Valutazione rischio biologico nelle attività istituzionali delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente

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Manuale ISPRA n  93 2013

Valutazione rischio biologico nelle attività istituzionali delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente

ID 17692 | 26.09.2022 / In allegato Linee guida

Manuale ISPRA 93/2013

Criteri ed indirizzi per la tutela della salute e sicurezza in tema di valutazione del rischio biologico nelle attività istituzionali delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente

La presente pubblicazione è il risultato di studi e analisi sul rischio per la salute e sicurezza degli operatori esposti ad Agenti Biologici (AB), sviluppati e condotti dal Centro Interagenziale Igiene e Sicurezza in collaborazione con l’INAIL (Direzione Regionale Liguria). Ha lo scopo di definire criteri ed indirizzi utili alla valutazione di tale rischio durante l’esecuzione di attività istituzionali delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente (ARPA-APPA).

Nel documento si forniscono definizioni e caratterizzazioni degli AB ai sensi dal D.Lgs. 81/08 al Titolo X; si introduce, inoltre, al significato di esposizione agli AB. Si descrivono poi le vie e i meccanismi di trasmissione dalle fonti e dai serbatoi di AB ai recettori (soggetti esposti); la sensibilità degli AB ai fattori chimici e fisici, al fine di valutare i limiti alla trasmissione di specifici agenti; i meccanismi con cui questi agenti provocano danni all’organismo, la cui gravità dipende dal tipo d’esposizione. Infine si fornisce un metodo operativo utilizzabile per stabilire i livelli di rischio, basato su informazioni e dati oggettivi disponibili o facilmente reperibili.

Organizzazione interna al Sistema nazionale delle agenzie per la protezione dell'ambiente (ARPA/APPA e ISPRA) finalizzata ad iniziative sinergiche per la promozione ed il miglioramento della salute e sicurezza del lavoro degli operatori delle Agenzie ambientali.

Il Titolo X del D.Lgs. 81/08 richiede di effettuare la valutazione in tutte le attività lavorative nelle quali si possono presentare le seguenti condizioni di rischio:

- Rischio Biologico Generico, potenzialmente presente in tutti gli ambienti di lavoro;
- Rischio Biologico Specifico, proprio della mansione svolta e classificato in:
-- deliberato: nel caso in cui una determinata attività preveda l’uso intenzionale di agenti biologici (AB);
-- potenziale: derivante da un’esposizione non intenzionale, bensì potenziale ed accidentale ad AB presenti nell’ambiente di lavoro.

Tra i metodi presenti in letteratura che consentono di determinare il livello di rischio biologico specifico vi è l’algoritmo elaborato dall’ISPRA e pubblicato con il presente manuale - Manuale e Linee Guida ISPRA n. 93/2013: “Criteri ed indirizzi per la tutela della salute e sicurezza in tema di valutazione del Rischio Biologico nelle attività istituzionali delle Agenzie per la Prevenzione dell’Ambiente” (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, 2013).

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Fonte: ISPRA

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