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Decreto MIT linee guida per l’impiego su strada (DSM)

Decreto MIT linee guida per l’impiego su strada (DSM)

Decreto MIT linee guida per l’impiego su strada (DSM)

ID 26364 | 1° Giugno 2026 / Allegata Bozza

Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti recante le linee guida per l’impiego su strada di dispositivi di sicurezza stradale per i motociclisti (DSM)

Protezione dei margini stradali con barriera di sicurezza stradale (guard-rail) e dispositivo di sicurezza per i motociclisti.

Numero di notifica: 2026/0261/IT (Italy)
Data di ricezione: 25/05/2026
Termine dello status quo: 26/08/2026

__________

Il provvedimento consta di sette articoli.

Art.1. Campo di applicazione e finalità
Art.2. Caratteristiche dei dispositivi di sicurezza stradale per motociclisti (DSM)
Art.3. Applicazione dei dispositivi DSM sulle barriere di sicurezza stradale marcate CE
Art.4. Progettazione delle sistemazioni, zone da proteggere e programmi di intervento
Art.5. Installazione di DSM su barriere di sicurezza stradale in esercizio
Art.6. Conformità dell’installazione
Art. 7. Entrata in vigore

La motivazione che supporta la norma è la tutela della vita dei motociclisti dagli eventi incidentali che possono produrre lo scivolamento lungo il margine della strada e l’urto contro il paletto e la lama delle barriere di sicurezza stradale e quindi riguarda specificatamente la tutela della sicurezza stradale. L’installazione su strada di dispositivi di protezione per motociclisti evita ingiuria o morte dei conducenti e dei passeggeri di motocicli nelle sopra indicate fattispecie. I dispositivi di sicurezza per i motociclisti sono sottoposti a prove standard ai sensi della norma UNI CEN/TS 17342:2019. A garanzia del mantenimento delle prestazioni, in accordo con il regolamento UE n. 2024/3110 del 27 novembre 2024, la barriera stradale è sottoposta di nuovo alle prove secondo la norma EN 1317-5 con il dispositivo di sicurezza per motociclisti per la conferma o la modifica delle prestazioni. Tali protezioni sono previste su strade della rete nazionale con limite di velocità maggiore o uguale a 70 Km/h in cui vi è una maggiore vulnerabilità dei motociclisti, in particolare:

- nelle curve e discese pericolose;
- nei restringimenti di carreggiata;
- ove vi è stato un evento incidentale che ha coinvolto un motociclista e una barriera di sicurezza stradale.

Si ravvisa infine che tali misure sono specifiche in ragione dell’ampio numero di motociclisti che guidano in Italia, con analogia nell’Unione Europea soltanto in Spagna e in Grecia, ove parimenti sono in adozione misure di tutela dell’utenza motociclistica. Pertanto, si ravvisa una differenza oggettiva di circostanze dovuta all’orografia dei territori e al clima più mite. La misura regolamentare mira nel medio e lungo termine a ridurre gli incidenti gravi e mortali dei motociclisti nelle strade principali della rete nazionale.

Il rischio per il pubblico è il ripetersi di incidenti con gravi conseguenze anche mortali per i motociclisti a causa di collisioni con le barriere di sicurezza stradale, come evidenziato nei rapporti statistici nazionali annuali. Questo rischio è particolarmente elevato nei tratti in cui vi sono discese e curve pericolose, restringimenti della carreggiata e altre circostanze quali, ad esempio, la scarsa visibilità e i punti singolari. La misura elimina le caratteristiche più critiche dell'impatto, consentendo al motociclista di scivolare sulla superficie piana del dispositivo di sicurezza. Questo obiettivo può essere raggiunto adottando lo standard europeo CEN/TS/17342:2019, già approvato a livello europeo, e attraverso le valutazioni modellistiche e le prove condotte presso gli organismi notificati che confermano la validità tecnica della soluzione adottata.

Non ci sono particolari limitazioni, in quanto le barriere stradali sono già in uso sulla maggior parte delle strade italiane e, dove ancora da installare, i bandi sono comunque aperti a tutte le tipologie presenti sul mercato dell'Unione Europea. I dispositivi di sicurezza per i motociclisti vengono installati sulle barriere stradali.

Inoltre, i tratti stradali, le curve e le discese pericolose, nonché i restringimenti di carreggiata in cui si palesa effettivamente un'insidia per il conducente e il passeggero di un motociclo, specialmente in caso di pioggia, sono ridotti al minimo. L’impatto sul commercio transfrontaliero è inesistente. La tutela in termini di sicurezza stradale riguarda invece tutti i cittadini dell'Unione Europea che guidano motocicli in Italia.

La misura adottata è la meno restrittiva e ha un impatto sul mercato interno del tutto irrilevante. Infatti, la misura adottata si limita ad adeguare i margini stradali proprio dove si registrano i danni permanenti più significativi o i decessi dei motociclisti. Inoltre, l'eventuale riduzione dei limiti di velocità della rete nazionale principale congestionerebbe ulteriormente il traffico, con ripercussioni sulla filiera logistica e sull'economia nel suo complesso, già sottoposta a criticità di altra natura, e non abbatterebbe significativamente il numero di feriti e morti tra i motociclisti.
Infine, si osserva che la misura riguarda una frazione così esigua delle infrastrutture stradali da non determinare alcuna modifica del mercato.

Alla luce di quanto sopra illustrato, le restrizioni imposte dalla misura sono proporzionate all'importanza dell'obiettivo di interesse pubblico perseguito e alla gravità e frequenza dei rischi. Il grado di interferenza nel mercato interno è inesistente e non si riscontrano danni immediati causati dalla misura, in quanto non è restrittiva del mercato stesso. Non si introducono barriere al mercato interno, in quanto il dispositivo di sicurezza per i motociclisti rappresenta un elemento aggiuntivo alla barriera di sicurezza stradale. Si osserva, inoltre, che l'obiettivo della misura rientra nell'obiettivo generale di riduzione del numero di morti e feriti sulle strade, obiettivo fondamentale a livello sia unionale che nazionale.

[...]

Fonte: CE

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