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| Newsletter n. 2326 del 30 Marzo 2026 | ||
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Rifiuti - Esempi di piani di campionamento / UNI 10802:2023 ID 25873 | 29.03.2026 / Documento e schede complete in allegato In allegato Documento completo e Schede separate di 38 Esempi piani di campionamento rifiuti estratti da UNI 10802:2023. I seguenti esempi riguardano il campionamento di rifiuti di vario tipo che si presentano in diverse giaciture: cumulo, big bag o fusti, nastro in movimento. Per le diverse giaciture sono individuati alcuni criteri applicativi generali, indipendenti dalla natura del rifiuto stesso. Nel caso di rifiuto sufficientemente omogeneo con caratteristiche di omogeneità e se prodotto da processi produttivi continuativi e costanti, si può prelevare un solo campione composito fino a 5000 m3 di rifiuto. Nel caso di giacitura in colli/unità campionarie, salvo il superamento del limite suddetto in volume, si può considerare come limite superiore un numero di colli pari a 400 per campione medio composito, sempre nel caso di rifiuti omogenei prodotti da processi continuativi e costanti. Tali valori sono valori massimi. Si intende per piano di campionamento (sampling plan), la procedura prestabilita per la selezione, prelievo, trattamento in campo, conservazione, trasporto e preparazione delle porzioni prelevate da una popolazione come campione. UNI 10802:2023 La norma, richiamate le indicazioni per la definizione di un piano di campionamento di rifiuti, descrive: La norma si applica ai rifiuti liquidi, liquefattibili per riscaldamento, pastosi, solidi (polverulenti, granulari, grossolani e monolitici) e ai fanghi. I principi tecnici enunciati nella norma possono costituire un riferimento anche per altre matrici solide e liquide quali, per esempio, i cosiddetti End of Waste. Come definito nella UNI EN 14899, il Programma di Prova è una procedura sequenziale, in cui la prima fase è costituita dalla definizione di un Piano di Campionamento. Al fine di soddisfare gli obiettivi del Programma di Prova, il Piano di Campionamento deve includere obiettivi tecnici e istruzioni pratiche rivolte al campionatore, che guidino nel dettaglio l’esecuzione e definiscano in maniera non ambigua la logistica dell’azione di campionamento (intesa come prelievo e preparazione del campione di laboratorio e successivi trasporto e conservazione). Praticamente, il Piano di Campionamento specifica come gli obiettivi di un programma di prova possano essere raggiunti considerando le specificità del materiale da analizzare. Un Piano di campionamento deve essere quindi redatto prima dell’esecuzione di qualsiasi procedura di campionamento. Il Piano di Campionamento deve essere definito da un responsabile di programma di concerto con tutte le parti interessate. I seguenti sottopunti riportano le indicazioni principali per la definizione di un Piano di Campionamento in tutti i suoi elementi, quali: 1) Identificazione delle parti interessate; Nel redigere le istruzioni pratiche, il Piano di Campionamento deve identificare e descrivere le modalità e le apparecchiature per il prelievo dei campioni assieme all’eventuale ricorso a riduzione dimensionale del campione e conseguente attività di sotto-campionamento e possibile riduzione granulometrica. Le istruzioni pratiche riguardo le modalità di prelievo e l’utilizzo delle apparecchiature dedicate dipendono dalla tipologia di rifiuto da caratterizzare (i.e., liquidi o solidi) e devono essere il più dettagliate possibile. Le conseguenze di eventuali deviazioni (in termini di rappresentatività del campione) da quanto specificato nelle istruzioni tecniche devono essere propriamente identificate nel Piano di Campionamento. Esempi riguardanti modalità di campionamento di rifiuti specifici, che si presentano in diverse tipologie di giaciture, quali cumuli, fusti, tubazioni, nastri in movimento, ecc., a seconda delle fasi in cui si trovano (liquida o solida) sono presentati nella Appendice F della UNI 10802:2023. Dipendentemente dalla fase in cui si trova un rifiuto, sono individuati nei punti successivi alcuni criteri applicativi generali, indipendenti dalla tipologia specifica del rifiuto stesso. Vedi Schede di Campionamento dei rifiuti / UNI 10802:2023 N° 35 Schede di campionamento, che forniscono indicazioni pratiche applicative relative all'attrezzatura e alla procedura di campionamento per varie tipologie di rifiuto in funzione del loro stato fisico, dello stoccaggio e del tipo di campione da prelevare (di cui all'Appendice D della norma UNI 10802:2023) Esempi di piani di campionamento Nel dettaglio n° 38 esempi: 01 Rifiuti liquidi in fusti, botti o serbatoi poco profondi ≤ 1 m [...] Estratto 01. Rifiuti liquidi in fusti, botti o serbatoi poco profondi ≤ 1 m [...] 37. Guaine/membrane bituminose di vario tipo [...] segue in allegato Certifico Srl - IT | Rev. 0.0 2026 Collegati |
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