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Microclima ambienti moderati EN ISO 7730:2025 - Dlgs 81/08 / Rev. 2.0 Giugno 2026
ID 3230
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| Appunti Sicurezza Lavoro | |||||||||||||||||
| Newsletter n. 3163 del 08 Giugno 2026 | |||||||||||||||||
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Microclima ambienti moderati EN ISO 7730:2025 - Dlgs 81/08 / 2026 ID 5561 | Update Rev. 2.0 del 05 Giugno 2026 / Documento completo allegato Il presente elaborato illustra la valutazione delle condizioni microclimatiche ambientali in ambienti c.d. moderati, in base a quanto disposto nel TUS (D.lgs n. 81 del 2008) e rielaborando i contenuti della Norma UNI ISO 7730:2026 Ergonomia degli ambienti termici - Determinazione analitica e interpretazione del benessere termico mediante il calcolo degli indici PMV e PPD e dei criteri di benessere termico locale. Update Rev. 2.0 del 05 Giugno 2026 - Documento aggiornato alla UNI ISO 7730:2026 Ergonomia dell'ambiente termico - Determinazione analitica e interpretazione del comfort termico tramite il calcolo degli indici PMV e PPD e dei criteri di comfort termico locale Excursus Si definisce microclima l’insieme dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale e che, assieme a parametri individuali quali l’attività metabolica e l’abbigliamento, determinano gli scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano. È importante valutare il rischio microclima nei luoghi di lavoro per verificare se l’ambiente termico in cui il lavoratore opera sia adeguato alla attività lavorativa che deve svolgere oppure possa comprometterne la sicurezza e lo stato di salute. Premesso che nella generalità dei luoghi di lavoro l’attività metabolica è di fatto così strettamente associata al compito lavorativo da non potersi considerare una variabile, si definiscono moderati tutti i luoghi di lavoro nei quali non esistono specifiche esigenze produttive che, vincolando uno o più degli altri principali parametri microclimatici (principalmente temperatura dell’aria, ma anche umidità relativa, velocità dell’aria, temperatura radiante e resistenza termica del vestiario), impediscano il raggiungimento del comfort. Un microclima confortevole è quello che suscita nella maggioranza degli individui presenti una sensazione di soddisfazione per l’ambiente, da un punto di vista termo - igrometrico, convenzionalmente identificata col termine “benessere termoigrometrico”, ma più spesso indicata per brevità come “benessere termico” o semplicemente “benessere” o “comfort”. A tal fine risulta necessario che si verifichino condizioni appropriate a produrre sia comfort di tipo globale, ovvero relativo al corpo umano nel suo complesso, sia comfort di tipo locale, ovvero relativo a specifiche aree corporee. - Il comfort globale è strettamente legato al mantenimento della neutralità termica del corpo umano attraverso una fisiologica risposta del sistema di termoregolazione. Quest’ultimo ha il compito di mantenere la temperatura del nucleo corporeo costante o comunque di contenerne le oscillazioni entro un intervallo molto ristretto compatibile con l'espletamento ottimale delle funzioni vitali. - Il discomfort locale è invece legato alla limitazione degli scambi termici localizzati in specifiche aree, ovviamente superficiali, del corpo umano. La situazione ottimale si raggiunge annullando ogni possibile causa che possa indurre nel soggetto sensazioni di discomfort. Figura 1 - Parametri che caratterizzano il microclima Valutazione delle condizioni microclimatiche ambientali D.Lgs 81/2008 L’Allegato IV Requisiti dei luoghi di lavoro -1.9 Microclima - al D.Lgs 81/2008 fornisce indicazioni di carattere generale in relazione alla aerazione, temperatura e umidità dei luoghi di lavoro. Nel Titolo VIII, Capo I, art. 180 classifica il microclima tra gli agenti fisici e ai sensi dell’art. 181 ne rende obbligatoria la valutazione del rischio. Non esiste, nel Titolo VIII, un capo specifico dedicato al microclima così come avviene, invece, per altri agenti fisici ma l’art. 181 dispone di far riferimento alle norme di buona tecnica (UNI, ISO ecc.) ed alle buone prassi per valutare il rischio in modo da identificare ed adottare le opportune misure di prevenzione e protezione. Figura 2 - Microclima nel Dlgs 81/08 1.9 Microclima 1.9.1. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi 1.9.1.1. Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di areazione. 1.9.1.2. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori. 1.9.1.3. Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell'aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d'aria fastidiosa. 1.9.1.4. Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori. 1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all'inquinamento dell'aria respirata deve essere eliminato rapidamente. 1.9.2. Temperatura dei locali 1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. 1.9.2.2. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitanti. 1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali. 1.9.2.4. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro. 1.9.2.5. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione. 1.9.2.6. Gli apparecchi a fuoco diretto destinati al riscaldamento dell'ambiente nei locali chiusi di lavoro di cui al precedente articolo, devono essere muniti di condotti del fumo privi di valvole regolatrici ed avere tiraggio sufficiente per evitare la corruzione dell'aria con i prodotti della combustione, ad eccezione dei casi in cui, per l'ampiezza del locale, tale impianto non sia necessario. 1.9.3 Umidità 1.9.3.1 Nei locali chiusi di lavoro delle aziende industriali nei quali l'aria è soggetta ad inumidirsi notevolmente per ragio di lavoro, si deve evitare, per quanto è possibile, la formazione della nebbia, mantenendo la temperatura e l'umidità nei limiti compatibili con le esigenze tecniche. Normativa tecnica UNI EN ISO 7730:2026 La normativa tecnica propone una metodologia per la valutazione del comfort microclimatico basata su quantità dette indicatori (o indici) sintetici di qualità (o di rischio), che condensano in un numero minimo di valori numerici tutta l’informazione necessaria alla formulazione di un giudizio di accettabilità o inaccettabilità di un ambiente termico. UNI ISO 7730:2026 Data entrata in vigore: 19 febbraio 2026 La norma presenta metodi per prevedere la sensazione termica globale ed il grado di disagio (insoddisfazione termica) delle persone esposte in ambienti termici moderati. Essa consente la determinazione analitica e l'interpretazione del benessere termico mediante il calcolo del PMV (predicted mean vote - voto medio previsto) e del PPD (predicted percentage of dissatisfied - percentuale prevista di insoddisfatti) e dei criteri di benessere termico locale, fornendo le condizioni ambientali considerate accettabili per il benessere termico globale così come quelle che rappresentano il disagio locale. Essa è applicabile a uomini e donne in buona salute esposti ad ambienti chiusi nei quali si cerca di raggiungere il benessere termico, ma nei quali si hanno leggere deviazioni da quest'ultimo, nella progettazione di nuovi ambienti o nella valutazione di quelli esistenti. Sebbene sia stata elaborata specificatamente per gli ambienti di lavoro, essa è applicabile a qualunque altro tipo di ambiente. Questa quarta edizione annulla e sostituisce la terza edizione (ISO 7730:2005), che è stata tecnicamente rivista. Le principali modifiche sono le seguenti: - eliminazione di sezioni del testo (valutazioni a lungo termine, adattamento e diversità); Traduzione in IT non ufficiale ISO 7730:2025 Introduzione Il presente documento, relativo alla valutazione degli ambienti termici moderati, è uno dei documenti ISO (insieme a ISO 7243, ISO 7933 e ISO 11079, riguardanti le condizioni ambientali estreme) che specificano i metodi per la misurazione e la valutazione degli ambienti termici moderati ed estremi a cui sono esposti gli esseri umani. La sensazione termica di un essere umano è principalmente correlata al bilancio termico del suo corpo nel complesso. Tale bilancio è influenzato dall'attività fisica e dall'abbigliamento, nonché dai parametri ambientali quali temperatura dell'aria, temperatura media radiante, velocità dell'aria e umidità dell'aria. Quando questi fattori sono stati stimati o misurati, è possibile calcolare l'indice di comfort termico voto medio previsto (PMV). Vedere paragrafo 4. L'indice percentuale prevista di insoddisfatti (PPD) fornisce informazioni sul discomfort termico o sull'insoddisfazione termica espressa come percentuale di persone che probabilmente percepiranno l'ambiente come troppo caldo o troppo freddo. Il PPD può essere ottenuto dal PMV. Vedere Paragrafo 5. Il discomfort termico può anche essere causato da raffreddamenti o riscaldamenti locali indesiderati del corpo. I fattori più comuni di discomfort locale sono l'asimmetria della temperatura radiante (superfici fredde o calde), la corrente d'aria (definita come raffreddamento locale del corpo causato dal movimento dell'aria), la differenza verticale di temperatura dell'aria e pavimenti caldi o freddi. Il Paragrafo 6 specifica come prevedere la percentuale di insoddisfatti dovuta ai parametri di discomfort locale. L'insoddisfazione può essere causata dal discomfort caldo o freddo del corpo nel suo complesso. In tal caso i limiti di comfort possono essere espressi tramite gli indici PMV e PPD. Tuttavia il discomfort termico può anche essere causato da parametri di discomfort termico locale. Il Paragrafo 7 tratta degli ambienti termici accettabili per il comfort. I paragrafi 6 e 7 si basano principalmente su condizioni stazionarie. I metodi per valutare le condizioni non stazionarie, come transitori (gradini di temperatura), temperature cicliche o rampe di temperatura, sono presentati nel Paragrafo 8. Gli ambienti termici negli edifici o nei luoghi di lavoro variano nel tempo e non è sempre possibile mantenere le condizioni entro i limiti raccomandati. Il presente documento è destinato all'uso congiunto con ISO/TR 23663. È inoltre destinato all'uso con ISO 28803 nel caso di persone con esigenze particolari, come quelle con disabilità fisiche. Sono importanti anche le differenze etniche, nazionali o geografiche, in particolare per gli spazi non climatizzati. Le linee guida sono fornite nei paragrafi 8 e 10 di ISO/TR 23663. 1 Scopo e campo di applicazione Il presente documento specifica un metodo per valutare il comfort termico generale delle persone in un ambiente e il grado di discomfort (insoddisfazione termica) delle persone esposte a ambienti termici moderati. Definisce la determinazione analitica e l'interpretazione del comfort termico mediante il calcolo del voto medio previsto (PMV) e della percentuale prevista di insoddisfatti (PPD), nonché i criteri di comfort termico locale, fornendo le condizioni ambientali considerate accettabili per il comfort termico generale e quelle rappresentative del discomfort locale. È applicabile a uomini e donne in salute esposti ad ambienti interni in cui è desiderabile il comfort termico, ma in cui si verificano deviazioni moderate, nella progettazione di nuovi ambienti o nella valutazione di quelli esistenti. Sebbene sviluppato specificamente per l'ambiente di lavoro, il presente documento è applicabile anche ad altri tipi di ambiente. 2 Riferimenti normativi I documenti seguenti sono richiamati nel testo in modo tale che il loro contenuto, in tutto o in parte, costituisce requisiti del presente documento. Per i riferimenti datati si applica solo l'edizione citata. Per i riferimenti non datati si applica l'ultima edizione del documento di riferimento (compresi gli emendamenti). ISO 9920, Ergonomia dell'ambiente termico - Stima dell'isolamento termico e della resistenza al vapore acqueo di un insieme di indumenti 3 Termini e definizioni Ai fini del presente documento si applicano i termini e le definizioni della ISO 13731 e i seguenti. 3.1 ciclo di temperatura Temperatura variabile con una determinata ampiezza e frequenza. 3.2 deriva di temperatura Variazione passiva monotona, costante e non ciclica della temperatura operativa di uno spazio confinato. 3.3 rampa di temperatura Variazione monotona, costante e non ciclica della temperatura operativa di uno spazio confinato, controllata attivamente. 3.4 temperatura operativa Temperatura uniforme di un involucro nero immaginario nel quale un occupante scambia la stessa quantità di calore per irraggiamento e convezione che nell'ambiente reale non uniforme. 3.5 transitorio Variazione improvvisa delle condizioni termiche dovuta a un cambiamento a gradino di temperatura, umidità, attività o abbigliamento. 3.6 corrente d'aria (draught) Raffreddamento locale indesiderato del corpo causato dal movimento dell'aria 4 Comfort termico globale del corpo - Voto medio previsto (PMV) Il PMV è un indice che prevede il valore medio dei voti di un grande gruppo di persone sulla scala di sensazione termica a sette punti (vedere Tabella 1), basato sul bilancio termico del corpo umano. Il bilancio termico si ottiene quando la produzione interna di calore nel corpo è pari alla perdita di calore verso l'ambiente. In un ambiente moderato, il sistema termoregolatore umano tenta automaticamente di modificare la temperatura cutanea e la secrezione di sudore per mantenere il bilancio termico. Tabella 1 - Scala di sensazione termica a sette punti [...] Indicazioni operative rischio agenti fisici ISS INAIL / Microclima Indicazioni operative per la prevenzione del rischio da Agenti Fisici ai sensi del Decreto Legislativo 81/08 - Parte 3: Microclima / Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome - 08.06.2021 Estratto Sezione D ed E SEZIONE D GESTIONE DEL RISCHIO D.1 Come comportarsi all’esito della valutazione? SEZIONE E VIGILANZA E.1 Nell’ambito del D.Lgs. 81/2008, in ottemperanza a quali riferimenti deve essere effettuata la valutazione del microclima? [...] Segue in allegato Fonti Certifico Srl - IT | Rev. 2.0 2026 Matrice Revisioni
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