Esposizione inquinamento elettromagnetico e acustico

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Esposizione inquinamento elettromagnetico e acustico

Le sorgenti di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici oggetto di questo X Rapporto sono gli impianti radiotelevisivi, le stazioni radio base per la telefonia mobile e gli elettrodotti, per i quali viene analizzata la pressione esercitata in termini di numero di installazioni presenti sul territorio e di casi di superamento dei valori limite di campo elettrico e magnetico imposti dalla normativa vigente.

Dall’analisi dei dati si evidenzia una situazione complessiva sostanzialmente invariata rispetto al 2012; unica variazione è rappresentata da un aumento del 2,5% del numero delle stazioni radio base installate sul territorio nazionale.

Tale aumento è probabilmente giustificato dalla fase di profondo sviluppo tecnologico che soprattutto il settore della telefonia mobile sta continuando ad affrontare e che ha già manifestato i suoi primi effetti in recenti adeguamenti della normativa nazionale e regionale di settore.

Tali cambiamenti a livello di tipologie di apparati e di sviluppi normativi adeguati devono comunque continuare ad essere supportati da quegli stessi strumenti che hanno permesso negli anni passati di dare un forte impulso positivo all’aspetto sociale di tale problematica come ad esempio lo sviluppo e l’utilizzo di strumenti di raccolta dati come il Catasto elettromagnetico nazionale (CEN).

Quest’ultimo realizzato dal sistema agenziale ISPRA/ARPA/APPA consente di svolgere l’attività di reportistica ambientale con l’obiettivo di caratterizzare l’inquinamento elettromagnetico e di ottenere gli elementi utili per una informazione istituzionale sullo stato dell’ambiente relativamente al tema dei campi elettromagnetici. Attualmente la consultazione del Catasto è rivolto al personale tecnico del Sistema Agenziale ARPA/APPA e dei gestori che hanno partecipato all’attività in oggetto. Sono in fase di definizione le modalità di accesso rivolte ad altro personale tecnico e ad altri utenti base.

La complessa struttura legislativa nazionale dedicata alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dell’inquinamento acustico (L.Q.447/95 e decreti attuativi) convive con gli strumenti introdotti in ambito comunitario dalla Direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e gestione del rumore ambientale; in entrambi i casi le aree urbane sono coinvolte in modo attivo. Le informazioni riportate nel presente Rapporto in merito alla tematica rumore sono relative all’attuazione degli strumenti di pianificazione (Piano di classificazione acustica e Piano di risanamento comunale), alle attività di controllo del rispetto dei limiti i normativi e agli interventi di risanamento acustico attuati dalle amministrazioni comunali.

Gli indicatori sono elaborati dai dati raccolti nell’Osservatorio Rumore, Banca Dati che mette in rete ISPRA con le ARPA/APPA, integrati con i dati raccolti nell’ambito dell’indagine annuale Dati ambientali nelle città, effettuata da Istat. Nel 2013, per le 73 città considerate nel Rapporto, si evidenzia sia una non ancora completa attuazione degli strumenti di pianificazione previsti dalla normativa, sia situazioni di inquinamento acustico diffuso in ambito urbano dove per quasi la metà dei controlli effettuati è stato rilevato un superamento dei limiti normativi.

In particolare solo il 52% dei comuni per i quali è risultata necessaria, a seguito della Classificazione acustica, la predisposizione di un Piano di risanamento, ha terminato l’iter di approvazione dello stesso. Le attività di controllo del rumore, la cui incidenza media è pari a 11,6 controlli su 100.000 ab, sono effettuate quasi esclusivamente a seguito di esposto/segnalazione da parte dei cittadini e sono concentrate soprattutto sulle attività di servizio e/o commerciali, che risultano tra le più critiche con il 52% di superamenti riscontrati durante le attività di misura.

Si offre un approfondimento tematico (box 9.4) relativo al progetto H.U.S.H. Harmonization of Urban noise reduction Strategies for Homogeneous action plans, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE+2008, dedicato all’armonizzazione degli ordinamenti nazionali con le prescrizioni introdotte dalla Direttiva 2002/49/CE, sulla determinazione e gestione del rumore ambientale, relativamente agli strumenti di gestione dell’inquinamento acustico ambientale, in ambito urbano.

ISPRA
Dipartimento Stato dell’Ambiente e Metrologia Ambientale



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