come priorità gli sforzi per mettere fine a povertà, fame e disuguaglianze, in un ventaglio di attività che riguardano sia l'ambito umanitario che quello dello sviluppo.

Il Piano Strategico ha come punto di riferimento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall'Agenda 2030, in particolare l'Obiettivo 2, porre fine alla fame e il 17, approfondire le partnership globali per l'attuazione degli Obiettivi. Esso introduce una nuova struttura, di pianificazione e di operatività, che comprende l'attuazione di piani per ogni paese con un'impostazione mirata ai risultati, in modo da massimizzare il contributo del WFP agli sforzi dei Governi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Al cuore delle operazioni del WFP rimane la risposta alle emergenze, per salvare le vite delle persone e i loro mezzi di sostentamento, tramite l'assistenza diretta o rafforzando le capacità nazionali, soprattutto nel momento in cui i bisogni umanitari diventano sempre più complessi e a lungo termine.

Al tempo stesso, il WFP assiste i paesi nel fare in modo che nessuno sia lasciato indietro, proseguendo nella costruzione della resilienza per la sicurezza alimentare e la nutrizione e affrontando le crescenti sfide poste dai cambiamenti climatici e dall'aumento delle disuguaglianze.

In parallelo con la struttura dell'Agenda 2030, ciascuno dei due Obiettivi Strategici del Piano – aiutare i paesi a raggiungere Fame Zero e costruire partenariati per sostenere l'attuazione degli Obiettivi– si articola in Traguardi Strategici e Risultati Strategici rispetto ai quali è possibile misurare i progressi fatti.

Gli Obiettivi, Traguardi e Risultati Strategici del WFP sono:

Obiettivi Strategici

Traguardi Strategici

Risultati Strategici

Aiutare i paesi a raggiungere fame zero (Obiettivo 2)

Mettere fine alla fame proteggendo l'accesso al cibo

Migliorare la nutrizione

Raggiungere la sicurezza alimentare

Tutti hanno accesso al cibo (Sotto-obiettivo 2.1)

Nessuno è affetto da malnutrizione (Sotto-obiettivo 2.2)

 I piccoli agricoltori hanno migliorato la sicurezza alimentare e la nutrizione migliorando produttività e redditi (Sotto-obiettivo 2.3)

I sistemi alimentari sono sostenibili (Sotto-obiettivo 2.4)

Costruire partenariati per sostenere l'attuazione degli Obiettivi (OSS 17)

Sostenere l'attuazione degli Obiettivi

Costruire partenariati per ottenere risultati nell'ambito degli Obiettivi

I paesi in via di sviluppo hanno rafforzato le loro capacità attuative degli OSS (Sotto-obiettivo 17.9)

Le politiche a sostegno dello sviluppo sostenibile sono armoniche (Sotto-obiettivo 17.14)

I paesi in via di sviluppo hanno accesso a una gamma di risorse finanziarie per investire nello sviluppo (Sotto-obiettivo 17.3)

Condivisione di conoscenze, expertise e tecnologia, rafforzare il sostegno dei partenariati globali agli sforzi nazionali per conseguire gli Obiettivi (Sotto-obiettivo 17.16)

Governance e leadership

Il World Food Programme è gestito da un Consiglio d'Amministrazione composto da 36 Stati membri, responsabile a livello intergovernativo, del supporto, delle linee guida e della supervisione delle attività del WFP.

Il WFP è guidato da un Direttore Esecutivo, nominato congiuntamente dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dal Direttore Generale della FAO (L'organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura). Il Direttore Esecutivo rimane in carica per cinque anni ed è responsabile dell'amministrazione dell'organizzazione, nonché dell'attuazione dei programmi, dei progetti e di altre attività. Dal 2017, la carica di Direttore Esecutivo è ricoperta da David Beasley.

Il World Food Programme ha anche un Direttore Esecutivo Aggiunto e tre Vice Direttori Esecutivi con specifiche aree di competenza.

Le linee strategiche dell'organizzazione sono delineate nel Piano Strategico, rinnovato con cadenza quadriennale. Il Piano Strategico 2017-2021 allinea il World Food Programme all'Agenda 2030, attribuendo priorità all'eliminazione della fame e a rinnovate partnership globali per l'attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Il WFP è finanziato interamente su base volontaria. I principali donatori sono i Governi, ma l'organizzazione riceve donazioni anche dal settore privato e da persone fisiche.

Attività

Acquisti per il Progresso (P4P)

In tutto il mondo, i piccoli agricoltori producono gran parte del cibo che finisce sulle tavole, sfamando fino all'80 per cento delle popolazioni dell'Asia e dell'Africa sub-sahariana.

Eppure, per la maggior parte di loro superare la mera sussistenza è una sfida enorme. Soggetti alle conseguenze dei fenomeni meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici e dalla degrado progressiva delle terre, i piccoli agricoltori non hanno i mezzi per investire in metodi agricoli produttivi e sostenibili.

L'utilizzo di magazzini tradizionali, spesso rudimentali, espone il raccolto all'attacco dei parassiti e lo rende vulnerabile al caldo e all'umidità. La perdita del raccolto - si può arrivare a perderne fino al 30 per cento, nell'Africa sub-sahariana - significa perdere reddito. Significa anche sprecare tutte le preziose risorse (terra, acqua, lavoro) investite nella produzione.

Un fattore fondamentale è l'accesso ai mercati, che potrebbe costituire per i piccoli agricoltori un incentivo a investire nella loro attività, ma esso rimane difficile: fra le varie ragioni, basse produzioni e produttività, oltre a deficit strutturali come la mancanza di trasporti e infrastrutture.

In quanto principale agenzia umanitaria a livello mondiale, il World Food Programme è un importante acquirente di alimenti di base, che per l'80 per cento provengono da paesi in via di sviluppo, per un valore di oltre un miliardo di dollari l'anno.

Adottando una politica di acquisto favorevole ai piccoli agricoltori, il WFP contribuisce a rafforzare l'economia locale e a sostenere l'aumento della resilienza e della produttività nelle comunità rurali: uno dei pilastri della nostra strategia per eliminare la fame.

Attraverso il programma Acquisti per il Progresso (Purchase for Progress, P4P), il WFP, che si è già impegnato ad acquistare il 10 per cento del cibo da piccoli agricoltori, incoraggia i Governi nazionali e il settore privato ad acquistare cibo secondo modalità favorevoli ai piccoli agricoltori.

Per quanto riguarda i fornitori, P4P opera con una varietà di partner per promuovere un approccio imprenditoriale da parte dei piccoli agricoltori come strumento per costruire la resilienza e rispondere ai bisogni nutrizionali a lungo termine. Lavorando soprattutto con le organizzazioni degli agricoltori e altri partner, P4P fornisce formazione e beni strumentali per migliorare la qualità dei raccolti, facilita l'accesso alla finanza e promuove il marketing. Le donne, il cui lavoro nell'agricoltura è spesso intenso e non retribuito, sono incoraggiate in modo particolare a prendere parte ai processi decisionali e a trarre un beneficio economico dal loro lavoro.

Negli anni, P4P si è ampliato a circa 35 paesi e ha contribuito a cambiare il modo in cui un milione di piccoli agricoltori in Africa, America Latina e (in misura minore) Asia interagiscono con i mercati.

Ci sono abbondanti esempi di come il P4P stia cambiando le vite delle persone. Harriet Chabala, una contadina dello Zambia, ha aumentato la sua produzione di fagioli del 50 per cento in due anni. Come premio per le sue capacità imprenditoriali e per l'affidabile fornitura fatta al WFP per tre consecutive stagioni, la cooperativa locale di cui fa parte le ha concesso un prestito per acquistare un triciclo a motore. Tale mezzo può percorrere strade dissestate, permettendo a Harriet di fornire servizi di trasporto per raccolti e persone da e per cittadine e mercati. Harriet prevede di restituire il prestito in appena un anno, invece che nei tre che le sono stati concessi. I benefici del P4P sono ben visibili nel suo villaggio. I contadini hanno sostituito i tetti di paglia con quelli in lamiera e oggi ci sono tre auto e oltre dieci motociclette, mentre prima non esisteva nessun mezzo a motore.

L'esperienza di P4P dimostra il ruolo che possono giocare politiche d'acquisto basate su domande favorevoli ai piccoli agricoltori per affrontare sfide nutrizionali e di sviluppo, creare mercati più forti, far uscire dalla povertà le comunità rurali e contribuire al secondo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (eliminazione della fame) e al quindicesimo (consumo e produzione responsabili).

Alimentazione scolastica

A causa della pandemia di Covid-19, milioni di giovani studenti stanno attualmente perdendo i pasti scolastici da cui dipendono.

Chiusure di scuole, parziali o su scala nazionale, sono state segnalate in quasi tutti i paesi in cui il World Food Programme (WFP) implementa i suoi programmi di alimentazione scolastica.

Ciò implica che milioni di bambini, il cui numero aumenta quotidianamente, non ricevono più i pasti a scuola del WFP. Gli effetti sui bambini e sulle loro famiglie sono disastrosi. Questi bambini rischiano di soffrire la fame e di non assumere più vitamine e micronutrienti che ricevono durante i pasti a scuola. Per le famiglie povere, il valore di un pasto a scuola equivale a circa il 10% del reddito mensile. Per le famiglie con più bambini che frequentano la scuola, ciò può significare un notevole risparmio sul budget domestico. È chiaro che la perdita dei pasti a scuola comporta una perdita di reddito per le famiglie.

Nei paesi in cui le scuole sono chiuse, il WFP sta lavorando con governi e partner per identificare alternative che possano garantire ai bambini e alle loro famiglie di ricevere il sostegno alimentare e nutrizionale di cui hanno bisogno durante la crisi per il Covid-19. Ciò include la fornitura di razioni da portare a casa al posto dei pasti, la consegna a domicilio di alimenti e la fornitura di contanti o vouchers.

Nei paesi in cui le scuole sono ancora aperte, la priorità è garantire il rispetto degli standard di igiene, comportamento e sicurezza alimentare e l’adozione di misure di distanziamento sociale per mitigare il rischio di aumento delle infezioni.

Il WFP sta lavorando con i partner per migliorare l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Laddove siano presenti programmi nazionali a sostegno delle reti di protezione sociale d’emergenza in risposta al Covid-19, il WFP raccomanda che i bambini delle scuole elementari vengano inclusi tra la popolazione vulnerabile destinata a questi programmi.

Analisi della sicurezza alimentare

Di fronte a un'emergenza o una situazione di insicurezza alimentare strutturale, la disponibilità di informazioni può salvare vite.

Quali sono le persone affette da insicurezza alimentare o vulnerabili? Quante sono? Dove vivono? Perché sono colpite dall'insicurezza alimentare o vulnerabili? Come si evolverà probabilmente la situazione e quali sono i rischi a cui sono esposte queste persone? Una rete unica nel suo genere di oltre 150 analisti in tutto il mondo è impegnata a rispondere a queste fondamentali domande; essa guida il lavoro di analisi della sicurezza alimentare del World Food Programme (WFP), comunemente noto come Vulnerability Assessment and Mapping (VAM).

Tramite l'analisi e il monitoraggio della sicurezza alimentare, il WFP fornisce informazioni immediatamente convertibili in azioni relative a tutti i Paesi in cui opera. Combinando metodi tradizionali di valutazione con avanzate tecnologie innovative, il WFP è in grado di identificare i gruppi di popolazione affetti da insicurezza alimentare in tutto il mondo e di identificare le cause da cui deriva l'insicurezza.

Il WFP lavora a stretto contatto con Governi nazionali, partner ONU e ONG per informare le politiche e i programmi adottati per la lotta alla fame nei vari contesti. I dati sulla vulnerabilità su base economica e geospaziale e per nuclei familiari vengono analizzati per fornire un quadro della situazione relativa alla sicurezza alimentare, al fine di orientare le operazioni del WFP.

Gli analisti della sicurezza alimentare del WFP svolgono un'ampia gamma di valutazioni sul campo, comprese quelle di tipo "baseline" (altrimenti note come Comprehensive Food Security and Vulnerability Analyses o CFSVA) e valutazioni d'emergenza della sicurezza alimentare (EFSA), nel caso di emergenze immediate o a insorgenza progressiva, come uragani, inondazioni, siccità e situazioni di conflitto. I rapporti EFSA forniscono un'istantanea della situazione della sicurezza alimentare e vengono aggiornate con regolarità.

Poiché richiedono tempo, le valutazioni della sicurezza alimentare vengono integrate da un monitoraggio continuo per rilevare eventuali cambiamenti nella situazione di sicurezza alimentare dei vari gruppi di popolazione, in modo da consentire un perfezionamento della pianificazione. A tal fine, tra le altre cose si raccolgono informazioni sul consumo di alimenti, il reddito dei nuclei familiari, le strategie adottate nei momenti di difficoltà e i prezzi, in modo da verificare l'impatto della stagionalità sulla sicurezza alimentare.

Per raccogliere i dati relativi alla sicurezza alimentare in luoghi troppo isolati o pericolosi per la valutazione sul campo o quando serve un aggiornamento frequente dei dati per monitorare una situazione in evoluzione, il WFP fa ricorso al mobile Vulnerabiliy Analysis and Mapping o mVAM. Questo metodo prevede l'utilizzo di tecnologie mobili come SMS, Interactive Voice Response (IVR) o telefonate per raggiungere i gruppi di popolazione vulnerabili e rilevare le tendenze nella sicurezza alimentare in tempo reale. Il metodo mVAM, inoltre, utilizza un sistema automatico di comunicazione bidirezionale che consente alle persone interessate di accedere gratuitamente alle ultime informazioni.

Il WFP, inoltre, conduce valutazioni congiunte della sicurezza alimentare con i suoi partner, come Governi, la FAO, l'UNHCR, l'UNICEF e ONG internazionali e nazionali. Un'importante piattaforma che utilizza i nostri dati sulla sicurezza alimentare è l'Integrated Phase Classification (IPC), un'iniziativa mondiale che coinvolge diverse agenzie e settori, basata su un'intesa tecnica fra i partner.

Assistenza alimentare

Dalla fine degli anni 2000, il World Food Programme ha cambiato la sua visione strategica, passando dal concetto di aiuto alimentare a quello di assistenza alimentare.Sebbene l'aiuto alimentare sia un modello collaudato e testato, e sia stato adottato con convinzione dal WFP nel corso della sua storia, esso derivava prevalentemente da una visione unidirezionale e verticistica: le persone avevamo fame e noi fornivamo loro cibo. L’assistenza alimentare, al contrario, richiede una comprensione più complessa delle esigenze nutrizionali a lungo termine delle persone e dei diversi approcci necessari per soddisfarle. Questo cambiamento concettuale è stato alla base della trasformazione del WFP negli ultimi anni. Continuiamo a essere l’agenzia umanitaria più importante al mondo e, allo stesso tempo, abbiamo sviluppato strategie che combinano l’azione in prima linea con la ricerca di soluzioni durature.Questo cambiamento è dovuto alla consapevolezza che la fame non si presenta in maniera isolata. Ciò significa che dobbiamo concentrare tempo, risorse e sforzi nei confronti della parte più vulnerabile della società. Ciò comporta non soltanto l’attuazione di interventi di emergenza, ma anche l’adozione di programmi di supporto, su misura e a lungo termine, realizzati allo scopo di migliorare gli indicatori nutrizionali dell'intero Paese. Si tratta di equilibrare l'urgenza di alleviare la fame in maniera tempestiva laddove necessario con il più ampio obiettivo di porre fine alla fame per sempre. 
 
L’assistenza alimentare diventa, così, parte di un insieme di politiche volte a migliorare il benessere sociale nel suo insieme. In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, l'Obiettivo 2, prendiamo in considerazione sia la qualità che la quantità del cibo, con un’enfasi sulle sue proprietà nutrizionali e la stagionalità. L’assistenza alimentare mette in maniera determinante i beneficiari in una posizione di primo piano: dà loro una voce e, laddove possibile, una scelta sul tipo di cibo che ricevono e sul modo in cui lo ricevono.Quest’ultimo principio si sta affermando sempre di più. Inoltre, esso aiuta a spiegare perché, nell’ultimo decennio, l’assistenza alimentare sotto forma di cibo (l’unico tipo di assistenza prevista fino alla metà degli anni 2000) abbia parzialmente lasciato spazio ai trasferimenti di contante.Il WFP utilizza il “contante” sotto forma di banconote, voucher o trasferimenti elettronici di fondi che i beneficiari possono direttamente spendere. La fornitura di strumenti affinché le persone possano sfamarsi autonomamente è un processo a lungo termine: nei primi mesi del 2016, l'assistenza in contante rappresentava solo un quarto di tutta l’assistenza fornita dal WFP. Tuttavia, grazie ai vantaggi in termini di flessibilità, efficienza e possibilità di scelta da parte dei beneficiari, i trasferimenti di contante stanno assumendo un’importanza crescente nel nostro insieme di operazioni contro la fame. Nel prossimo futuro, è prevedibile che sia il contante che l’assistenza alimentare sotto forma di cibo continuino a coesistere: il WFP sarà sempre più puntuale nell'utilizzare tali strumenti singolarmente, in maniera alternata o congiuntamente, in qualsiasi contesto.

Assistenza in cambio di beni

La maggior parte delle persone vulnerabili e soggette a insicurezza alimentare vive in ambienti fragili, poveri di risorse e degradati, in aree a rischio di disastri climatici ed esposte a shock frequenti.L'iniziativa "Assistenza alimentare in cambio di beni strumentali" (Food Assistance for Assets - FFA) del World Food Programme viene incontro ai bisogni alimentari più immediati tramite erogazioni di denaro, voucher o cibo, promuovendo al tempo stesso la creazione o il ripristino di beni strumentali in grado di migliorare la sicurezza alimentare e la resilienza a lungo termine.Queste attività hanno l'obiettivo di creare ambienti naturali più sani, di ridurre il rischio e l'impatto di shock climatici, di aumentare la produttività alimentare e di rafforzare la resilienza ai disastri naturali nel tempo.

Cambiamenti climatici

Per milioni di persone, in Africa, Asia e America Latina, i cambiamenti climatici significano un aumento della frequenza e dell’intensità di inondazioni, siccità e tempeste che, ogni anno, rappresentano fino al 90 per cento di tutti i disastri naturali. Tali eventi possono rapidamente trasformarsi in vere e proprie crisi alimentari e nutrizionali. Nell’ultimo decennio, quasi la metà delle operazioni di emergenza e riabilitazione del World Food Programme hanno avuto luogo in risposta a disastri legati al clima, per un costo complessivo di 23 miliardi di dollari.La grande maggioranza di quanti soffrono la fame nel mondo subisce le conseguenze degli shock climatici. Per questo, l’eliminazione della fame richiede enormi sforzi volti a migliorare la capacità delle persone di prepararsi, rispondere alle crisi per poi riprendere le proprie vite. Senza questi interventi, si stima che il rischio posto dalla fame e dalla malnutrizione potrebbe aumentare fino al 20 per cento, entro il 2050.

Cooperazione Sud-Sud

Nell’ultimo decennio e mezzo, si è avuta una significativa crescita economica globale nei paesi in via di sviluppo e in quelli a medio reddito. Le pratiche e gli standard della governance stanno evolvendo: molte nazioni continuano a svilupparsi e a sperimentare soluzioni proprie nel percorso che porterà all’obiettivo Fame Zero. Allo stesso tempo, l’universalità degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e, in particolare, dell’Obiettivo 2 (Fame Zero), significa che nessuno, in nessun paese del mondo, dovrà più soffrire la fame e la malnutrizione. Questo è, però, un obiettivo che nessun promotore dello sviluppo, governo o altra istituzione può raggiungere singolarmente. E per questo, anche, che l'Obiettivo 17, l’ultimo degli SDGs, impegna gli stakeholder a realizzare tutte le forme di collaborazione necessarie per raggiungere gli altri 16 obiettivi.Grazie ad un’agenda globale di sviluppo comune, ma caratterizzata da un’enorme varietà di esigenze ed esperienze nazionali, l’offerta del World Food Programme (WFP) si sta evolvendo. Guidati da una domanda crescente dei Paesi, abbiamo compiuto passi avanti nel sostegno ai governi tramite cooperazioni Sud-Sud e triangolari. L’espressione si riferisce allo scambio diretto di conoscenze, esperienze, competenze, risorse e know-how tecnico fra i paesi in via di sviluppo, spesso con l’assistenza di un donatore o di un’organizzazione multilaterale, come il WFP. Questa facilitazione “triangolare” può avvenir tramite finanziamenti, formazione, management, sistemi tecnologici, o altri tipi di supporto.

Ecosistemi sostenibili

L’insicurezza alimentare è maggiore nei contesti più fragili e degradati, esposti a disastri naturali oltre che a shock e crisi ricorrenti. In questi luoghi, caratterizzati da scarsità idrica e poca biodiversità, vivono alcune delle persone più vulnerabili al mondo che, potendo contare su risorse limitate, non hanno accesso a diete equilibrate né opportunità di migliorare la loro salute, la loro istruzione, la loro crescita economica o il loro sviluppo nel senso più ampio del termine.Cambiamenti climatici e cicliche condizioni atmosferiche estreme hanno un impatto devastante su questi ambienti, moltiplicando le già esistenti minacce alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. Nel lungo termine, i cambiamenti climatici peggiorano la frequenza e l'intensità dei disastri naturali, riducono la disponibilità di terreni e risorse idriche oltre a renderli di difficile accesso, diminuiscono la produttività agricola.  Le persone povere ed esposte all’insicurezza alimentare, private di reti e sistemi di protezione sociale efficaci, non possono né investire in pratiche agricole più sostenibili né proteggere le poche risorse a loro disposizione. Piuttosto, tendono a mettere in atto strategie di adattamento negative come esempio, sfruttando in maniera eccessiva le risorse naturali e deteriorando ulteriormente i terreni. Si stima che due terzi della popolazione africana viva in terreni in qualche modo degradati; nel mondo, il degrado riguarda circa un quarto di tutta la terra coltivabile. Di conseguenza, ogni nuova siccità o inondazione riduce ulteriormente le risorse a disposizione delle persone, intrappolandole in un circolo vizioso caratterizzato da una diminuzione della resilienza e da un degrado ambientale.

Logistica e approvvigionamenti

Ogni singolo giorno, sono migliaia gli operatori umanitari del World Food Programme in movimento; l'agenzia ha camion, aerei e navi che trasportano tonnellate di cibo e altri generi di prima necessità, oltre a esperti che forniscono servizi di alta qualità: tutto questo per rendere più vicino l'obiettivo di un mondo senza fame.Con oltre 50 anni di esperienza nel fornire assistenza alimentare in alcune fra le regioni più remote e meno sicure del pianeta, il WFP è un partner di primo piano nel pronto intervento umanitario nonché, in misura sempre maggiore, negli sforzi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.Lavoriamo con Governi, con le Organizzazioni non governative (ONG), con fornitori e con le comunità locali. Collaboriamo con imprese e piccoli agricoltori.Investiamo nelle economie locali, nei mercati e nel settore privato.Il WFP, dando priorità alle imprese locali e ai soggetti di pronto intervento nazionali, sia nell'assistenza d’emergenza che in quelli di costruzione della resilienza, contribuisce a creare sistemi agricoli più sostenibili, settori commerciali più dinamici e reti di trasporto più solide. Attraverso i nostri sistemi di approvvigionamento, contribuiamo con oltre 2 miliardi di dollari nei Paesi in cui operiamo, colmando, quando serve, le lacune dei sistemi di approvvigionamento locali.

Nutrizione

E' ampiamente riconosciuto che una buona nutrizione rappresenta un elemento essenziale per poter condurre una vita sana e produttiva. Eppure, la cattiva nutrizione rimane un grave problema globale: ogni anno, la denutrizione uccide più bambini di AIDS, malaria e tubercolosi messi insieme.Negli ultimi anni, al tema della nutrizione è stata dedicata, a livello globale, un'attenzione senza precedenti, in particolare dopo le serie del 2008 e del 2013 che la rivista medica The Lancet ha dedicato alla nutrizione materna e infantile, mettendo in luce le terribili conseguenze sanitarie ed economiche della denutrizione. Mettere fine alla malnutrizione entro il 2030 è un punto fondamentale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e una priorità nel lavoro del WFP per il raggiungimento di Fame Zero.Gli effetti della malnutrizione sono devastanti e di vasta portata. Questa condizione non solo uccide, ma anche indebolisce il sistema immunitario e aumenta il rischio di malattie. Inoltre, abbassa la percentuale di successo a livello scolastico e sul lavoro, causando in ultima analisi una perdita di produttività e di benessere per comunità e nazioni. La malnutrizione è, al tempo stesso, una causa e una conseguenza di povertà e di disuguaglianze.

Sostegno alla resilienza

Cambiamento climatico, degrado ambientale, scarsità di risorse idriche, malattie, rapido incremento demografico, urbanizzazione non pianificata: nel mondo attuale, i rischi e le fragilità minacciano i principali progressi in termini di sviluppo in misura sempre maggiore.Eventi traumatici e fattori di stress, come conflitti, calamità naturali e instabilità politica, possono avere un impatto devastante. I bambini che sono malnutriti nei loro primi1.000 giorni di vita possono soffrire di disturbi cognitivi e fisici.
 
Le attività scolastiche sono le prime ad interrompersi, in caso di guerre o disastri.Storicamente, gli interventi umanitari hanno salvato tantissime vite e ripristinato i mezzi di sussistenza per milioni di persone. Tuttavia, raramente essi hanno affrontato le vulnerabilità di fondo. È innegabile che i programmi di sviluppo siano difficili da attuare in contesti caratterizzati da fragilità o da estrema povertà e sottoposti a crisi ricorrenti. Tuttavia, è provato che, se negli interventi si adotta un approccio basato
sulla resilienza, si possono ridurre gli effetti degli shock e dei fattori di stress, alleviando così in modo più duraturo le sofferenze umane.
 
Dal canto suo, la comunità umanitaria può adottare una prospettiva di resilienza che faciliti la ricostruzione da parte di quanti sono stati colpiti da disastri. Infatti, le misure a favore della resilienza sono economicamente vantaggiose per due motivi: esse riducono la necessità di finanziare la risposta a crisi ricorrenti e aiutano a superare i divari storici in termini di sviluppo.Il World Food Programme, nei suoi cinquanta anni di lavoro sul campo, ha maturato una significativa esperienza nella costruzione della resilienza per quanto concerne la sicurezza alimentare e la nutrizione. Abbiamo investito in sistemi di pre-allerta e di preparazione alle emergenze, tra cui la gestione dei sistemi di approvvigionamento, la logistica e le comunicazioni d’emergenza. Questi sistemi permettono ai governi di prevenire le crisi o di rispondervi con rapidità quando queste si verificano. Stiamo, anche, aiutando a sviluppare un corpo di competenze nazionali per gestire il rischio disastri tramite strumenti finanziari e di trasferimento del rischio come, per esempio, le assicurazioni sui rischi da eventi meteorologici estremi. Le nostre competenze comprendono l’analisi e la mappatura delle vulnerabilità, oltre che il sostegno ai sistemi di protezione sociale. In molti dei nostri interventi, abbiamo sviluppato delle efficaci reti di protezione sociale attraverso dei programmi comunitari per la creazione di beni; in cambio di assistenza alimentare, i beneficiari si impegnano in progetti pubblici, come quelli per la realizzazione di infrastrutture locali, per esempio, al fine di promuovere la loro sicurezza alimentare a lungo termine.Questo corpus di esperienze in costante aumento ha arricchito le nostre competenze e ora sarà utile a cambiare il nostro modo di operare. Oggi, laddove possibile, la ‘lente della resilienza” viene applicata nella fase di costruzione del programma e, successivamente, in tutte le fasi che compongono il ciclo progettuale.  Sappiamo che tutti gli scenari sono diversi e che la collaborazione a lungo termine è fondamentale. In ciascun contesto, è necessario determinare il modo migliore in cui le nostre azioni possano essere articolate, integrate e coordinate con le strategie dei governi nazionali e con i  programmi dei nostri partner. E’ in quest’ottica che bisogna considerare l’attuale transizione del World Food Programme verso l'adozione di Piani Strategici Nazionali:  le esigenze e le priorità nazionali saranno valutate e concordate congiuntamente con i governi e gli stakeholder  locali e forniranno un quadro di riferimento per una programmazione a lungo termine che ci permetterà di mettere la costruzione della resilienza al centro dei nostri progetti.

Protezione sociale

Gli shock come disastri naturali o gravi fluttuazioni di mercato possono spingere i soggetti vulnerabili nella povertà o nella malnutrizione, condizioni da cui è estremamente difficile uscire.La protezione sociale consiste in politiche e programmi pensati per proteggere le persone da simili eventi per tutto il corso della loro vita. Essa è fondamentale per ridurre la povertà e le disuguaglianze e per promuovere una crescita inclusiva.Inserite nelle politiche di protezione sociale sono le reti di protezionesociale, finalizzate a ai soggetti più vulnerabili un sostegno su cui fare affidamento, sotto forma di cibo, beni, denaro o voucher.Con quasi 370 milioni di beneficiari in tutto il mondo, l’alimentazione scolastica è la rete di protezione sociale più diffusa al mondo. I pasti a scuola assicurano la frequenza e prevengono la dispersione scolastica dei bambini più poveri e vulnerabili.Pasti bilanciati assicurano una situazione nutrizionale migliore e voti più alti. Quando il cibo è di origine locale, i programmi di alimentazione scolastica possono anche agevolare lo sviluppo dell’agricoltura del posto.Contrastando la vulnerabilità e la fame, i programmi di protezione sociale e le reti di protezione sociale contribuiscono in modo diretto al raggiungimento del Primo e del Secondo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Ciononostante, oltre il 70 per cento della popolazione mondiale vive senza adeguate forme di protezione sociale.

Rafforzamento delle competenze nazionali

A causa di conflitti, disastri naturali o politiche pubbliche inefficaci, la sicurezza alimentare e la nutrizione sono a rischio in molte parti del mondo, nonostante la crescita economica, sociale e tecnologica dovuta alla globalizzazione. Nei vari Paesi e continenti, i cittadini si aspettano sempre di più pratiche di buona amministrazione e comportamenti responsabili. In questo contesto, i Governi hanno adottato all'unanimità gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che rappresentano il tentativo più ambizioso fatto finora di affrontare sfide multiple, fra cui la povertà cronica, la fame e la malnutrizione.Il raggiungimento del secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile, Fame Zero, comporta la necessità che gli Stati siano in grado di adottare e attuare politiche che perseguano gli obiettivi di sicurezza alimentare e nutrizione. Tali politiche sostengono la capacità nazionale di resistere a fattori di shock e stress che limitano la disponibilità o l'accesso al cibo. Per essere congrue ed efficaci, le politiche di sicurezza alimentare e nutrizione devono basarsi su una governance forte, istituzioni collaborative e un ambiente favorevole. Spesso viene utilizzata una combinazione di piani di gestione dei rischi, solidi sistemi di protezione sociale e programmi economico-sociali inclusivi.

Riduzione rischio disastri

I disastri naturali e quelli provocati dall’uomo sono fra le principali cause della fame e della malnutrizione. Essi provocano la perdita di vite umane e dei mezzi di sussistenza, causano la distruzione di abitazioni, di risorse produttive e di infrastrutture, oltre ad influenzare negativamente la disponibilità di cibo e di acqua. Le strategie che le persone adottano per sopravvivere, che possono includere la vendita di bestiame e di strumenti utili alla produzione di cibo, o anche il ritiro dei figli da scuola, possono avere effetti di lunga durata, intrappolandoli in un circolo vizioso di fame e povertà.Un aspetto essenziale del mandato del World Food Programme (WFP) di combattere la fame globale riguarda la prevenzione, la mitigazione e la prevenzione dei disastri. Circa la metà dei programmi del WFP ha l'obiettivo di fare fronte ai rischi dei disastri naturali e alle ripercussioni sulla sicurezza alimentare, interessando, ogni anno, circa 80 milioni di persone.Le politiche del WFP sulla Riduzione del Rischio di Disastri indicano un impegno dell'agenzia nella prevenzione della fame e a favore di investimenti sulla preparazione ai disastri e sulle misure di mitigazione. Queste politiche indirizzano l'azione del WFP verso l'implementazione - a livello governativo e delle comunità - del quadro internazionale di riferimento per la riduzione del rischio di disastri adottato a Sendai, in Giappone, nel 2015.Il WFP collabora con i governi per rafforzare la loro capacità di preparazione, di valutazione e di risposta alla fame provocata dai disastri e per sviluppare politiche e piani nazionali che affrontino l'impatto dei disastri sulla nutrizione.

Sistemi alimentari

Il fatto che 815 milioni di persone al mondo soffrano di fame cronica indica che i sistemi alimentari, ossia le reti necessarie per produrre e trasformare il cibo e fare in modo che arrivi al consumatore, non sono in grado di soddisfare i bisogni di larghe parti della società. Migliorare il funzionamento dei sistemi alimentari e la loro capacità di servire anche i più poveri sarà, pertanto, fondamentale per il raggiungimento di Fame Zero.Sistemi alimentari imperfetti o non funzionanti possono pregiudicare la sicurezza alimentare in vari modi. Possono far alzare i prezzi, rendendo difficile per i più poveri permettersi cibo nutriente, o impedire ai piccoli agricoltori di trarre un adeguato profitto dalle loro colture.I malfunzionamenti dei sistemi alimentari possono essere legati a shock connessi ai cambiamenti climatici e alla globalizzazione oppure a conflitti e scontri. Anche in contesti stabili, mezzi di comunicazione, trasporto e stoccaggio inadeguati, mercati commerciali disfunzionali e disuguaglianze possono limitare la possibilità del consumatore di avere accesso al cibo di cui ha bisogno.

Sostegno ai piccoli agricoltori

Pur producendo la maggior parte del cibo di tutto il mondo, i piccoli agricoltori tendono a essere colpiti in prima persona dall’insicurezza alimentare: a livello globale, infatti, rappresentano la maggioranza delle persone che vivono in povertà. Allo scopo di creare sistemi che garantiscano una produzione di cibo sostenibile, una maggiore sicurezza alimentare e il raggiungimento dell’obiettivo Fame Zero, è fondamentale aiutare a incrementare il reddito dei piccoli agricoltori e migliorare i loro mezzi di sussistenza.Il World Food Programme contribuisce in modo determinante a questo processo. Grazie alla nostra elevata domanda di alimenti di base, ai processi di approvvigionamento diretti agli agricoltori e ai sistemi di approvvigionamento basati sul contesto locale, molti piccoli agricoltori riescono ad accedere ai mercati formali. Incoraggiati ad associarsi in cooperative, i piccoli agricoltori hanno un migliore potere negoziale, aumentano le vendite, abbattono i costi di transazione ed espandono la loro clientela.Tuttavia, i piccoli produttori agricoli continuano a fare i conti con degli ostacoli difficili da superare. Alcuni non riescono a produrre cibo a sufficienza per tutta la stagione di magra. Altri riescono a generare un piccolo surplus, ma fanno comunque fatica a generare dei profitti. In generale, i piccoli agricoltori hanno difficoltà ad accedere a strumenti di produzione e a finanziamenti.La gestione della fase del post raccolto, incluso lo stoccaggio, è spesso inadeguata; infatti, i raccolti sono esposti a muffe, a deterioramento e a insetti infestanti. Inoltre, gli eventi climatici estremi complicano ulteriormente la situazione: i piccoli agricoltori, che spesso dipendono dalle piogge per le loro attività agricole, sono impotenti davanti ai rischi legati agli eventi atmosferici. 

Sostegno e servizi umanitari

In un contesto mondiale segnato sempre più da conflitti armati, spostamenti di popolazione e disastri naturali, l’intervento umanitario rimane il caposaldo della governance globale. Impegnato da oltre cinque decenni a rispondere alle crisi, il World Food Programme ha acquisito grandi esperienze e competenze nei sistemi di approvvigionamento, nell’ingegneria e nelle telecomunicazioni di emergenza, spesso nei contesti più difficili. Questa esperienza ha permesso al WFP di ampliare la propria azione a sostegno degli sforzi per uno sviluppo a medio-lungo termine e per la preparazione alle emergenze, a seconda del contesto locale.Dovendo fare fronte a fondi limitati e ad alte aspettative in termini di efficienza, alla comunità umanitaria si chiede, in misura sempre maggiore, di agire in maniera coordinata, di ottimizzare i processi e di aggregare le risorse. Lavorando a stretto contatto con i partner del settore privato, il WFP mette i propri asset e funzionalità a disposizione degli operatori umanitari, permettendo loro di salvare un numero maggiore di vite umane, in maniera più rapida e a un costo minore per i donatori e per l’ambiente.

Sostegno immediato nelle emergenze

Le emergenze sono delle “situazioni urgenti nelle quali è chiaramente dimostrabile che uno o più eventi verificatisi sono causa di sofferenza umana o rappresentano una minaccia imminente per la vita o per i mezzi di sussistenza, e per i quali il governo interessato non ha la possibilità di porvi rimedio; si tratta di uno o più eventi chiaramente fuori dalla norma che producono uno sconvolgimento nella vita di una comunità in misura eccezionale.”Per più di 50 anni, il World Food Programme ha fornito assistenza alimentare di emergenza, spesso in situazioni di conflitto, post-conflitto o a causa di disastri naturali.E continuiamo ancora oggi ad assistere milioni di sfollati, di persone che hanno perso la casa o che sono state private delle risorse di base a causa di eventi catastrofici, provocati dall’uomo o dalla natura, evitabili o meno. Decenni di crisi e di innumerevoli interventi ci hanno permesso di sviluppare una serie di competenze uniche per fare fronte alle emergenze, sia nel campo della programmazione, cioè l’insieme di politiche ed elaborazioni alla base delle nostre azioni, che in quello della preparazione e risposta.

Trasferimenti di denaro

Nell'ultimo decennio, il World Food Programme ha incrementato l'utilizzo di trasferimenti di denaro, in aggiunta alle consegne di cibo, per fornire assistenza alle persone in stato di bisogno. Nel 2017, il WFP ha fornito assistenza attraverso trasferimenti di denaro per un valore di 1,3 miliardi di dollari, un aumento rispetto agli 880 milioni di dollari dell'anno precedente. Si tratta del 30 per cento di tutta l'assistenza fornita dall'agenzia. Laddove i mercati funzionano e le condizioni locali lo permettono, i trasferimenti in denaro sono uno strumento efficace per accelerare il progresso verso Fame Zero e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030. I trasferimenti di contante riducono i costi della fornitura di assistenza alimentare, massimizzando così il numero di persone che possono beneficiarne.

Uguaglianza di genere

L’uguaglianza di genere è un prerequisito fondamentale per un mondo a Fame Zero, un mondo in cui tutti - uomini, donne, bambini e bambine - possano esercitare i loro diritti umani, fra cui quello ad avere cibo adeguato.Ecco perché il perseguimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione femminile (Quinto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile) è centrale nella implementazione del mandato del World Food Programme.Ovunque il WFP lavori - salvando e cambiando le vite - è necessario contrastare le disuguaglianze che opprimono e discriminano le donne e le ragazze e promuovere l'uguaglianza e l'emancipazione per tutti. Ciò è particolarmente importante in ambiti di crisi umanitaria e di conflitti, che esacerbano l'insicurezza alimentare e la malnutrizione. 

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Fonte: World Food Programme 

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