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DVR ATEX | D.Lgs. 81/08 Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive - Rev. 1.0 Sett. 2026

DVR ATEX | D.Lgs. 81/08 Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive - Rev. 1.0 Sett. 2026
 
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  Newsletter n. 4219 del 07 Settembre 2026  
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DVR ATEX | D.Lgs. 81/08 Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive

DVR ATEX | D.Lgs. 81/08 Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive - Rev. 1.0 Sett. 2026

ID 19207 | Rev. 1.0 del 06.09.2026 / Modello .docx allegato

Modello documento di valutazione del rischio da atmosfere esplosive in accordo al Titolo XI del D.Lgs. 81/08, alla Direttiva 1999/92/CE ed alla norma tecnica CEI EN IEC 60079-10-1:2021 (CEI 31-87). Il documento tratta l’emissione di LNG dalla valvola di sicurezza primaria del serbatoio di un trattore stradale.

Il serbatoio usato come esempio appartiene ad una STRALIS IVECO dotato di due valvole di sicurezza:

- valvola di sovrapressione primaria (tarata a 17 bar);
- valvola di sovrapressione secondaria (tarata a 22 bar).

 Schema serbatoio IVECO Stralis

Fig. 1 - Serbatoio LNG Iveco STRALIS

La valvola di sovrapressione primaria si apre quando la pressione supera i 17 bar e si trova dietro la cabina del camion.

La valvola di sovrapressione secondaria si apre quando la valvola di sovrapressione primaria non funziona e la pressione supera i 22 bar. Questa valvola di sicurezza secondaria si trova proprio sopra la valvola di sfiato manuale. Ha un tappo di plastica rossa per evitare la formazione di ghiaccio.

La pressione impostata per l'apertura della valvola è 1,5 volte la pressione massima di esercizio all'interno del serbatoio.

L’apertura della valvola di sovapressione secondaria non rientra nel campo di applicazione della CEI EN IEC 60079-10-1:2021 (CEI 31-87).
________

CEI EN IEC 60079-10-1:2021 (IT 2023)

Atmosfere esplosive Parte 10-1: Classificazione dei luoghi - Atmosfere esplosive per la presenza di ga

Questa edizione della Norma CEI EN 60079-10-1 tratta la classificazione dei luoghi ove possono manifestarsi pericoli associati alla presenza di gas o vapori infiammabili e può essere utilizzata come base per effettuare la corretta progettazione, costruzione scelta e manutenzione delle apparecchiature per l'uso in aree pericolose. 

Essa si applica ai luoghi in cui vi può essere il pericolo di accensione dovuto alla presenza di gas o vapori infiammabili, miscelati in aria in condizioni atmosferiche normali, ma non si applica a:

a) miniere con possibile presenza di grisou;
b) luoghi di trattamento e produzione di esplosivi;
c) guasti catastrofici o rari malfunzionamenti non compresi nel concetto di normalità trattato in questa Norma; (vedi 3.7.3 and 4.5)
d) locali adibiti ad uso medico;
e) ambienti domestici.
f) luoghi dove il pericolo può manifestarsi per la presenza di polveri o fibre combustibili, ma i principi della Norma possono essere usati per valutazioni con presenza di miscele ibride (si veda inoltre la Norma CEI EN 60079-10-2); 

Rispetto alla precedente edizione, oltre a modifiche e aggiornamenti di carattere editoriale e integrazioni di minore importanza, sono state introdotte le seguenti modifiche significative:

1 - eliminazione dall’esclusione del campo di applicazione delle applicazioni commerciali ed industriali per utilizzo di gas a bassa pressione (art. 1);
2 - eliminazione del fattore di sicurezza k nella Fig. C.1 “Grafico per la valutazione del grado di diluizione” (art. C.3.5);
3 - revisione delle equazioni C.2 e C.3 per il calcolo della portata dell’aria dovuta al vento (Art. C.5.2);
4 - revisione delle equazioni C.4 e C.5 per il calcolo della portata dell’aria in caso di ventilazione dovuta al galleggiamento termico e revisione del grafico di Figura C.6 (art. C.5.3);
5 - revisione dell’ equazione C.6 ed eliminazione dell’equazione C.7 (art. C.5.4);
6 - eliminazione del fattore di sicurezza k nella Fig. D.1 “Diagramma per la stima delle distanze delle aree pericolose” (Art. D.3). 

Nell’introduzione della Norma vengono inoltre inserite considerazioni aggiuntive riguardanti l’applicazione delle modifiche citate. 

La presente Norma rappresenta una revisione tecnica dell'edizione precedente. La Norma in oggetto sostituisce completamente la Norma CEI EN 60079-10-1:2016-11, che rimane applicabile fino al 22-01-2024.

[…]

NOTA Ulteriori indicazioni sulle atmosfere ibride sono riportate nell’Allegato I. 

Nebbie infiammabili possono formarsi o essere presenti contemporaneamente come vapori infiammabili. In detti casi, la rigorosa applicazione delle indicazioni della presente Norma può non essere appropriata. Le nebbie infiammabili possono formarsi anche quando i liquidi, non considerati un pericolo a causa dell’elevata temperatura di infiammabilità, sono emessi sotto pressione. In questi casi, le classificazioni e le indicazioni fornite dalla presente Norma non si applicano.

Informazioni sulle nebbie infiammabili sono riportate nell’Allegato D, dove tra l’altro è indicato che non tutte le nebbie sono ugualmente infiammabili.

Per lo scopo di questa Norma, un luogo è uno spazio o una regione tridimensionale. 

Le condizioni atmosferiche includono variazioni al di sopra e al di sotto dei valori di riferimento di 101,3 kPa (1 013 mbar) e 20 °C (293 K), purché le variazioni abbiano un effetto trascurabile sulle proprietà esplosive delle sostanze infiammabili. 

In ogni sito, indipendentemente dalle dimensioni, ci possono essere numerose sorgenti di accensione  oltre a quelle associate alle apparecchiature. In tali situazioni, per garantire la sicurezza, si rendono necessarie precauzioni idonee. 

Per le altre sorgenti di accensione, la presente Norma può essere utilizzata con cautela, ma in alcune  applicazioni può essere necessario considerare altre misure di sicurezza. 

Per esempio, in caso di permessi di lavoro a caldo, per le fiamme libere possono essere applicate distanze maggiori. 

Questa Norma non considera le conseguenze dell’accensione di un’atmosfera esplosiva a eccezione del caso in cui una zona è così piccola che se avvenisse l’innesco esso avrebbe conseguenze trascurabili (vedi 3.3.8 e 4.4.2)

[...] 

3.7.3  malfunzionamento raro 

tipo di malfunzionamento che può accadere solo in circostanze rare 

NOTE 1: Nel contesto di questa Norma, i malfunzionamenti rari includono il fallimento di controlli di  processo separati e indipendenti, che possono essere sia automatici sia manuali, che potrebbero attivare una catena di eventi che  porterebbero a un’emissione di sostanza infiammabile di notevole entità. 

NOTE 2: Malfunzionamenti rari potrebbero includere anche le condizioni impreviste che non sono contemplate dalla progettazione degli impianti, come la corrosione in aspettata che si traduce in un’emissione.

Dove le e missioni dovute alla corrosione o a condizioni simili possono o potrebbero essere ragionevolmente previste come parte delle condizioni operative di impianto, allora questo non è considerato come un malfunzionamento raro.

[...]

4.5 Guasti catastrofici

Per quanto possibile, tali guasti dovrebbero essere prevenuti.

I guasti catastrofici ragionevolmente non prevedibili non devono essere presi in considerazione nella classificazione dei luoghi pericolosi.

Per esempio, incidenti gravi come la rottura di un recipiente di processo o guasti di apparecchiature o tubazioni di larga scala come la rottura totale di una flangia o di una guarnizione.

La probabilità di tali guasti in un impianto dovrebbe essere ridotta mediante la verifica adeguata, la progettazione, l’esercizio e la manutenzione.
________

[...]

Cover DVR Atex

Introduzione

La valutazione del rischio derivante da atmosfere esplosive, riportata di seguito, è stata eseguita tenendo conto dei seguenti elementi:

- probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;
- probabilità che le fonti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, siano presenti e divengono attive ed efficaci;
- caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni;
- entità degli effetti prevedibili.

L’attività dell’azienda e l’analisi delle mansioni riportate nel documento specifico del Documento di Valutazione dei Rischi aziendali hanno evidenziato la presenza di rischi da atmosfere esplosive per gli autisti dei messi alimentazioni ad LNG.

Nel presente documento si analizza il rischio in accordo al al Titolo XI del D.Lgs. 81/08, alla Direttiva 1999/92/CE ed alla norma tecnica CEI EN IEC 60079-10-1:2021 (CEI 31-87).
________

Riferimenti Legislativi normativi

D.Lgs. 81/08

Art. 290 - Valutazione dei rischi di esplosione

1. Nell'assolvere gli obblighi stabiliti dall'articolo 17, comma 1, il datore di lavoro valuta i rischi specifici  derivanti da atmosfere esplosive, tenendo conto almeno dei seguenti elementi:

a) probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;
b) probabilità che le fonti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, siano presenti e divengano attive ed efficaci;
c) caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni;
d) entità degli effetti prevedibili.

2. I rischi di esplosione sono valutati complessivamente.

3. Nella valutazione dei rischi di esplosione vanno presi in considerazione i luoghi che sono o possono essere in collegamento, tramite aperture, con quelli in cui possono formarsi atmosfere esplosive.

Art. 294 - Documento sulla protezione contro le esplosioni

1. Nell'assolvere gli obblighi stabiliti dall'articolo 290 il datore di lavoro provvede a elaborare e a tenere aggiornato un documento, denominato: "documento sulla protezione contro le esplosioni".

2. Il documento di cui al comma 1, in particolare, deve precisare:

a) che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati;
b) che saranno prese misure adeguate per raggiungere gli obiettivi del presente titolo;
c) quali sono i luoghi che sono stati classificati nelle zone di cui all'allegato XLIX;
d) quali sono i luoghi in cui si applicano le prescrizioni minime di cui all'allegato L;
e) che i luoghi e le attrezzature di lavoro, compresi i dispositivi di allarme, sono concepiti, impiegati e mantenuti in efficienza tenendo nel debito conto la sicurezza;
f) che, ai sensi del titolo III, sono stati adottati gli accorgimenti per l'impiego sicuro di attrezzature di lavoro.

3. Il documento di cui al comma 1 deve essere compilato prima dell'inizio del lavoro ed essere riveduto qualora i luoghi di lavoro, le attrezzature o l'organizzazione del lavoro abbiano subito modifiche, ampliamenti o trasformazioni rilevanti.

4. Il documento di cui al comma 1 è parte integrante del documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 17, comma 1.

[...]

Allegato XLIX

RIPARTIZIONE DELLE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE

OSSERVAZIONE PRELIMINARE.

Il sistema di classificazione che segue si applica alle aree in cui vengono adottati provvedimenti di protezione in applicazione degli articoli 258259262263.

1. AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE

Un'area in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori interessati è considerata area esposta a rischio di esplosione ai sensi del presente titolo.

Un'area in cui non è da prevedere il formarsi di un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione è da considerare area non esposta a rischio di esplosione ai sensi del presente titolo.

Le sostanze infiammabili e combustibili sono da considerare come sostanze che possono formare un'atmosfera esplosiva a meno che l'esame delle loro caratteristiche non abbia evidenziato che esse, in miscela con l'aria, non sono in grado di propagare autonomamente un'esplosione.

2. CLASSIFICAZIONE DELLE AREE A RISCHIO DI ESPLOSIONE

Le aree a rischio di esplosione sono ripartite in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive.

Il livello dei provvedimenti da adottare in conformità dell'ALLEGATO L, parte A, è determinato da tale classificazione.

Zona 0
Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.

Zona 1
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.

Zona 2
Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.

Zona 20
Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria.

Zona 21
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.

Zona 22
Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.

Note

1. Strati, depositi o cumuli di polvere combustibile sono considerati come qualsiasi altra fonte che possa formare un'atmosfera esplosiva.
2. Per "normali attività" si intende la situazione in cui gli impianti sono utilizzati entro i parametri progettuali.
3. Per la classificazione delle aree o dei luoghi si può fare riferimento alle norme tecniche armonizzate relative ai settori specifici, tra le quali:
EN 60079-10 (CEI 31-30) "Classificazione dei luoghi pericolosi" e successive modificazioni. (1)
EN 61241-10 (CEI 31-66) "Classificazione delle aree dove sono o possono essere presenti polveri combustibili" e successive modificazioni. (1)
e le relative guide: CEI 31-35 e CEI 31-56"
e per l'analisi dei pericoli, valutazione dei rischi e misure di prevenzione e protezione, alla norma:
EN 1127-1"Atmosfere esplosive. Prevenzione dell'esplosione e protezione contro l'esplosione. Parte 1: Concetti fondamentali e metodologia".

Note

Il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 (in SO n.142, relativo alla G.U. 05/08/2009, n.180) ha disposto (con l'art. 149, comma 1) la modifica dell'Allegato XLIX.

(1) la Norma CEI EN 61241-10 (CEI 31-66) e la Norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) sono sostituite rispettivamente dalla Norma CEI EN 60079-10-2 (CEI 31-88) e dalla Norma CEI EN IEC 60079-10-1 (CEI 31-87).
________

CEI EN IEC 60079-10-1:2021 (Classificazione CEI: 31-87) “Atmosfere esplosive Parte 10-1: Classificazione dei luoghi - Atmosfere esplosive per la presenza di gas”

Data di pubblicazione: 09.2021
Inizio validità: 10.2021
Versione IT: 09.2023
________

Direttiva 1999/92/CE

Articolo 4 Valutazione dei rischi di esplosione

1. Nell'assolvere gli obblighi stabiliti dall'articolo 6, paragrafo 3, e dell'articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE, il datore di lavoro valuta i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, tenendo conto almeno dei seguenti elementi:

- probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive,
- probabilità della presenza, dell'attivazione e dell'efficacia di fonti di ignizione, comprese scariche elettrostatiche,
- caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processo e loro possibili interazioni,
- entità degli effetti prevedibili.

I rischi di esplosione sono valutati complessivamente. 2. Nella valutazione dei rischi di esplosione vanno presi in considerazione i luoghi che sono o possono essere in collegamento tramite aperture con quelli in cui possono formarsi atmosfere esplosive.

Probabilità di esplosione

Probabilit  esplosione

In linea generale, si può considerare che la probabilità P che si verifichi una esplosione dipenda dai seguenti parametri:

- Probabilità che la sorgente di emissione SE generi una atmosfera esplosiva, che si può indicare con PSE;
- Probabilità di innesco dell'atmosfera esplosiva PINN.

La probabilità PSE che possa crearsi un'atmosfera esplosiva può essere associata per semplicità direttamente al tipo di zona ed essere suddivisa anch'essa qualitativamente in 4 livelli rispettivamente per le zone 0/20, 1/21, 2/22 e per le zone non pericolose indicate con NE, dove l'atmosfera esplosiva non esiste oppure è di dimensioni tanto ridotte da non essere considerata pericolosa.

A ciascuno di questi livelli è assegnato un punteggio che parte dal valore 4 per le zone 0/20 e finisce con il valore 1 per quelle NE, come indicato nella tabella che segue.

PSE

[...]

Danno

Il danno D può essere qualitativamente suddiviso in 4 livelli cioè trascurabile, lieve, grave e gravissimo, a ciascuno dei quali è associato un valore numerico rispettivamente da 1 a 4, come nella tabella di seguito indicata. Nella tabella stessa vengono specificati significati attribuiti a ciascun livello:

Danno esplosione

La magnitudo del danno può essere considerata dipendente dai seguenti parametri:

- Classificazione della zona CLZONA;
- Presenza di lavoratori esposti LESP;
- Fattore di esplodibilità dell'atmosfera KExp;
- Indice relativo al volume Vz pericoloso FVZ;
- Indice relativo allo spessore di strati di polvere IS;
- Fattore di confinamento FC.

Un'atmosfera esplosiva confinata o localizzata in una zona molto congestionata da strutture,impianti, che ne ostacolano l'espansione o lo sfogo ha una probabilità maggiore di produrre danni elevati.

Per il parametro CLZONA vengono definiti 4 livelli associati al tipo di zona e ad ognuno viene attribuito un valore numerico crescente con la pericolosità della zona, come indicato nella tabella seguente:

CLZONA

[...]

Classificazione Zona

Un serbatoio criogenico di LNG, destinato all’alimentazione del motore di un trattore stradale, è dotato delle seguenti due valvole di sicurezza:

PSV1: chiamata valvola di sicurezza primaria, è tarata a 17 bar e protegge il serbatoio criogenico dalle normali fasi di riscaldamento dell’LNG presente all’interno (“ Boil off ”). L ’uscita è convogliata con tubazioni che sfociano nella parte più alta del mezzo;

[...]

Con i seguenti dati inseriti nella successiva matrice di classificazione:

- Grado della sorgente di emissione: SECONDO
- Efficacia della ventilazione (diluizione): MEDIA
- Disponibilità della ventilazione: BUONA

si ottiene una zona di tipo 2.

Tabella D.1 CEI EN IEC 60079-10-1:2021 - Matrice di classificazione

Tabella D.1 CEI EN IEC 60079-10-1:2021 - Matrice di classificazione

[...]

Determinazione distanza pericolosa

La determinazione della distanza pericolosa fatta invece in base alla Figura D.1 dell’Allegato D, CEI EN IEC 60079-10-1:2021 è di seguito riportata.

Figura D.1 – Diagramma per la stima delle distanze pericolose

Figura D.1 - Diagramma per la stima delle distanze pericolose

[...]

Esito della valutazione

Scheda di valutazione 1 - Mansione “Autista”

Il RISCHIO risultante dall’analisi è BASSO.

[...] segue in allegato

Fonti
CEI EN IEC 60079-10-1:2021 (CEI 31-87)
D.Lgs. 81/08
Direttiva 1999/92/CE
Guida atmosfere esplosive ATEX - INAIL 2013

Certifico Srl - IT | Rev. 1.0 2026
©Copia autorizzata Abbonati

Matrice Revisioni:

Rev. Data Oggetto Autore
1.0 06.09.2026 Aggiornamento normativo Certifico Srl
0.0 15.03.2023 --- Certifico Srl



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Stima delle zone pericolose ATEX / CEI EN IEC 60079-10-1




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Guida atmosfere esplosive atex - INAIL 2013
CEI EN 60079-10-2 Luoghi ATEX polveri Ed. 2016
DVR atex polveri: Guida CEI 31-56 a EN 60079-10-2
EN 60079-X: Tutte le norme ATEX della serie
CEI 0-2 | Guida documentazione progetto impianti elettrici
Decreto Legislativo 85/2016 ATEX



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