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Direttiva COV

ID 2834 | | Visite: 11728 | Legislazione COVPermalink: https://www.certifico.com/id/2834

Temi: Ambiente , COV



Direttive COV 2004/42/CE e riferimenti internazionali

Update 25.06.2019

Il Regolamento (UE) 2019/1020 (GU L 169/1 del 25.06.2019) sulla vigilanza del mercato e sulla conformità dei prodotti, apporta modifiche al Regolamento (CE) n. 765/2008.

Update 02.10.2018

Le Direttive europee di riferimento per i COV (Composti Organici Volatili) sono:

1. Direttiva 1999/13/CE del Consiglio dell'11 marzo 1999 sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti. (abrogata dalla Direttiva 2010/75/UE IED - Industrial Emissions Directive)

2. Direttiva 2004/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 relativa alla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune pitture e vernici e in taluni prodotti per carrozzeria e recante modifica della direttiva 1999/13/CE. 

L’Unione Europea (UE) nella direttiva 1999/13/CE sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti, recepita in Italia dal DM 44/04, definisce come COV “qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K una pressione di vapore di 0,01 kPa o superiore, oppure che abbia una volatilità corrispondente in particolari condizioni d’uso”.

Successivamente sempre l’UE nella direttiva 2004/42 sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso di solventi in talune pitture e vernici, nonché in prodotti per la carrozzeria, recepita in Italia con il DLgs 161/06, definisce come COV “qualsiasi composto organico avente un punto di ebollizione iniziale pari o inferiore a 250°C misurato a una pressione standard di 101,3 kPa”.

I COV comprendono un’ampia classe di sostanze con varie caratteristiche chimico/fisiche e vari Enti hanno proposto diverse definizioni; di seguito si riportano quelle maggiormente significative:

Alcuni COV come il benzene e la formaldeide sono classificati dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) come cancerogeni - Gruppo 1: cancerogeno accertato per l’uomo.

L’OMS, nel documento Indoor Air Quality: Organic Pollutants, classifica i COV in 4 gruppi (molto volatili, volatili, semivolatili, materiale particellare) in base ai punti di ebollizione, con un limite inferiore tra 50-100°C e un limite superiore fra 240-260°C.

L’European Concerted Action (ECA) nel documento Evaluation of VOC emissions from building products: solid flooring materials riporta una classificazione dei COV in base al tempo di ritenzione cromatografico: “tutti i composti organici volatili, eluiti in una colonna capillare rivestita con il 100% di dimetilpolisilossano, nell’intervallo di ritenzione compreso tra il n-esano (C6) e l’esadecano (n-C16)”; questo intervallo corrisponde a punti di ebollizione compresi tra 50-290°C.

L’UNI EN ISO 16000-5 Part 5: Sampling strategy for volatile organic compounds (VOCs) riprende la classificazione dei COV secondo l’OMS.

Study on the Potential for Reducing Emissions of VOC

Strategie di monitoraggio dei composti organici volatili (COV) in ambiente indoor

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Tags: Ambiente COV

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