Sistemi di rivelazione incendi

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UNI 11224 Controllo iniziale Manutenzione Sistemi rilevazione incendi

Sistemi di rivelazione incendi: Controllo iniziale e manutenzione

In allegato Documento completo e Lista di riscontro previste dalla norma UNI 11224:2011, norma che descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione di incendio, come definiti al punto 3 della stessa.

Le schede di controllo in allegato A (controllo iniziale) e B (controllo periodico), sono:

A.1 Lista di riscontro per controllo iniziale di un impianto di rivelazione
A.2 Lista di riscontro per verifiche preliminari sul sistema
A.3 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
A.4 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD

B.1 Lista di riscontro per controllo periodico sistema di rivelazione
B.2 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
B.3 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD

UNI 11224:2011 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi

La presente norma descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione di incendio.
È applicabile anche dove il sistema di rivelazione incendi sia impiegato per attivare un sistema di estinzione automatica o attuare dispositivi di sicurezza antincendio.
Scopo delle attività di manutenzione è la verifica della funzionalità degli impianti e non della loro efficacia, per la quale si rimanda alla UNI 9795.
Qualora un sistema di rivelazione incendio non risulti conforme alla regola dell’arte, le azioni correttive non rientrano nell’ambito della presente norma.
La presente norma si applica sia ai nuovi sistemi sia a quelli esistenti.

Nuova Edizione UNI 11224 prevista 2018 (non confermata)

La manutenzione degli impianti è obbligatoria ai sensi del DM 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro". Tale Decreto, tuttavia, non fornisce le specifiche tecniche di "come" tale operazione debba essere effettuata.

Il GL 04 “Sistemi automatici di rivelazione di incendio” della Commissione Protezione attiva contro gli incendi propone un progetto di norma - ora nella fase di inchiesta pubblica preliminare - che descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione automatica di incendio.

Dal titolo “Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi”UNI1604808 sostituisce la norma UNI 11224 del 2011: il documento deve essere rivisto in virtù della sua revisione periodica attraverso il miglioramento del testo, l’introduzione di novità frutto dell’esperienza applicativa e una maggiore chiarezza espositiva.

Per il progetto UNI1604808 l'inchiesta pubblica preliminare terminerà il 2 luglio 2018. Chi fosse interessato può inviare i propri commenti utilizzando l'apposito modulo online nella sezione.

Vedi Certifico MIUMA Manuale Istruzione Uso e Manutenzione Antincendio

Norme di legge di carattere generale

D.M. 10.03.1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro - Art. 4 “Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio”.
DM 37/2008 Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11- quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivita’ di installazione degli impianti all’interno degli edifi ci. Art. 5 “Obblighi connessi con l’esercizio dell’attività”.
D.Lgs. 81/2008 Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. - Allegato IV, Cap. 4 “Misure contro l’incendio e l’esplosione”, comma 4.1.3.
DPR 151 del 1 agosto 2011 Regolamento recante semplifi cazione della disciplina dei pro-cedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’articolo 49 comma 4-quater, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122
DM 7 agosto 2012 Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del DPR 151/2011
Decreto 20 dicembre 2012 - Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi

Principali norme di riferimento  UNI /UNI EN / UNI CEN/TS / UNI CEN/TR

- UNI EN 54 Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio (Serie)
- UNI EN 671-3:2009 Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Parte 3: Manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide e idranti a muro con tubazioni flessibili
- UNI 9795:2013 Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio - Progettazione, installazione ed esercizio
UNI 10779:2014 Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio 
- UNI 11292:2008 Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio - Caratteristiche costruttive e funzionali
- UNI 11224:2011 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi. 
- UNI 11280:2012 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di estinzione incendi ad  esinguenti gassosi
- UNI/TS 11512:2013 Impianti fissi di estinzione antincendio - Componenti per impianti di estinzione a gas - Requisiti e metodi di prova per la compatibilità tra i componenti
- UNI EN 12094 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Componenti di impianti di estinzione a gas (Serie)
- UNI EN 12259 Installazioni fisse antincendio - Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d’acqua (Serie)
- UNI EN 12416-2:2007 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi a polvere - Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione
UNI EN 12845:2015 Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler Progettazione, installazione e manutenzione
- EC 1-2016 UNI EN 12845:2015 Errata corrige 1
- EN 13565-2:2009 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi a schiuma - Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione 
- UNI CEN/TS 14816:2009 Installazioni fisse antincendio - Sistemi spray ad acqua - Progettazione, installazione e manutenzione
- UNI CEN/TS 14972:2011 Installazioni fisse antincendio - Sistemi ad acqua nebulizzata – Progettazione e installazione
- UNI EN 15004 Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi (Serie)
- UNI ISO 15779:2012 Installazioni fisse antincendio - Sistemi estinguenti ad aerosol condensato - Requisiti e metodi di prova per componenti e progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi - Requisiti generali

Excursus

3. TERMINI E DEFINIZIONI

Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti.

Le apparecchiature sotto descritte possono essere con connessione a filo o con connessione radio.

3.1 Rivelatori

3.1.1 rivelatore d'incendio: Componente di un sistema di rivelazione incendio, che contienealmeno un sensore che costantemente o a intervalli frequenti sorveglia  almeno unfenomeno fisico e/o chimico associato all'incendio e che fornisce almeno un corrispondente segnale alla centrale di controllo e segnalazione.
3.1.2 rivelatore di calore: Rivelatore sensibile all'innalzamento della temperatura.
3.1.3 rivelatore di fumo: Rivelatore sensibile alle particelle dei prodotti della combustione e/o della pirolisi sospesi nell'atmosfera (aerosol). I rivelatori di fumo possono essere suddivisi in:
3.1.3.1 rivelatore di fumo di tipo ionico: Rivelatore sensibile ai prodotti della combustione che sono in grado di influenzare le correnti dovute alla ionizzazione all'interno del rivelatore.
3.1.3.2 rivelatore di fumo di tipo ottico: Rivelatore sensibile ai prodotti della combustione che sono in grado di influenzare l'assorbimento o la diffusione della radiazione nelle bande dell'infrarosso, dei visibile e/o dell'ultravioletto dello spettro elettromagnetico.
3.1.3.3 rivela re di fumo lineare che utilizza un raggio ottico: Rivelatore costituito da almeno un trasmettitore e un ricevitore e che può comprendere un riflettore(i) per la rivelazione di fumo mediante l’attenuazione e/o la variazione dell’attenuazione di un raggio ottico.
3.1.4 rivelatore di fiamma: Rivelatore sensibile alla radiazione emessa dalle fiamme di un incendio.
3.1.5 rivelatore multi-criterio: Rivelatore sensibile a più di un fenomeno causato dall'incendio.
3.1.6 rivelatore termico lineare (cavo termosensibile): Rivelatore che risponde alla temperatura sorvegliata in prossimità di una linea continua.
3.1.7 rivelatore per condotte: Rivelatore di fumo che controlla l’aria trasportata nelle condotte.
3.1.8 rivelatore ad aspirazione (ASD aspirating smoke detectors): Rivelatore di fumo nel quale l’aria e aerosol passano attraverso un dispositivo di campionamento e sono trasportati a uno o più elementi sensibili al fumo attraverso un sistema di aspirazione.
3.1.9 pulsante manuale: Componente di un sistema di rivelazione e allarme usato per l’attivazione manuale di un allarme. Questo può essere di tipo A (attivazione diretta) o di tipo B (attivazione indiretta).
3.1.10 dispositivo acustico di allarme: Apparecchiatura che genera un segnale udibile avvisando del pericolo le persone presenti nell’edificio.
3.1.11 dispositivo ottico di allarme: Apparecchiatura che genera un segnale luminoso avvisando del pericolo d’incendio le persone presenti nell’edificio.

3.2 sistemi di rivelazione: Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendi.
3.2.1 sistema di rivelazione cablato: Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio tra loro interconnessi con collegamenti cablati.
3.2.2 sistema di rivelazione via radio: Insieme di apparecchiature e software costituenti l’impianto di rivelazione incendio tra loro interconnessi con collegamenti cablati (dalla centrale) e via radio (dal translatore).

3.3 Controlli
3.3.1 sorveglianza: Controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo. La sorveglianza può essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.
3.3.2 controllo periodico: Insieme delle operazioni, da effettuarsi con frequenza almeno semestrale, per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti (vedere punto 10).
3.3.3 manutenzione: Operazione od intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato le attrezzature e gli impianti.
3.3.4 manutenzione ordinaria: Operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entità, abbisognevoli unicamente di minuterie e comporta l’impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzione di parti di modesto valore espressamente previste.

Esempio manutenzione ordinaria
sostituzione di singoli apparati (rivelatore, pulsante, vetrino, batteria, filtro, ecc.) con componenti identici o analoghi che non comportino alcuna modifica al sistema. 

3.3.5 manutenzione straordinaria: Intervento di manutenzione che non può essere eseguita in loco o che, pur essendo eseguita in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione.

Esempio manutenzione straordinaria
riparazioni, anche non effettuate sul posto, di più apparati o parti dell’impianto con sostituzione o aggiunta di cavi, tubazioni e scatole, operazioni che comportino cambiamenti e riconfigurazioni del sistema. Tali operazioni non modificano il numero di rivelatori, centrali, pulsanti ed altri dispositivi installati.

3.3.6 tecnico qualificato: Persona dotata della necessaria formazione ed esperienza che ha accesso ad attrezzature, apparecchiature ed informazioni, manuali e conoscenze significative di qualsiasi procedura speciale raccomandata dal produttore, in grado di eseguire su detto impianto le procedure di manutenzione specificate dalla presente norma.

3.4 Ulteriori definizioni riferibili ai controlli e alle manutenzioni
3.4.1 controllo iniziale: Controllo effettuato per verificare la completa e corretta funzionalità delle apparecchiature e delle connessioni e la positiva corrispondenza con i documenti del progetto esecutivo.
3.4.2 consegna formale di un sistema: Atto che prevede la consegna del sistema a colui che lo ha commissionato e comporta la emissione dei documenti previsti dalla legislazione vigente e la sottoscrizione da parte dell’installatore della dichiarazione di conformità2).
3.4.3 avviamento si stema: Fase operativa pratica, costituita da una serie di controlli funzionali edi verifiche visive operate sui componenti del sistema, condotta da personale specializzato durante il controllo iniziale.
3.4.4 sistema modificato: Sistema di rivelazione esistente nel quale sono state apportate modifiche per la sostituzione di apparecchiature con caratteristiche diverse rispetto a quelle precedentemente installate o una modifica nella loro quantità o collocazione, o nella funzionalità del sistema, tali da prevedere l’esigenza di una revisione del progetto.
3.4.5 verifica generale sistema: Controllo accurato e particolare del sistema, la cui periodicità e metodologia dipende dalle prescrizioni normative e legislative, relative ai singoli componenti utilizzati o dalle istruzioni del produttore delle apparecchiature impiegate.
3.4.6 responsabile del sistema: Datore di lavoro o persona da lui preposta (delegata) secondo la legislazione vigente

4 FASI E PERIODICITÀ

La manutenzione (obbligatoria secondo la legislazione vigente) dei sistemi di rivelazione incendio deve essere eseguita con la periodicità minima indicata nel prospetto 1.

Prospetto 1 Fasi e periodicità della manutenzione

Fase

Periodicità

Circostanza

Controllo iniziale

Occasionale

Prima della consegna di un nuovo sistema o nella presa in carico di un sistema in manutenzione.

Sorveglianza

Continua

Secondo il piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema.

Controllo periodico

Almeno ogni 6 mesi

Secondo il piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema.

Manutenzione ordinaria

Occasionale

Secondo esigenza per riparazioni di lieve entità.

Manutenzione straordinaria

Occasionale

Secondo esigenza per riparazioni di particolare importanza.

Verifica generale sistema

Almeno ogni 10 anni

Secondo indicazioni normative e legislative in funzione delle apparecchiature impiegate o delle istruzioni dei costruttori delle apparecchiature.

5 DOCUMENTAZIONE

I documenti devono essere prodotti secondo il prospetto 2.

Prospetto 2 Documenti da produrre

Fase

Documenti da produrre e riportare nel registro

Controllo iniziale

Rapporti di prova e liste di riscontro e controllo funzionale come minimo secondo quanto indicato nell’appendice A.

Sorveglianza

Semplice registrazione conforme al piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema.

Controllo periodico

Rapporti di prova e liste di riscontro e controllo funzionale come minimo secondo quanto indicato nell’appendice B.

Manutenzione ordinaria

Registrazione del documento di intervento sottoscritto dal personale tecnico qualificato incaricato della manutenzione.

Manutenzione straordinaria

Registrazione del documento di intervento sottoscritto dal personale tecnico qualificato incaricato della manutenzione.

Verifica generale sistema

Rapporti di prova e liste di riscontro e controllo funzionale conformi come minimo a quanto indicato nell’appendice A.

7 STRUMENTAZIONE E DOCUMENTAZIONE DA IMPIEGARE DURANTE LE PROVE

7.1 Generalità

Prima di operare su un sistema antincendio è necessario almeno predisporre quanto segue:
- manualistica relativa alla centrale e alle apparecchiature installate;
- disegni e documentazione di progetto dell’impianto di protezione in edizione e/o revisione conformi a quanto installato:
- norme di riferimento o procedure di prova dei produttori delle apparecchiature installate, ove esistenti;
- strumenti di prova predisposti allo scopo dai produttori delle apparecchiature, ove esistenti;
- la strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire in accordo alle istruzioni fornite dal produttore delle apparecchiature; è raccomandato almeno l’utilizzo di un multimetro.
Nel caso di sistemi comunicanti in modo seriale, è raccomandato l’utilizzo di un oscilloscopio o di un analizzatore in grado di visualizzare la qualità della comunicazione seriale.

7.2 Prova della centrale

Prima di operare su qualsiasi centrale antincendio è necessario almeno predisporre quanto segue:
- manualistica e schemi della centrale;
- programmi software o procedure di prova, forniti dal produttore della centrale (se previsti);
- la strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire in accordo alle indicazioni fornite dal produttore delle apparecchiature.
Sono comunque raccomandati al minimo un multimetro e, nel caso di sistemi comunicanti in modo seriale, un oscilloscopio od un analizzatore in grado di visualizzare la qualità della comunicazione seriale.

7.3 Prova dei rivelatori di fumo puntiformi

Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui rivelatori di fumo puntiformi è necessario almeno predisporre strumenti di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi artificiali di produzione del fumo o di altro prodotto, in grado di simulare con buona approssimazione l’insorgere di un incendio.

7.4 Prova dei rivelatori di fumo lineari

Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, è necessario predisporre dispositivi di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati appositi filtri di oscuramento forniti dagli stessi produttori dei rivelatori.

7.5 Prova dei rivelatori di temperatura puntiformi

Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, è necessario predisporre dispositivi di prova suggeriti a questo scopo dai produttori dei rivelatori; in particolare possono essere impiegati dispositivi di riscaldamento sia piezoelettrici sia ad aria o gas adatti allo scopo.

7.6 Prova dei rivelatori di temperatura lineari

I rivelatori di temperatura lineari differiscono tra loro spesso anche per la tipologia di funzionamento. È quindi importante fare ricorso alle normative di riferimento disponibili e in second’ordine alle istruzioni del produttore e agli strumenti da esso predisposti a questo scopo, nonché alle eventuali indicazioni del progettista.

7.7 Prova dei sistemi di rivelazione ad aspirazione

Alla famiglia dei sistemi di aspirazione appartengono apparecchiature che operano secondo diversi livelli di sensibilità e principi operativi. Il tipo di strumento necessario deve essere quindi predisposto dall’installatore secondo la norma applicabile nonché le eventuali indicazioni del progettista del sistema, con strumentazione apposita indicata dal costruttore dell’apparecchiatura.

7.8 Prove dei rivelatori per condotta

Oltre a quanto indicato nei punti 7.1 e 7.3, per operare sui rivelatori di fumo per condotta è necessario predisporre strumenti di prova suggeriti a questo scopo dai produttori. Avendo caratteristiche differenti, soprattutto in relazione al tubo di campionamento, i procedimenti di prova devono fare riferimento anche alle normative pertinenti nonché alle eventuali indicazioni del progettista.
Il rivelatore deve essere sottoposto a prova con il sistema di ventilazione attivo al fine di potere verificare il funzionamento anche considerando l’effetto di diluizione e della turbolenza.

7.9 Prova dei pulsanti di allarme incendio

Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui pulsanti di allarme incendio è necessario almeno predisporre:
- strumenti specifici per l’attivazione dei pulsanti, per esempio speciali utensili e chiavi in grado di simulare la rottura del vetro;
- un numero sufficientemente adeguato di vetrini frangibili nel caso le prove ne prevedano la rottura.

7.10 Prova dei rivelatori di fiamma

Alla famiglia dei rivelatori di fiamma appartengono dispositivi che operano secondo diversi livelli di sensibilità e principi funzionali. Il tipo di strumento necessario deve essere quindi predisposto dall’installatore secondo la norma applicabile nonché le eventuali indicazioni del progettista del sistema, con strumentazione apposita indicata dal costruttore dell’apparecchiatura.

7.11 Prova dei segnalatori ottico e/o acustici

Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui segnalatori acustici è indispensabile ricorrere all’impiego di uno strumento di misurazione fonometrica.

7.12 Prova dei dispositivi attuatori dei sistemi di estinzione

Oltre a quanto indicato nel punto 7.1, per operare sui sistemi comprendenti attuatori destinati ad avviare apparecchiature di comando automatico dell’estinzione, può essere utile ricorrere ad apparecchi elettronici di simulazione da collegare in prossimità ed in sostituzione temporanea del dispositivo di attuazione del quale devono possedere caratteristiche elettriche analoghe, facendo riferimento alle norme pertinenti (per esempio UNI 11280 per i sistemi a gas).

7.13 Prova dei dispositivi di commutazione

Trattandosi prevalentemente di contatti di scambio possono essere impiegati gli stessi dispositivi comandati o, in caso di controindicazioni di carattere pratico, un multimetro predisposto alla lettura della commutazione.

7.14 Prova dei dispositivi utilizzanti il collegamento radio

Queste apparecchiature, sono alimentate con proprie batterie e trasmettono via radio, in modo bidirezionale, il loro stato od il tipo di funzionamento.
Tutti i singoli dispositivi costituenti il sistema devono essere provati seguendo le istruzioni stabilite dal produttore e, obbligatoriamente, le verifiche devono interessare: la trasmissione, la ricezione degli allarmi al translatore ed alla centrale di rivelazione, la prova di rimozione con il controllo dell’avvenuto guasto segnalato dalla centrale.

8 METODOLOGIA DI CONTROLLO INIZIALE

8.1 Procedura per il controllo preliminare e per la verifica generale del sistema

Il controllo iniziale è effettuato da tecnico qualificato.
Prima di passare alla fase esecutiva delle prove, si deve eseguire un controllo preliminare che è costituito da una verifica visiva del sistema6).
Per i sistemi di rivelazione incendio, la verifica è eseguita in conformità alla UNI 9795, prevedendo quindi:
- l’accertamento della rispondenza del sistema al progetto esecutivo;
- il controllo che la posa in opera sia stata eseguita in conformità alla CEI 64-8 per le parti applicabili;
- il controllo visivo dei collegamenti elettrici;
- il controllo visivo dei collegamenti meccanici.
La verifica visiva è una parte molto importante e deve essere effettuata su tutti gli impianti; generalmente un impianto esteticamente ben eseguito è un impianto che denota una cura costruttiva che sarà in grado di favorire una buona affidabilità e gli interventi successivi.
La parte visibile del sistema deve essere esaminata per controllare:
- che le cassette e i percorsi siano chiaramente identificabili;
- che i percorsi dei cavi siano esenti da influenze ambientali;
- che le curve e le giunte siano state eseguite a regola d’arte;
- che i supporti meccanici dell’impianto siano regolari e stabili;
- il bloccaggio e la tenuta meccanica dei tubi in prossimità dei raccordi e delle cassette;
- che gli ingressi nelle cassette siano collegati a regola d’arte;
- i collegamenti di messa a terra;
- che la messa a terra dello schermo sia in un solo punto o comunque secondo le indicazioni del costruttore delle apparecchiature.
La verifica visiva deve prevedere anche l‘apertura delle cassette di giunzione e l’ispezione dei punti nascosti per controllare:
- la stabilità dei collegamenti e fissaggio dei morsetti;
- l’impiego dei capicorda su tutti i collegamenti nei quali siano previsti;
- la continuità del collegamento dello schermo e suo isolamento rispetto agli altri conduttori;
- che il grado di riempimento dei tubi sia a regola d’arte;
- una chiara identificazione di cavi e morsetti.

9 METODOLOGIA DELLA SORVEGLIANZA

9.1 Procedura per il controllo preliminare

La sorveglianza è effettuata dal personale incaricato, normalmente presente nelle aree oggetto della protezione.
Questa deve prevedere un controllo visivo atto a verificare che le apparecchiature siano in condizioni operative ordinarie e non presentino danni visibili.
Il controllo deve prevedere un esame delle indicazioni presenti sulla centrale di rivelazione e su tutti gli apparati di segnalazione e/o ripetizione periferici.

10 METODOLOGIA DI CONTROLLO PERIODICO

10.1 Procedura per il controllo preliminare

Il controllo periodico è effettuato da tecnico qualificato.
Prima di passare alla fase esecutiva delle prove, occorre controllare la presenza dei documenti riguardanti il controllo iniziale.
Nel caso in cui manchino i documenti sopra elencati è necessaria la rieffettuazione di quanto previsto nel punto 8.

11 REGISTRAZIONE DELLE PROVE

11.1 Metodo di registrazione

Le prove ed i controlli devono essere formalizzati mediante la compilazione di appropriate liste di controllo.
Esempi di liste di riscontro per il controllo sono riportati nelle appendici A e B.
Una copia delle liste di controllo deve essere conservata dal responsabile del sistema e allegata al registro della manutenzione e dei controlli.

11.2 Sottoscrizione dei documenti

I documenti che costituiscono la registrazione formale dei controlli devono essere sottoscritti, come minimo, dal tecnico che ha effettuato le prove e dal responsabile del sistema o da persona delegata dallo stesso presso il quale sono stati effettuate le prove.

Tali documenti possono rappresentare documentazione da allegare al registro antincendio, ma non sostituiscono lo stesso.

APPENDICE A LISTE DI RISCONTRO PER CONTROLLO INIZIALE

Prospetto A.1 Lista di riscontro per controllo iniziale di un impianto di rivelazione
Prospetto A.2 Lista di riscontro per verifiche preliminari sul sistema
Prospetto A.3 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
Prospetto A.4 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD

APPENDICE B LISTA DI RISCONTRO PER CONTROLLO PERIODICO

Prospetto B.1 Lista di riscontro per controllo periodico sistema di rivelazione
Prospetto B.2 Lista di riscontro per verifiche sul sistema
Prospetto B.3 Lista di riscontro per controlli addizionali su sistema con ASD

APPENDICE C REALIZZAZIONE DELLE VERIFICHE

C.1 Controllo della messa a terra

Per controllare che la centrale e l’eventuale barra di terra siano collegati all’impianto elettrico di terra è opportuno effettuare, oltre che un controllo visivo, anche una misura strumentale della resistenza di terra.

C.2 Verifica della corretta alimentazione ai dispositivi periferici

Per verificare il corretto dimensionamento della sezione dei cavi e del sistema di alimentazione, si raccomanda di controllare che la tensione minima di alimentazione misurata sui dispositivi periferici sottoposti ad attivazione con la sola alimentazione secondaria (batteria, UPS, ecc.) sia tale da non pregiudicare il funzionamento dell’impianto.

C.3 Metodo di collegamento della schermatura del cavo

Quando previsto, il collegamento degli schermi è importante per assicurare il corretto funzionamento dei sistemi. A meno che non sia diversamente specificato dal produttore delle apparecchiature, gli schermi è opportuno che siano accuratamente collegati in modo da assicurare la loro continuità su tutta la lunghezza del cavo.
Si raccomanda che ciascuno schermo sia collegato a terra solo in prossimità della barra di terra della centrale; è opportuno che lungo il percorso dei cavi e nelle cassette di giunzione non ci siano altri punti a terra, nemmeno temporaneamente.

C.4 Metodo di verifica del rumore elettrico

È buona regola verificare che i collegamenti elettrici con i dispositivi posti in campo, le comunicazioni e le alimentazioni, siano esenti dalla presenza di rumore elettrico (noise) in misura superiore al 5% del valore di picco.
In situazioni dubbie, sempre in presenza di apparecchiature elettriche di potenza, si raccomanda di utilizzare l’oscilloscopio per misurare la presenza del rumore.
Si raccomanda di effettuare la misura chiedendo al committente di azionare i carichi elettrici più gravosi ed osservando l’effetto sulla scala dell’oscilloscopio.

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