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UNI EN ISO 13943:2023 Sicurezza in caso di incendio - Vocabolario / Note
ID 1481
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| Appunti Prevenzione Incendi | ||
| Newsletter n. 1416 del 04 Gennaio 2026 | ||
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UNI EN ISO 13943:2023 ID 25247 | 03.01.2026 / Documento allegato Il documento, estratto dalla UNI EN ISO 13943:2023, riporta i principali termini relativa alla sicurezza in caso di incendio come utilizzata nelle norme internazionali ISO e IEC. Nell'ultima parte è riportato l'elenco alfabetico di tutti i termini. La norma è il riferimento internazionale per la terminologia di Prevenzione Incendi / Fire Safety. Generalità Negli ultimi due decenni c'è stata una crescita significativa nell'ambito della sicurezza in caso di incendio. C'è stato un notevole sviluppo della progettazione nel campo dell'ingegneria della sicurezza in caso di incendio, in particolar modo per quanto riguarda i progetti costruttivi, così come lo sviluppo di concetti legati alla progettazione basata sulle prestazioni. In questa continua evoluzione, vi è una maggiore necessità di accordarsi su un linguaggio comune nel vasto e crescente campo della sicurezza in caso di incendio, che vada oltre quanto tradizionalmente limitato al campo delle prove al fuoco. La prima edizione del presente documento, ISO 13943:2000, conteneva le definizioni di circa 180 termini. Tuttavia, le tecnologie legate alla sicurezza in caso di incendio hanno continuato ad evolvere rapidamente, e la presente edizione contiene molti nuovi termini e relative definizioni, nonché definizioni riviste di alcuni dei termini che erano presenti nelle edizioni precedenti. Il presente documento definisce termini generali al fine di consolidare un vocabolario applicabile alla sicurezza in caso di incendio, inclusa la sicurezza in caso di incendio negli edifici e nelle opere di ingegneria civile e in altri elementi nell'ambiente edificato. Questo è aggiornato quando sono concordati e ampliati termini e definizioni relativi a ulteriori concetti nel campo della sicurezza in caso di incendio. È importante notare che alcuni termini di sicurezza antincendio possono avere un'interpretazione diversa da quella utilizzata nel presente documento quando vengono utilizzati per i regolamenti. In tal caso, la definizione fornita nel presente documento può non applicarsi. I termini contenuti nel presente documento trattano concetti fondamentali; - concetti più specifici, come quelli specificamente utilizzati nelle prove al fuoco o nell'ingegneria della sicurezza in caso di incendio, e potenzialmente nelle norme ISO o IEC relative al fuoco; e - concetti correlati, come esemplificato dai termini utilizzati nell'ingegneria edilizia e civile. La disposizione è progettata secondo la ISO 10241-1:2011. I termini sono presentati in ordine alfabetico inglese e i termini preferiti sono in grassetto, con i termini ammessi e sconsigliati elencati di seguito in tipo normale. Estratto 3.6 protezione attiva contro l'incendio Esempio: Nota 1 Confrontare con i termini protezione passiva contro l'incendio (punto 3.328) e sistema di soppressione (punto 3.418). 3.27 autoaccensione TERMINE SCONSIGLIATO: combustione spontanea Accensione (punto 3.242) causata da una reazione esotermica interna. Nota 1 L'accensione può essere causata da autoriscaldamento (punto 3.383) o, in caso di accensione non pilotata, da riscaldamento da una sorgente esterna, purché la sorgente esterna non includa una fiamma (punto3.184) libera. Nota 2 Nel Nord America, "accensione spontanea" è il termine preferibile utilizzato per indicare un'accensione provocata da autoriscaldamento. Nota 3 Confrontare con i termini accensione pilotata (punto 3.334) e temperatura di accensione spontanea (punto 3.406). 3.50 carbossiemoglobina Nota 1 L'emoglobina ha un'affinità a legarsi con il CO che è circa 245 volte maggiore di quella a legarsi con l'ossigeno; in tal modo la capacità dell'emoglobina di trasportare ossigeno è gravemente compromessa durante l'avvelenamento da CO. 3.51 saturazione della carbossiemoglobina 3.62 combustione Nota 1 La combustione generalmente emette effluenti dell’incendio (punto 3.147) associati a fiamme (punto 3.184) e/o incandescenza (punto 3.220). 3.69 concentrazione Nota 1 Per gli effluenti dell’ncendio (punto 3.147), la tipica unità di misura è g x m-3. Nota 2 Per un gas tossico (punto 3.445), la concentrazione è solitamente espressa come frazione volumica (punto 3.473) dove T = 298 K e P= 1 atm, con le tipiche unità di misura dei µ1/1 (= cm3/m3 = 10-6). Nota 3 La concentrazione di un gas a una temperatura, T, e a una pressione, P, può essere calcolataa partire dalla sua frazione volumica (supponendo un comportamento ideale del gas) moltiplicando la frazione volumica per la densità del gas a quella temperatura e pressione. Nota 4 Il Pascal (Pa) è l'unità di misura SI della pressione. Tuttavia, in questo contesto è generalmente utilizzata l'atmosfera (atm), dove 1 atm = 101,3 kPa. Nota 5 Il valore numerico di una concentrazionein ppm è identico a quello di una concentrazione in µ1/1. 3.70 curva concentrazione/tempo Nota 1 Per l'effluente dell'incendio, la concentrazione è solitamente misurata in unità di g x m-3. Nota 2 Per un gas tossico, la concentrazione è solitamente espressa come razione volumica (punto 3.473) a T= 298 K e P= 1 atm, con le tipiche unità di misura dei µ1/1 (= cm3/m3 = 10-6). Nota 3 Il Pascal (Pa) è l'unità di misura SI della pressione. Tuttavia, in questo contesto è generalmente utilizzata l'atmosfera (atm), dove 1 atm = 101,3 kPa. 3.78 carico di incendio critico 3.91 diossina Nota1 La ISO 16000-14:2009 spiega che questo termine è generalmente associato ai policlorobifenili (PCB), alle policlorodibenzo-p-diossine (PCDD) e ai policlorodibenzofurani (PCDF). Esistono 209 singoli PCB (congeneri), 75 PCDD e 135 PCDF. [FONTE: ISO 26367-2:2017, punto 3.4, modificato - Sono state eliminate le note originali 1 e 2. E' stata aggiunta la nuova nota 1. 3.115 piani di evacuazione [FONTE: 1S0/TR 24188:2022, punto 3.1.3, modificato - La Nota 1 è stata eliminata]. 3.122 esplosione 3.138 incendio Nota 1 Nella lingua inglese il termine "lire" è utilizzato per definire tre concetti, due dei quali fanno riferimento a specifici tipi di combustione auto-alimentata con significati diversi. Di questi tre, due prevedono di utilizzare due diversi termini sia in francese che in tedesco. 3.140 incendio 3.142 comportamento all'incendio Nota 1 Confrontare con il termine prestazione al fuoco (punto 3.161). Nota 2 Questo concetto comprende sia la reazione al fuoco (punto 3.364) sia la resistenza al fuoco (punto 3.165). Nota 3 In inglese, questo termine può anche essere utilizzato per descrivere il comportamento di un incendio. 3.143 classificazione dell'incendio In Europa e nella regione Asia-Pacifico esistono sei classi: - Classe A: incendio che implica materiali solidi, solitamente di natura organica, in cui la combustione (punto 3.62) solitamente ha luogo con la formazione di braci (punto 3.101) incandescenti (punto 3.220); - Classe B: incendio che implica liquidi oppure solidi che possono liquefarsi; - Classe C: incendio che implica gas; - Classe D: incendio che implica metalli; - Classe E: incendio che implica pericoli elettrici; - Classe F: incendio che implica olio da cucina o grasso. 3.147 effluente dell'incendio 3.155 pericolo di incendio Nota 1 In alternativa, un pericolo di incendio può essere un oggetto fisico o una condizione con potenzialità di conseguenze indesiderate indotte dall'incendio. 3.156 analisi del pericolo di incendio Valutazione delle possibili cause di incendio (punto 3.138), della possibilità e della natura di un successivo sviluppo dell'incendio, (punto 3.153), e delle possibili conseguenze dell'incendio. Nota 1 Altre definizioni di valutazione del pericolo di incendio sottolineano specificatamente una relazione rispetto alla (estensione delle) misure di sicurezza in caso di incendio presenti o previste. 3.158 carico di incendio Nota 1 Il carico di incendio può basarsi sul potere calorifico effettivo (punto 3.100), sul potere calorifico superiore (punto 3.222), o sul potere calorifico inferiore (punto 3.313) come richiesto da chi detta le specifiche. Nota 2 Il termine "carico" può essere utilizzato per indicare la forza o il potere o l'energia di ingresso. In questo contesto è utilizzato per indicare l'energia di ingresso. Nota 3 La tipica unità di misura è kJ o MJ. 3.159 carico di incendio specifico Nota 1 La tipica unità di misura è kJ x m-2. 3.163 temperatura di accensione Nota 1 Confrontare con il termine punto di infiammabilità (punto 3.204). Nota 2 In alcuni paesi il termine "lire point" ha un ulteriore significato: un luogo in cui è collocato il materiale per la lotta all'incendio, che può comprendere anche il pulsante di allarme e le istruzioni di comportamento in caso di incendio. Nota 3 La tipica unità di misura è °C. 3.164 propagazione dell'incendio 3.165 resistenza al fuoco Nota 1 Criteri tipici utilizzati per valutare la resistenza al fuoco durante una prova al fuoco (punto 3.180) normalizzata sono tenuta al fuoco (punto 3.157), stabilità al fuoco (punto 3.179) e isolamento termico (punto 3.435). Nota 2 "Resistente al fuoco" (aggettivo) si riferisce solo a questa capacità. Nota 3 Il termine "a prova di fuoco" è stato utilizzato per descrivere edifici con elementi strutturali non combustibili (punto 3.315) e alti livelli di resistenza al fuoco, ma è un termine sconsigliato. 3.168 rischio di incendio Nota 1 Nella ISO 16732·1:2012, punto 3.7, rischio di incendio è definito come "combinazione della probabilità che si sviluppi un incendio e del numero di conseguenze che ne derivano". Nota 2 Il rischio di incendio è spesso calcolato come il prodotto delle probabilità e delle conseguenze. 3.169 valutazione del rischio di incendio Nota 1 La valutazione del rischio di incendio è il processo mediante il quale è valutato il rischio di incendio. 3.170 curva del rischio di incendio Nota 1 Generalmente è un grafico log/log della probabilità cumulativa in funzione della conseguenza cumulativa. 3.173 gestione della sicurezza in caso di incendio Nota 1 Le procedure comprendono misure di protezione contro l'incendio (punto 3.138), piani di evacuazione (punto 3.115) e l'addestramento degli occupanti (punto 3.321) all'utilizzo di tali misure e piani. 3.174 obiettivi di sicurezza in caso di incendio Nota 1 Gli aspetti fondamentali solitamente si riferiscono ai punti relativi alla sicurezza della vita, alla preservazione della proprietà, alla continuità del funzionamento, alla protezione dell'ambiente e alla preservazione del patrimonio. 3.176 scenario di incendio Nota 1 Vedere gruppo di scenari di incendio (punto 3.177) e scenario di incendio rappresentativo (punto3.369). Nota 2 Definisce tipicamente i processi di accensione (punto 3.242) e di sviluppo dell'incendio (punto 3.153), lo stadio dell'incendio completamente sviluppato (punto 3.216), lo stadio di indebolimento dell'incendio (punto 3.146), e l'ambiente (punto 3.11O) e i sistemi che hanno un impatto sullo sviluppo dell'incendio. Nota 3 A differenza dell'analisi deterministica dell'incendio, dove gli scenari di incendio sono selezionati e utilizzati individualmente come scenari modello di incendio (punto 3.85), nella valutazione del rischio di incendio (punto 3.169), gli scenari di incendio sono utilizzati come scenari di incendio rappresentativi all'interno di gruppi di scenari di incendio. 3.180 prova al fuoco Nota 1 I risultati di una prova al fuoco possono essere utilizzati per quantificare la severità dell'incendio (punto 3.178) o determinare la resistenza al fuoco (punto 3.165) o la reazione al fuoco (punto 3.364) del provino (punto 3.428). 3.200 infiammabilità 3.204 punto di infiammabilità Nota 1 Punto di infiammabilità si riferisce alla temperatura alla quale un liquido infiammabile (punto 3.202) deve essere riscaldato affinché i suoi vapori si accendano. Temperatura di accensione in presenza di fiamma esterna (punto 3.203) si riferisce alla temperatura di accensione determinata per provini (punto 3.400) solidi all'applicazione di una fiamma al provino, per esempio in un metodo di prova come quello della ISO 871. Nota 2 La tipica unità di misura è °C. 3.206 flashover 3.212 combustibile 3.235 comportamento umano in caso di incendio [FONTE: ISO 20414:2020, punto 3.24] 3.256 criterio di isolamento "I" Nota 1 Il criterio "I" si basa sulla misura dell'aumento della temperatura sulla superficie lontana dall'incendio (punto 3.138). Nota 1 Il criterio di isolamento può variare e dipende dallo/dagli obiettivo/i di sicurezza in caso di incendio (punto 3.174). 3.257 criterio di tenuta "E" Nota 1 Confrontare con i termini tenuta al fuoco (punto 3.157) e resistenza al fuoco (punto 3.165). 3.268 concentrazione letale 50 Nota 1 Confrontare con il termine concentrazione effettiva 50 (punto 3.98). Nota 2 Per gli effluenti dell'incendio, la tipica unità di misura è g x m3 Nota 3 Per un gas tossico, la tipica unità di misura è µl/A (T= 25 'C e P= 1 atm); vedere la frazione volumica (punto 3.473). 3.269 dose di esposizione letale 50 Nota 1 Confrontare con i termini concentrazione (punto 3.69), dose di esposizione effettiva 50 (punto 3.99), dose di esposizione (punto 3.124) e tempo di esposizione letale 50 (punto 3.270). Nota 2 LC150 è una misura della potenza tossica letale (punto 3.271). Nota 3 Per gli effluenti dell'incendio (punto 3.147), la tipica unità di misura è g x min x m3. Nota 4 Per un gas tossico (punto 3.445), la tipica unità di misura è µI x min x r1 (T= 25 'Ce P= 1 atm); vedere la frazione volumica (punto 3.473). 3.270 tempo di esposizione letale 50 3.271 potenza tossica letale Nota 1 Confrontare con i termini concentrazione letale 50 (LC 50) (punto 3.268) e dose di esposizione letale 50 (LC150) (punto 3.269). 3.279 criterio della stabilità "R" Criterio in base al quale si valuta l'attitudine di un elemento costruttivo (punto 3.35) o di una struttura a sopportare un carico imposto (punto 3.247) quando esposti all'incendio (punto 3.138). Nota 1 Questo termine è preferito dalla Comunità Europea rispetto al termine "load-bearing capacity". È utilizzato in ambito Europeo per le prove al fuoco e nell'industria edilizia e da coloro che utilizzano norme europee sia all'interno che all'esterno della Comunità Europea. Nota 2 Il termine "load-bearing capacity" è preferito nel Nord America. È utilizzato in America e in Canada per le prove al fuoco e nell'industria edilizia e da coloro che utilizzano norme Americane e Canadesi sia all'interno che all'esterno del Nord America. 3.281 limite inferiore di infiammabilità Nota 1 La concentrazione è solitamente espressa come frazione volumica (punto 3.473) a una temperatura e pressione definite. LFL è espresso in percentuale. 3.305 temperatura minima di accensione Temperatura minima alla quale può essere iniziata una combustione sostenuta (punto 3.422) in condizioni di prova specificate. Nota 1 Confrontare con i termini temperatura di accensione in presenza di fiamma esterna (punto 3.203) e temperatura di accensione spontanea (punto 3.406). Nota 2 La temperatura minima di accensione implica l'applicazione di sollecitazioni termiche per un periodo di tempo infinito. Nota 3 La tipica unità di misura è °C. 3.313 potere calorifico inferiore Nota 1 Il potere calorifico inferiore è sempre inferiore rispetto al potere calorifico superiore (punto 3.222) perché il calore rilasciato (punto 3.229) dalla condensa del vapore acqueo non è incluso. Nota 2 La tipica unità di misura è kJ x g-1. 3.6.5 non-combustibile Nota 1 In alcune regolamentazioni un materiale è classificato come "non combustibile" anche se è in grado di essere soggetto alla combustione, a condizione che il suo potere calorifico (punto 3.227) sia inferiore a una quantità definita. Nota 2 Il termine "a prova di fuoco" è stato utilizzato per descrivere edifici con elementi strutturali non combustibili e alti livelli di resistenza alfuoco (punto 3.165), ma è un termine sconsigliato. Il significato del termine è spesso frainteso come proprietà assoluta o incondizionata, e pertanto l'utilizzo del termine "a prova di fuoco" è inappropri ato e fuorviante. 3.136 non-infiammabile 3.328 protezione passiva contro l'incendio Esempio 1: Esempio 2: Nota 1 Confrontare con i termini protezione attiva contro l'incendio (punto 3.6) e sistemi di soppressione (punto 3.418). 3.335 luogo in sicurezza Nota 1 Confrontare con il termine rifugio sicuro (punto 3.376). Nota 2 In caso di incendio nell'edificio, è un luogo generalmente esterno all'edificio. Nota 3 I luoghi in sicurezza interni a un edificio possono essere luoghi in sicurezza relativa prima dell'evacuazione (punto 3.115) dall'edificio. 3.364 reazione al fuoco Nota 1 La resistenza al fuoco (punto 3.165) è considerata come caso particolare e normalmente non come una proprietà di "reazione al fuoco". 3.376 rifugio sicuro Nota 1 È, per esempio, un luogo in cui un utilizzatore di sedia a rotelle può attendere in relativa sicurezza un'ulteriore assistenza. Può inoltre essere un'area di attesa in un edificio a più piani che offre alle persone la possibilità di riposarsi prima di continuare la loro fuga (punto 3.114) verso un luogo in sicurezza (punto 3.335). 3.406 temperatura di accensione spontanea Nota 1 La temperatura di accensione spontanea è generalmente utilizzata nelle prove al fuoco (punto 3.180) mentre la temperatura di autoaccensione (punto 3.28) è spesso utilizzata come proprietà di un materiale o prodotto. Nota 2 Confrontare con i termini temperatura di autoaccensione (punto 3.28), temperatura di accensione in presenza di fiamma estema (punto 3.203), incendiabità (punto 3.237) e temperatura minima di accensione (punto 3.305). [FONTE: ISO 871:2022, punto 3.2, modificato - nella definizione, "in assenza di una sorgente di accensione supplementare" è stato modificato in "in assenza di una sorgente di accensione della fiamma". Sono state aggiunte le note 1 e 2]. 3.425 curva temperatura-tempo Collegati |
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